Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Ogni anno mi metto a pensare: “Lo scrivo o non lo scrivo l’articolo del 25 novembre quest’anno? Del resto, è svariato tempo che, ogni anno, lo scrivo, lo pubblico, lo leggono, lo leggete. Magari diventerà un po’ stucchevole. Ripeterei sempre le stesse cose. Diventerei ovvia, noiosa, ridondante”. Ho avuto questo pensiero anche quest’anno, ed ero a tanto così da non scrivere niente. Ma poi mi sono detta: NO. Anche quest’anno scrivo qualcosa. Fosse anche una manciata di parole. Anche quest’anno, e SOPRATTUTTO quest’anno, scrivo qualcosa.

Ripeto sempre, infinitamente, ed anche oggi, che questo NON E’ UN BLOG SULLA VIOLENZA SULLE DONNE. Ma è un blog sull’abuso narcisistico di qualsivoglia forma, di qualsiasi GENERE, che può essere attuato sì da uomini, ma anche da donne narcisiste verso i loro partner empatici o verso altre donne empatiche di cui sono invidiose e con cui sono competitive. MA c’è sempre il solito “MA”: la violenza sulle donne è anche uno dei tanti frutti di una relazione narcisistica, in cui c’è sì controllo, possesso della donna e asimmetria di potere, ma c’è anche INVIDIA (e non solo gelosia) verso la donna, competizione, superiorità esercitata, incapacità di amare. Tutti aspetti, questi, PRETTAMENTE APPARTENENTI AL NARCISISMO dell’abusante. E’ questa società narcisistica e patriarcale a far sfociare la violenza in atti criminosi veri e propri. E’ la società del potere, del possesso, della frustrazione nei confronti dell’altro, chiunque esso sia, e della mancanza di cooperazione verso -e con – il prossimo. Se non si sradica questo, non si può sradicare null’altro. Non è un mondo funzionale, quello in cui le persone PERBENE devono proteggersi, nascondersi, fare ma non troppo, indossare corazze di scudi anti-invidia, da parte di uomini e da parte di donne, stare ad un passo indietro per paura di essere diffamate, svalutate, emarginate e, come è successa a Giulia, AMMAZZATE.

