ARTICOLO – COME TUTTI GLI ALTRI ARTICOLI DI QUESTO BLOG – RIFERITO A VITTIME DONNE E VITTIME UOMINI, MA PER COMODITA’ GRAMMATICALE ED INCIDENZA, USERO’ IL MASCHILE PER RIFERIRMI AL NARCISISTA E IL FEMMINILE PER RIFERIRMI ALLA VITTIMA. 

Dopo aver esaminato, negli articoli precedenti, in cosa consta la campagna diffamatoria e quali sono gli attori perversi di questa danza di parole e realtà NON reale creatasi, descriverò qui, in un articolo a parte, la condizione della vittima, poichè ciò che si innesca in lei genera effetti devastanti al suo corpo e alla sua psiche, da non banalizzare e da non generalizzare. E una vittima che forse, come te ora, sta leggendo queste parole, ha bisogno di sapere cosa ha vissuto, quale rischio corre nel rivivere di nuovo tutto ciò e, soprattutto, ha bisogno di vedere con occhi analitici tutti gli elementi di sofferenza e confusione che emergono da una violenza simile: con la chiarezza e l’analisi dei punti della sofferenza, il turbinio stesso della sofferenza riesce a dissolversi, in caso contrario rimane solo una coltre soffocante di polvere in cui la vittima rimane ansimante, con fiato corto, testa perduta, ed autostima totalmente demolita. Partiamo già col considerare che la piena campagna diffamatoria ha luogo, nel suo totale vigore ed apice, nella fase di avanzata svalutazione della donna e, se nei primi momenti lei non si era ancora resa conto delle diffamazioni alle spalle, già abbondantemente avviate, quando se ne renderà conto sarà in pieno scarto, esanime, distrutta in ogni forma di amore per se stessa ed amore per la vita, in preda ad un bello e buono disturbo post traumatico da stress post abuso (bada bene, la vittima in questa fase ancora E’ nell’abuso) e quindi già di per sè con facoltà cognitive, affettive ed anche di salute molto compromesse. La vittima può essere venuta a conoscenza di qualche piccola/grande diffamazione (amici del narcisista che la bloccano sui social dopo essere stati intortati da lui, scimmie volanti che cambiano atteggiamento repentinamente con lei), ma può anche solo aver intuito che il suo partner, poichè ora lei si è documentata ed è arrivata a capire che lui è narcisista, NON SI DARA’ VINTO DELL’ESSERE IL PERDENTE DELLA VICENDA e farà in ogni modo per uscirne glorioso agli occhi di se stesso e soprattutto secondo l’opinione pubblica di tutti coloro che gli sono intorno. La vittima un po’ comincia ad aspettarselo, un po’ durante il primo scarto, e MOLTO durante i secondi, terzi, decimi scarti, in cui conosce molto bene ormai il suo partner e la brama che ha di svalutare la reputazione della donna.

Qui di seguito elencherò, per punti (sapete ormai che gli elenchi li adoro perchè sono più chiari!), tutte le reazioni della vittima ad una situazione di dolore invisibile simile. Così invisibile ma così REALE perchè vittima (il dolore) di una manipolazione REALE e MINUZIOSA che sa arrivare fino al poter plasmare realtà fittizie sulle realtà reali ed oneste. Stilo questo elenco non perché voglia infierire su dolori che mai dovrebbero essere vissuti, figurarsi rinvangarci, ma lo stilo perché innanzitutto, se tu stai leggendo e ti ritrovi in quasi tutti i punti, o proprio tutti, NON DIMENTICARE CHE NON SEI SOLO, ci sono passate tante persone come te e queste tante persone come te NON HANNO AVUTO COLPE DI ESSERNE STATE VITTIME, e poi lo stilo perchè per ogni punto di questi, dal più doloroso al più doloroso, c’è la possibilità e, se lo si vuole, la CERTEZZA, di scardinare, definitivamente, per sempre, dalla base, tutte queste sensazioni deprogrammanti della propria persona, dal cervello, al corpo, alla disillusione dell’anima, alla rabbia.

