Durante questa intervista ascoltiamo Aurora, una bellissima ragazza mora, trentenne, uscita da un paio d’anni da una relazione difficile con Raffaele, il suo ex narcisista patologico covert. Aurora mi ha scritto per chiedermi se volevo ascoltare la sua campagna diffamatoria spietata e incredibilmente subdola, apparentemente invisibile, nella quale il narcisista aveva sparso la voce del suo essere raccomandata grazie alla posizione lavorativa illustre del fratello del padre, suo zio. Mi scrive che questa vicenda l’ha fatta particolarmente soffrire, le ha tolto le energie, le ha tolto la dignità di tanti anni di studio, di università, di master di primo livello e di master di secondo livello. Il dottorato mancato perchè già aveva trovato il lavoro importante che, giustamente si era meritata. Ascoltiamo le sue parole.

Cara Aurora, grazie per aver deciso di parlarci di una dolorosa componente del tuo post scarto. La campagna diffamatoria è un tema a me molto caro, poichè sono terrificanti le conseguenze che apporta, la mortificazione, la distruzione di un’identità che rimane impunita, quindi quando ho letto la tua richiesta ho accettato senza ombra di dubbio. Puoi cominciare a raccontarci ciò che vuoi.

Cara Francesca, grazie per la possibilità di raccontare, e grazie per il supporto che dai. Mi hai aiutata tantissimo. La mia storia con Raffaele è durata tre anni e mezzo. Il primo anno meraviglioso, gli ultimi due una tragedia mista a sollievo, in cui io ero sfranta, esausta, piena di studio, piena di attacchi di panico. Stavo studiando ad una facoltà di economia abbastanza difficile, in inglese, quindi tutto è stato molto più difficile. Non voglio sminuire donne che non lavorano e che sono invischiate in relazioni sentimentali con un uomo narcisista, ma quando poi hai tantissime preoccupazioni per gli esami, i laboratori, le scadenze, tutto diventa un’ansia costante, soffocante. Insomma, il classico periodo universitario. Poi lavoravo anche, tra ripetizioni e per un periodo anche ad un bar la sera. Insomma, una gran fatica quando lui aveva cominciato con le prime svalutazioni, con le triangolazioni, con le prime negazioni di rapporti sessuali, quando poi io ero sempre carina ed anzi ero anche dimagrita perchè quando ci eravamo messi insieme ero un po’ formosa (a pensarci adesso ero dimagrita perchè non avevo fame dall’ansia e da quello che mi faceva passare lui). Andavo dalla psicologa, per gli attacchi di panico, ma per quanto le parlassi della mia relazione, lei non aveva mai fatto allusione al narcisismo, o a che lui fosse narcisista. Niente di niente, io non sapevo nulla di questo argomento. Comunque, la storia te la faccio breve e passo subito al periodo dopo lo scarto. Dopo continue svalutazioni, un tradimento scoperto per messaggi e l’amante in questione che mi telefona per raccontarmi tutto, lui rigira tutto, mi incolpa, e mi scarta. Nonostante poi io gli avessi perdonato il tradimento. Pensa quanto fossi rintronata. Tra sue fughe e ritorni, litigate, silenzi punitivi e poi “perdonami, non posso perderti”, ecco che lo scarto definitivo arriva. E si chiama Nadia. La sua nuova fonte primaria come si dice in gergo tecnico se non sbaglio. La sua nuova fidanzata con cui ancora starebbe insieme, dalle voci che mi sono arrivate. C’è poco da dire su questo. Lui sparisce e io da quella sparizione non l’ho mai più visto. Cioè rendiamoci conto. Mai più visto. Mi blocca ovunque. Ovunque. Io da che avevo gli attacchi di panico ogni tre/quattro giorni, cominciavo ad averli ogni ora. Ricordo che il mio pensiero costante era: “al prossimo attacco di panico muoio”. E appena arrivava l’attacco, come da classico, pensavo: “ora muoio”. Sono stati mesi di calvario. Mi mancavano tre esami, ed ho allungato di un anno la mia laurea per quanto stavo male. Per fortuna ho dei genitori stupendi che mi hanno supportato in quel periodo tragico.

Però poi ti sei laureata. Ed hai anche iniziato un master!