Ecco, in questa giornata, ed in questo periodo caldo in cui i media impazzano riguardo alla violenza sulle donne, io spero che si possa finalmente cominciare a tutelare NON SOLO LE DONNE, ma TUTTE LE PERSONE PERBENE. Il che è diverso. Perchè se non si parte dalle donne, ED ANCHE DAGLI UOMINI, poco possiamo fare noi donne da sole. E sottolineo NOI DONNE VERE, pure, non competitive, cooperative. Sapete che non amo mai parlare di me, e in tutti questi anni non ho quasi mai citato me stessa, le mie esperienze di vita, il mio passato, ma oggi voglio dirvi che MI SONO STUFATA DI TANTE COSE. Mi sono stufata di come le donne, nel 2023, ancora vivano a metà, a metà delle loro potenzialità, a metà di come potrebbero, di come meritano. Mi sono stufata di dover stare attenta a raggiungere successi alla pari del mio compagno, sennò si fa prendere dal panico vedendo che sono una donna sempre più capace e brillante, e quindi mi svaluta, mi triangola, mi diffama, mi mortifica, MI PUNISCE. Sono stanca di essere nominata “la donna Alpha, una con le palle” e vedere uomini con la coda tra le gambe fuggire in fila e prendersi una donna MENO CONSAPEVOLE e molto più “perfetta nel ruolo patriarcale” di donna sottomessa, che dice sempre sì, che lo idolatra, che lo venera, che sorride e cucina. Che qualche anno dopo, se è intelligente e un po’ sveglia, ritroveremo in questo blog. Non sono stanca perchè ciò mi mortifichi, ma sono stanca perchè MI VERGOGNO DI AVER PENSATO DI ESSERE IO QUELLA SBAGLIATA, quella che forse doveva essere mansueta come le altre, meno ribelle, meno indipendente, meno appariscente, meno “PARA” (nel senso di parità) all’uomo, meno forte, meno impegnativa, con meno personalità. Meno, meno, meno. E credetemi, che mi ci sono voluti anni, batoste e riflessioni, per capire che ESSERE MENO PER CONQUISTARSI O TENERSI UN UOMO NON VALE LA PENA. ED E’ MILIARDI DI VOLTE PIU’ APPAGANTE ED ONESTO ESSERE DI PIU’ E STARE DA SOLE, SEMMAI. Sono stanca di dover troncare “amicizie” con donne competitive, invidiose e soprattutto svalutanti, perchè solo troncandole posso condurre una vita libera, senza condizionamenti, senza sentirmi inferiore come loro subdolamente vogliono portarmi a pensare. Vedo tanti uomini, etero, gay (non sono etichette, ma avete capito il senso. Uomini che hanno gusti diversi ma che sono comunque biologicamente UOMINI), che non hanno problemi di invidia, di competizione. Non ricevono nè invidia, nè competizione, pur arrivando a vette alte della società, di professioni, di bellezza, di spigliatezza. Poi arriva una donna, sorridente, simpatica, bella, che non ha fatto nulla per essere invisa, che attacca solo per difendersi, amante della vita, del mondo, ed invece, anche solo per essere donna, viene inondata da valanghe femminili di sorrisetti falsi, svalutazioni, pettegolezzi alle spalle, infiniti paragoni di cui a lei non importa nulla, e sgambetti (se siete miei fidati lettori sapete benissimo cosa sono gli sgambetti!!!!!). Ma perchè? E soprattutto, noi donne, donne vere, che non abbiamo bisogno di imporci perchè brilliamo di luce propria, come facciamo a spiegarlo quanto è difficile esserlo? Essere donna? Siamo piene di modelli patriarcali che ci vogliono non solo sottomesse, meno brillanti, non ingombranti, ma anche l’una contro l’altra, l’una più appetibile rispetto all’altra agli occhi degli uomini che ci devono “scegliere”. Scegliere come partner, scegliere come migliore amica, scegliere come più amica di quanto un’altra donna sia. Sempre competizioni, sempre scegliere. Finché continuano meccanismi del genere, continueranno le violenze sulle donne, le violenze TRA donne, la violenza psicologica quotidiana e sopportata, milioni di donne che non sbocciano per paura e preferiscono rimanere in quella comfort zone in cui non siano attaccate dagli uomini frustrati e non siano attaccate, diffamate e svalutate dalle donne narcisiste. Io sono stanca di dovermi DIFENDERE per poter VIVERE, costruire, lottare, e non solo SOPRAVVIVERE. Sono stanca di vedere donne che si affannano per una intera vita ad essere belle, profumiere, spigliate, magre, con una carriera brillante, per avere PIU’ CHANCE DI ESSERE ATTRAENTI E SCELTE DA UN UOMO DI VALORE. MA CI RENDIAMO CONTO? Donne, mi rivolgo a voi. Davvero meritiamo così poco? Meritiamo di essere stupende per sfoggiare quella che “ha la patata più d’oro delle altre amiche” e per essere “quella più inarrivabile da far venire la bava alla bocca agli uomini?”. Se è così, questo mondo non mi appartiene. Mi fanno schifo i femminicidi, e mi fa schifo anche la COSTANTE e QUOTIDIANA violenza psicologica che donne e uomini esercitano continuamente. SULLE DONNE. Sulle persone empatiche, ed anche su loro stessi. Perché a vivere una vita di competizione si finisce per sprecarla, e poi a rovinarla alle persone che sono vicine. Giulia ci è morta per questo. E poi sono stanca di quelle cose che da fuori sembrano stupidaggini o che, peggio ancora, non vengono proprio calcolate, come non poter camminare la sera tardi da sola per strada, avere paura a sedermi in metro vicino ad un uomo, girare col vestito corto, andare da sola ad un colloquio di lavoro dentro a uno studio privato, far venire l’idraulico a casa mentre ci sono solo io, sentire l’ennesimo fidanzato che mi dice “guarda me, ti spiego io come si fa”, neanche fosse mio padre, sentirmi dire che sono “inaffidabile” se scambio due parole col cassiere sulla raccolta punti del momento, ma essere OBBLIGATA a perdonare un tradimento per evitare di essere ammazzata. Sono stanca di essere considerata “stronza” se faccio valere la mia opinione, mentre se fossi uomo e facessi valere la mia opinione sarei considerata “forte e con personalità”. Sono stanca di essere considerata “esaurita, col ciclo, schizzata” se mi arrabbio quando ho motivo di arrabbiarmi, mentre se fossi uomo e mi arrabbiassi quando ho motivo di arrabbiarmi sarei considerata “un uomo che si fa rispettare”. Sono stanca di ricevere una porzione più piccola di cibo rispetto al mio uomo, o di non mettere una foto in cui sono biondo platino e abbronzata sul curriculum sennò “potrebbe essere rischioso”, o di pensare due volte a far venire sotto casa l’uomo con cui mi sto da poco frequentando per paura che sappia dove abito, o di vedere la sera le mie bellissime amiche indossare corpetti stupendi e sentire uomini che commentano: “stasera c’hanno voglia di cazzo”. E almeno loro i corpetti li mettono. Io ce li ho nell’armadio e ogni volta che li vedo il pensiero è lo stesso: “sono stupendi, ma li metterò per un’occasione sicura. Magari un compleanno, dove ho tanti amici che mi stanno intorno. Così mi sento tranquilla e a mio agio”.