La vittima:

  • E’ OSSESSIONATA DALLE PERSONE CON LE QUALI IL NARCISISTA L’HA DIFFAMATA. La scimmia volante lo vede come le persone sono cambiate nei suoi confronti. Vede quegli amici del narcisista che la hanno bloccata sui social, vede quelle amichette del narcisista che, da che erano gentili con lei, ora sono fredde e fintamente bonarie e perbeniste con lei. Quando le persone a cui il narcisista parla sono scimmie volanti, cioè quando coscientemente vogliono far parte di questo disegno di diffamazione del narcisista insieme al narcisista, la vittima matura per esse sentimenti di tale rabbia, risentimento, avvilimento, inferiorità, da non permetterle di condurre una vita quel minimo equilibrata. Ha il terrore che la nuova arrivata (che lei sa che a breve verrà presentata, anche se forse già c’è, visto che ha capito che i narcisisti FANNO COSI’ e sostituiscono SEMPRE), sarà osannata da tutti loro e messa a confronto con lei, povera pazza dal quale il caro, dolce, narcisista deve stare lontano e difendersi. Ha terrore di incontrarli, ha terrore di vedere loro contenuti sui social ma ha anche il terrore di bloccarli, oscurarli, e finire per risultare ancora più immatura, sfigata, e deprimente di quanto loro già pensino di lei. Ha paura e rabbia. Rabbia e paura. Pensa a chi loro diffonderanno come macchie d’olio le diffamazioni su di lei e teme che di lì a poco le persone che sapranno questa versione (sbagliata) di lei si saranno esponenzialmente duplicate, come un effetto domino di cui lei è oggetto. Sente un mondo che la sovrasta di occhi sospettosi, sente quei giudizi, e farebbe qualsiasi cosa per poterli cambiare. Vuole far ricredere chi crede alle diffamazioni, vuole vedere tutte queste persone tornare strisciando da lei e chiedendole scusa se hanno solo provato a pensare che lei fosse una così orribile persona, e così instabile e così insicura, e così di poco valore. La vittima è talmente abituata a vedere se stessa attraverso gli occhi degli altri – per tutta la relazione, attraverso gli occhi del partner narcisista -, che ora, persa nel turbinio delle diffamazioni su di lei, non può accettare di SENTIRSI LEI STESSA COSì SPORCA DELL’IDEA CHE GLI ALTRI HANNO DI LEI. Lei non vuole essere considerata così. Lei NON VUOLE ESSERE così. Vede un esercito di persone combattere contro di lei con la gioia dei pettegolezzi, e delle parole recitate quando preferiscono optare per il compatimento per la vittima inferiore, non giusta, da scartare, non necessaria nelle loro vite, se non per sparlarne ed aumentare i loro ego poveri.
  • HA UNA VOGLIA SPASMODICA DI URLARE AL MONDO LE INGIUSTIZIE RACCONTATE SU DI LEI MA SI SENTE BLOCCATA PERCHE’ PROVA LA FRUSTRAZIONE DI AVERE PAURA DI ESSERE CONSIDERATA ANCORA PIU’ PAZZA DI QUELLO CHE GIA’ TUTTI PENSANO DI LEI, E DI ESSERE CONSIDERATA INFANTILE DI FRONTE AL LORO ESSERE SUPERIORI QUANDO PARLANO CON PENA, FINTA PREOCCUPAZIONE E SDEGNO DI LEI. L’ingiustizia. L’ingiustizia logora, e logora specialmente le persone empatiche che hanno un senso di integrità morale e di rispetto oltre misura. La vittima vorrebbe chiamare tutti. Vorrebbe scrivere papiri di messaggi a tutti. Vorrebbe sfogare tutta la vera verità e la vera giustizia che ha dentro, che lei sa, e vorrebbe aprire gli occhi a tutti. Vorrebbe chiamare quell’amica che sicuramente ha ascoltato gli infiniti racconti del narcisista, o quella migliore amica che si sarà così beata dell’essere la confidente superiore rispetto a lei vittima. Vorrebbe stilare una lista di tutte le verità, quelle più recenti e quelle più antiche dei tanti soprusi attuati dal narcisista che la vittima stessa copriva, di cui non parlava, per far andare avanti la relazione immacolata. Ora le ritorna indietro tutto. Ed è frustrata. E’ frustrata perchè vorrebbe far scoppiare la rabbia ma sa che: 1. nessun papiro di messaggi o chiamate lunghe ore sarebbero sufficienti per poter spiegare tutti i soprusi, e dolori, che lei ha subito nel corso della relazione, perchè non arriverebbero mai ad essere esaustivi; 2. Gli amici/parenti/conoscenti del narcisista non gli crederebbero perchè sarebbe questa solamente una mossa successiva alle diffamazioni già messe in atto dal narcisista e quindi sarebbe una sorta di “difesa” della propria reputazione ma solo dopo esser stata diffamata, quindi la vittima si sente anche in colpa di non aver raccontato le verità dolorose subite prima; 3. Si sente frustrata perchè contattare queste persone/scimmie volanti sarebbe un’azione che poi, forse, verrebbe essa stessa derisa, usata come oggetto di ulteriori prese in gira, ulteriori sparlate alle spalle e le diffamazioni non finirebbero, cioè la vittima sa che non è automatico che la persona in questione creda a lei, ma che anzi tutto ciò alimenterebbe le sparlate, la coalizione del narcisista con questa persona / queste persone con cui ha diffamato la vittima, e SOPRATTUTTO la vittima si darebbe la zappa sui piedi da sola dando modo di far credere di lei che sia davvero instabile, ossessiva, paranoica, fissata con il narcisista così come il narcisista l’aveva dipinta solo a parole con queste persone. La vittima vuole sfogarsi per stare meglio, ma finirebbe per fregarsi da sola e CONFERMARE le chiacchiere del narcisista su di lei. E il narcisista tutto questo LO SA, perchè sempre cerca REAZIONI per confermare le sue tesi. Il narcisista provoca, SEMPRE.