Oh sì. E’ stata dura ma mi sono laureata. E con il massimo di voti. Non l’avevo vissuta bene. Anche quel giorno ero triste. Dopo un anno non stavo ancora bene. Ero depressa anche il giorno della discussione, ma almeno ce l’avevo fatta. Lui in realtà era riapparso con dei profili fake, ma io non lo avevo mai accettato. Ero risalita al fatto che fosse lui per un suo seguace che era sempre tra i suoi amici (anche poco intelligente è stato). Quindi, visto che lui (Raffaele) stava con la fresca vittima, non era più “tornato” ufficialmente per stare con me, ecco, ma mi capitava di incontrare persone della sua cerchia che mi soffiavano qualcosa qua e là. Alcune persone erano conoscenze in comune di me e di lui, neutre, che raccontavano fatti, alcune erano miei amici a cui arrivavano voci su quello che combinava lui, ed alcune erano proprio scimmie volanti sue. La cittadina dove vivo è piccola, e c’è una sola palestra molto popolare, che io frequentavo. E’ stata forse il mio grande problema del post scarto, nella quale io ho scoperto tutta la campagna diffamatoria che ha portato avanti su di me. E se non fosse stato per quei corsi di spinning, zumba, pilates, non ne avrei mai saputo niente di niente e non sarei mai stata consapevole del fatto che una montagna di gente sapeva di me TUTTO UN MONDO DI FALSITA’.

Aurora, mi sfugge un particolare. Raffaele studiava? Lavorava?

Raffaele già lavorava. Ha sei anni in più di me. E’ un tecnico informatico. Lavorava in un’azienda, anche piuttosto buona, della nostra cittadina. Diciamo anche che è l’unica azienda degna di chiamarsi così della nostra cittadina, infatti molti di quelli che saranno i miei colleghi erano passati lì. Perchè io non solo svolgo un master, ma vengo anche subito presa in un’azienda molto rinomata nella mia regione, nel capoluogo vicino alla mia cittadina, ad un’ora di treno dalla mia cittadina.

Ed in questo periodo affiorano tasselli di campagna diffamatoria che già stavano andando avanti da un po’.

Sì, proprio così. Una campagna diffamatoria accuratissima. Mi aveva colpito un articolo in cui tu scrivevi che queste persone patologiche “modificano” dati oggettivi e veri, di modo da farsi credere al 100%. Lui aveva modulato delle cose che erano vere, distorcendole, rendendole negative, false ed estremamente denigranti della mia persona. Il dato oggettivo è che mio zio è una persona professionalmente di spessore, ma niente di più. Cioè, ti spiego com’era andata nel dettaglio, Francesca. Durante la relazione che ho avuto con Raffaele, è capitato si e no un paio di volte che gli parlassi di mio zio. E lo ha visto una volta sola, neppure a Natale, pensa te che conoscenza per nulla approfondita aveva di mio zio. Gli avevo accennato solo una volta che aveva una posizione importante, così, ampassant come si suole dire, e lui è stato capace di ricordare quel pomeriggio in cui gli avevo buttato lì quella informazione e ci ha costruito castelli di bugie infiniti, diluiti nel tempo e raccontati a tutti. Se ci ripenso mi viene la pelle d’oca, di quanto una mentalità narcisistica possa essere così machiavellica e andare proprio a scovare il pelucchio con cui demolire la persona che vogliono distruggere. Sono venuta a sapere delle menzogne allucinanti sul mio conto che lui aveva raccontato alla sua cara e fedele scimmia volante avvocato, una di quelle che così bene hai scritto nei tuoi articoli riguardo alle scimmie volanti. Il prototipo classico, frigida, insoddisfatta della sua vita sentimentale e sessuale, attenta al giudizio degli altri e del giudizio di Raffaele, quando Raffaele glie la faceva solo credere. Non glie ne fregava niente di lei come amica, zero. Comunque, una conoscenza che io avevo in comune con questa scimmia volante mi ha raccontato una marea di racconti (scusa il gioco di parole). Questa è una persona fidata, è un uomo, un mio amico, una persona buona e sincera che infatti poi mi ha dato ragione su questa scimmia volante. Comunque, questo ragazzo mi aveva raccontato che Raffaele aveva detto a questa scimmia volante e a tutti che io ero entrata nel posto dove mi trovavo perchè mio zio è una persona di una certa influenza nella nostra regione. Andava raccontando che io ero riuscita a laurearmi perchè mio zio aveva conoscenze strette all’interno dei vertici dell’ateneo dove studiavo, che se avessi voluto erano già pronte le pratiche per vincere il dottorato che avrei voluto iniziare, ma che poi lui era riuscito preventivamente a trovarmi questo posto in azienda ed allora avrei rinunciato alle velleità del dottorato per cominciare a guadagnare. Aveva raccontato che anche i master erano tutti “truccati” dalle conoscenze di mio zio che mi facevano passare le prove “così”, con semplicità, anche se non lo meritavo e quindi avevo sempre avuto la strada spianata. E queste voci me le hanno, poi, confermate, tantissime altre persone, tanto che ho avuto paura che dovessi muovermi per vie legali a riguardo, terrorizzata anche del fatto che in mezzo a questa storia ci fosse questa fastidiosa scimmia volante amica sua, appunto avvocato, che chissà che si sarebbe inventata per negare tutto e farsi la bella con Raffaele anche con strumenti legali contro di me. Insomma, PIANO PIANO ERO SEMPRE PIU’ SCONVOLTA. Cioè lui si era INVENTATO una valanga di balle solamente dal dato oggettivo che sapeva: mio zio è una persona “importante”. Che poi, mio zio è un professionista onesto, diligente, appassionato al suo lavoro e che con la fatica di una vita è arrivato a degli ottimi livelli, ma non è un “mafioso”, non è una persona che supererebbe i livelli di morale per fare favori di questo genere a destra e a sinistra, neanche se si riguardasse di sua nipote, cioè io. Anche perchè sinceramente non ho avuto bisogno di spinte di questo tipo!