E’ un mondo. E’ un mondo di piccoli, grandi accorgimenti e visioni della quotidianità, dei ruoli e dei rapporti, che DEVE CAMBIARE. E deve cambiare per tutti. Per tutti i generi, per tutte le età. Il cambiamento può portare a miglioramenti per tutti, non solo per le donne. Per le donne empatiche. Per le donne narcisiste che capirebbero che le altre donne non sono minacce o competitor, ma alleate. Per gli uomini narcisisti che non devono avere paura delle donne. E per gli uomini empatici che avrebbero ciò che meritano, cioè donne che amano e che sono da loro riamate. Se non si sradica tutto questo marasma di paure, paragoni, attacchi passivo-aggressivi, e meccanismi narcisistici più disparati, e maschilisti più disparati (le donne narcisiste SONO maschiliste), continuerà la paura, la disparità, il possesso. E con tutti questi tratti narcisistici che nell’epoca contemporanea attuale stanno imperando, il passo per i femminicidi – la manifestazione più estrema di violenza narcisistica e patriarcale- è brevissimo.

Quello che io spero oggi, e per cui combatterò costantemente, è che le donne possano essere libere di essere loro stesse, profondamente, autenticamente, cooperativamente e che gli uomini possano essere liberi di non sentirsi minacciati dalla nostra autorealizzazione. E che anzi, ne siano affascinati. E che abbiano voglia e CAPACITA’ di amarci, così come noi sapremmo amare loro.

In questi giorni il numero di chiamate agli sportelli antiviolenza si è DUPLICATO. Se ti senti in pericolo, se hai il dubbio che tua figlia, tua sorella, una tua amica, una tua collega, sia in pericolo, non esitare a contattare lo sportello/centro antiviolenza più vicino a te.

1522 – NUMERO ANTI VIOLENZA E STALKING – attivo h24 su tutto il territorio italiano

Se sei in strada o in un luogo pubblico e ti senti in pericolo, questo è il gesto antiviolenza: 4 dita alzate e pollice chiuso. Poi pugno chiuso.

E’ un gesto che ha salvato già tante donne.

Francesca

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