  • SI METTE COSì TANTO IN DISCUSSIONE DA CREDERE ALLE STESSE DIFFAMAZIONI CAPILLARI E FINTE, FALSE, BUGIARDE, CHE SONO STATE FATTE SU DI LEI. Finisce per mettere in dubbio se forse sia vero ciò che di orribile viene detto su di lei, che è instabile, che non è normale come loro e come tutti, che non è una persona interessante tale da poter essere considerata positivamente da loro, e finisce per credere alle menzogne che vengono dette su di lei, come il fatto che sia psichicamente difettosa, o gelosa a livelli paranoici ed immotivati perchè insicura (quando invece è stata continuamente aizzata dalla svalutazione in poi). La vittima subisce le bugie. Ingloba il problema su di sè, facendosi continue e martellanti analisi di coscienza, attuando costante introspezione (cosa che non fa mai il narcisista quando invece dovrebbe), ed è complesso da spiegare nel dettaglio perchè potrebbe sembrare assurdo il fatto che un qualcosa di esterno faccia percepire così tanto sbagliata la vittima al suo interno, nel suo modo di essere, nel suo modo di percepirsi, ma il contesto di scarto ed in più di diffamazione avvolgente è impressionante quanto permei tutta la mente della vittima. La vittima è demolita nel suo amor proprio e nel valore che non percepisce più di avere. Tutto ciò che di buono aveva creato, la meraviglia che lei è, tutto si annerisce, e le parole non vere sul suo conto sono solo il colpo finale (uno dei colpi finali, ahimè), su una vita già compromessa.
  • HA LA PERCEZIONE CHE LA SUA VITA SI SIA INTERROTTA E CHE QUALSIASI COSA FACCIA DI BUONO NON SIA SUFFICIENTE PER TOGLIERE QUEL FANGO CHE LE HANNO BUTTATO ADDOSSO E CHE LEI SENTE ADDOSSO. Questo punto l’ho già anticipato ma voglio discuterne meglio. Il concetto di vita interrotta si palesa nel fatto che la vittima non trova più il senso in nulla di ciò che fa: ormai è marchiata. E’ marchiata dalle voci, dalla diffamazione che non lascia scampo, ormai per tutti è così, e per quanto possa diventare la persona più importante del mondo, e per quanto possa svolgere le azioni più nobili del mondo, NULLA sarebbe sufficiente per smacchiare l’ IMMAGINE che ormai tutti hanno di lei. Percepisce che NULLA SIA SUFFICIENTE e quindi la sua vita si interrompe. La laurea non serve, il lavoro nobile umanamente, o essenziale per campare, non ha valore, la propria anima non ha valore, le proprie passioni sono superflue, le sue amicizie sincere sono stupide perchè si accontentano dello schifo che lei ormai pensa di essere, e cominciano a non avere valore neanche più loro agli occhi della donna. Nel dubbio, anzi nel non dubbio, e nella certezza dell’inutilità di tutto ciò che fa nella vita e di tutto ciò che è, la vittima NON FA NIENTE oppure AGISCE AUTOMATICAMENTE per gli obblighi necessari della vita ma con un malessere mentale e fisico gravissimo, pericoloso, DEPRESSIVO. La diffamazione porta depressione, come un macigno di chili di parole che atterriscono, immobilizzano la donna e a malapena le consentono di svolgere le azioni basilari della quotidianità. Riassunto in pochissime parole: l’autostima della vittima è COMPLETAMENTE DEMOLITA. E quel poco di base di stima per se stessi è ciò che permette la più basica sopravvivenza. Ecco, in situazioni come queste la sopravvivenza della vita è difficile, perchè l’autostima della vittima non è che sia basse, è che è ASSENTE.
  • HA UNA GELOSIA OSSESSIVA E RABBIOSA PER LE PERSONE CON LE QUALI IL NARCISISTA LA STA DIFFAMANDO. Ora la vittima SA che anche questa è una forma di triangolazione, e che il narcisista sta sfoderando le migliori armi di seduzione (sia essa sentimentale, amicale, di conoscenza) verso le persone che vuole convincere che la donna sia sbagliata e via dicendo. Si sente un oggetto al servizio del narcisista e delle scimmie volanti. Si sente un oggetto al loro servizio, che come scopo ha quello di rinforzare i loro rapporti, fatti di sparlottamenti e pettegolezzi su di lei, e beffe e svilimenti della sua persona. La vittima SA tutto. La vittima SA che se lei fa o non fa, se lei parla o non parla, nulla cambierebbe, perchè ormai il sodalizio è fatto, e quando il narcisista decide di sodalizzare con qualcuno è incredibilmente irresistibile. Quindi ora, durante la fase finale di svalutazione e scarto la vittima non solo soffre perchè a lei manca il narcisista, lui si nega, le riserva solo il silenzio punitivo, l’indifferenza, le svalutazioni, MA per giunta è sereno, approvvigionato di energie, ammirato, sostenuto nella sua diffamazione, dalle persone con le quali, appunto, sta diffamando la propria partner, e con le quali quindi esce, chiacchiera, racconta di lei davanti ad un buon vino, o davanti ad un cappuccino, o davanti ad un buon piatto di pasta. E’ uno schiacciamento da più fronti. La vittima è schiacciata da tutto. E detesta loro, quelle persone scelte per demolirla, quelle persone che ora, per qualche ragione, sono state SCELTE perchè esseri MERITEVOLI di avere attenzioni, tempo, considerazione, stima, da parte del narcisista. Tranquilla/o, sta usando anche loro, e non smetterò mai di farlo capire a chi mi legge.
  • PENSA OSSESSIVAMENTE A MODI PER SBARAZZARSI DI QUEL FANGO, COME PARLANDO AL POPOLO DELLE SUE RAGIONI, MA CON LA PAURA DI NON SEMBRARE ANCORA PIU’ RIDICOLA. Mi spiego meglio: la vittima pensa a post sui social che alludano a come siano andate le cose, pensa a se mostrarsi (fintamente) felice con gli amici, a ballare, o in qualsivoglia altra forma per non far intendere che è depressa e appunto schiacciata, o al contrario, nel caso in cui venga diffamata con la menzogna che sia pazza instabile, pubblicherà una foto in cui lavora e svolge normalmente la sua vita. Cioè, il sunto è questo: in base al contenuto della diffamazione che è stata fatta su di lei, lei pensa a modi per far capire al mondo che non è vero nulla di ciò che è stato detto su di lei, e i social sono uno di quegli strumenti immediati per farlo. Faccio ancora un altro esempio esplicativo: il narcisista dice della vittima che siccome è molto dimagrita, è diventata come tutte le altre, una egocentrica malata, fissata con i vestiti, fanatica, e non è più la ragazza di un tempo, allora la vittima ora pubblicherà solo foto di libri, di contenuti non legati all’apparenza, per mantenere questa idea di lei. La vittima è ancora manipolata, e non ha la libertà di fare ciò che desidera fregandosene degli altri. Il dolore della diffamazione ingiusta è troppo grande. E’ pervadente. E’ un’ingiustizia che scortica, e la vittima ha l’esigenza di liberarsene per poter ritornare ad avere il sollievo di vivere la sua vita così com’è, con semplicità e SENZA GIUDIZIO. La vittima vuole tornare alla condizione in cui era serena e contenta di ciò che faceva, di ciò che era, e non rincorrendo affannosamente qualcosa per rendersi migliore agli occhi degli altri e agli occhi di se stessa.
  • PER LA VITTIMA QUALSIASI PERSONA CHE LE VUOLE BENE GLI DICA CHE E’ SPECIALE, CHE SE NE DEVE FREGARE DI COSA VIENE DETTO DA CHI NON HA IMPORTANZA NELLA SUA VITA … NON HA RILEVANZA, PERCHE’ TUTTA L’ATTENZIONE DELLA VITTIMA E’ RIVOLTA A QUELLE PERSONE CHE, DA CHE LA CONSIDERAVANO UNA PERSONA A MODO, EMPATICA, SPECIALE, COME LA CONOSCEVANO EFFETTIVAMENTE, ORA LA DISPREZZANO PERCHE’ INFLUENZATE DALLE PAROLE (e ripeto, PAROLE) DEL NARCISISTA SU DI LEI. La vittima odia il fatto che l’idea di lei in persone che la stimavano sia sfumata esclusivamente a causa dei convincenti racconti del narcisista (si dovrebbe fare due domande invece…). Ma non si può andare contro a delle credenze altrui. E’ difficile mettersi l’anima in pace che ci siano persone che DECIDONO di credere al narcisista, ma se le cose dovessero stare così, una credenza altrui non è neanche necessaria modificarla: bisogna cambiare punto di vista, e non bisogna cambiare se stessi, se non solo per migliorare se stessi come esigenza personale e non per difendersi dai giudizi (sbagliati e non congruenti a realtà) degli altri, i quali altri sono coloro che hanno ascoltato le bugie del narcisista. La vittima è così pervasa da parole e così pervasa da realtà che si sono costruite da queste evanescenti parole, che le componenti SANE della sua vita evaporano, scompaiono dal suo campo visivo e dal suo cuore. Un abbraccio di un amico sincero rimasto al suo fianco, che non ha mai smesso di credere a lei, perde di valore, perchè la rabbia che lei prova per la gente maligna che la detesta o che la compatisce schiacciandola e deridendola, è troppo più pervadente rispetto alla bontà e alla sanità. E’ un po’ come quando si fa una passeggiata di trekking in un bosco e si cade sulle foglie scivolose. Ci si sbuccia il ginocchio, il ginocchio brucia, fa male, e tutte le meravigliose viste della natura intorno si perdono, e si perde il piacere di sentire gli uccellini, i raggi del sole che si infiltrano tra le foglie, perchè il dolore pervade, e si pensa solo a quello. La rabbia, il dolore, quando sono fortissimi, catalizzano ogni aspetto della vita, anche e soprattutto gli aspetti belli, e necessari. La vittima sa che il sollievo lo avrà solamente quando questo dolore lo avrà spazzato via e quando loro, TUTTI LORO, “vittime” delle manipolazioni verbali del narcisista, avranno cambiato idea e creduto a lei e alla verità che è solo quella che lei sa e che lei dice. Ahimè, molto spesso ciò non accade, e la vittima potrà fare solo un lavoro di altra natura, per poter estirpare questo dolore, in maniera, per giunta, del tutto più efficace (ma lo vedremo in un prossimo articolo riguardante la diffamazione!).
  • IL SUO CORPO E’ TOTALMENTE IN SUBBUGLIO, e i sintomi fisici dello scarto, già di per sé devastanti, vanno ad essere ancora più accentuati a seguito di tale campagna di diffamazione. Disturbi del sonno sono tra i sintomi più frequenti, inappetenza o al contrario abbuffate, il classico nodo in gola perenne che porta lì lì sull’orlo del pianto ma risulta rimanere bloccato,in mezzo al collo, e poi infezioni nervose come la cistite, e poi tachicardia, extrasistole, ansia costante, respiro corto, poca o assente capacità di concentrazione. Il corpo parla. Il corpo reagisce. Tutto l’essere bloccato della vittima rimane anche dentro all’organismo che, però, non sa controllarsi ma che, anzi, AVVISA la donna che così, se copre il dolore e non lo accetta, se lo subisce e vuole combatterlo solo ad armi pari con i suoi vili narcisisti che la diffamano, non farà altro che INTOSSICARSI ANCORA DI PIU’. Cosa fare, dunque? Come fare per estirpare il problema e non coprirlo se poi a coprirlo si sta anche peggio?

La vittima può fare qualcosa. La vittima può fare molto, a seguito di tutta questa violenza. E, soprattutto se conosce, se sa individuare una campagna diffamatoria in atto, come spero sia avvenuto per te che stai leggendo ed hai appena letto questi punti, PUO’ riconoscere il fatto che lei sta subendo un qualcosa costruito dal PROBLEMA DI ALTRI, e non un qualcosa legato ad un PROBLEMA SUO. Il problema suo nasce solamente nel momento in cui lei CREDE alle parole non vere che vengono pronunciate su di lei, SI PREOCCUPA della percezione che gli altri hanno di lei, e nel momento in cui tale sua preoccupazione VADA A CONTAMINARE il suo scorrere di vita.

La vita di una donna deve SEMPRE andare avanti. Nonostante alle sue spalle si sprechino parole, diffamazioni, chiacchiere, sorrisini, inquantificabili menzogne, inquantificabili mezze verità, inquantificabili “bugie bianche”, inquantificabile manipolazione. Ma di questo ne parlerò nel prossimo articolo dedicato alla campagna diffamatoria e al come superarla!

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