Quindi Aurora, lui di dati certi sapeva solo che tuo zio ricopriva una posizione importante. Per il resto, sulla tua formazione, sul tuo studio, sapeva ben poco. Non poteva attaccarsi a nient’altro per diffamarti e screditarti, ecco.

Diciamo che su di me aveva deciso di usare questo tipo di diffamazione qui. Demolirmi su ciò su cui ho più sofferto nella mia vita: studiare, formarmi, il tutto con le mie forze. E lui questo lo sa, perchè ha contribuito a rovinarmi l’ultimo anno di università, per esempio. Penso che queste persone così disturbate scelgano proprio i punti più sensibili delle persone. A me avrebbe potuto colpire con tutto, ma non con questo. Ho sudato, non ho mollato, mi sono fatta gli ultimi esami sotto il suo schifoso scarto mentre stava con quell’altra, ho ottenuto ciò che volevo, e lui? Lui cosa fa? RINNEGA TUTTO. E scrivevi bene tu, Francesca, nel tuo articolo, quando dicevi che appunto loro fanno leggere la realtà agli altri in un modo non vero, di modo che loro ne escano da “vincitori” e non da perdenti, quali sono. Lui non accettava il lasciarmi e il pensare che io avrei avuto una vita brillante, e che sarei continuata ad essere considerata da tutti come una ragazza valida, eccellente nel suo percorso, intelligente. Non lo avrebbe mai accettato. E che poteva fare? Togliermi i titoli? Quelli ormai li avevo presi! Poteva solo TOGLIERE IMPORTANZA, CREDIBILITA’ E PATERNITA’ ai miei meriti, dicendo che erano falsi, che erano regalati, e che quindi io non valevo niente ed ero disonesta. Uno schifo. Non è umanità, questa. Questi esseri sono bestie. E scusa Francesca se spesso ripeto frasi dei tuoi articoli, ma hai proprio ragione quando spesso scrivi: “mors tua, vita mea”. Per loro funziona così. Se devono scegliere di ammazzarti, per sopravvivere loro, lo fanno eccome, senza pensarci su, senza remore, senza problemi.

A livello pratico, questa campagna diffamatoria ti ha dato problemi? Intendo in ambito lavorativo. Visto che la località dove vivi è piccola, e la regione è la stessa del capoluogo dove lavori ora, le voci sono arrivate anche al tuo posto di lavoro o almeno tra alcuni tuoi colleghi? Come hai agito in tal senso? Immagino che mano mano che scoprivi i racconti falsi della campagna diffamatoria, l’ansia ti cominciava a mangiare sempre di più.

Le voci in ufficio non sono mai arrivate, ma non sono rimasta con le mani in mano, Francesca. Altrochè. Io ne ho parlato con il mio capo. La mia vita cominciava ad essere compromessa. Già di per sè la campagna diffamatoria è un qualcosa di surreale, di violentissimo, di tremendo, poi se dovevo anche pensare che tra un giorno e l’altro mi sarei beccata un licenziamento per “motivi oscuri” non ci avrei dormito più la notte. Già i giorni a seguire dopo le innumerevoli diffamazioni che mi arrivavano alle orecchie, quando arrivavo a lavoro cominciavo a vedere occhiate “sinistre” e strane un po’ da tutti, quando invece ero solo suggestionata e magari erano solo giornate in cui i miei colleghi (adorabili) erano solo più stanchi! Comunque, ti dicevo, decido di parlare con il mio capo, che, fatalità, è una donna. In un attimo lei ha capito tutto. Non aveva mai vissuto una relazione sentimentale narcisistica, ma conosceva il disturbo narcisistico di personalità, quindi mi ha capito subito, e soprattutto MI HA CREDUTA SUBITO. Mi ha tranquillizzata dicendomi che lei sa come lavoro, lo sto dimostrando, e soprattutto sto dimostrando che il percorso eccellente che il mio curriculum mostra lei lo sta vedendo nei risultati che porto nell’azienda e come mi comporto sia professionalmente sia umanamente con tutti. Mi aveva anche consigliato di parlarne con qualche collega, e così avevo fatto. Sia uomini che donne. Sono stati tutti molto carini. Ovviamente non ne ho parlato con tutti, ma solo con chi mi fidavo di più, e sono stata accolta e mi sono sentita ascoltata senza giudizio. E’ passato tempo ormai, ma sto cercando di togliermi di dosso gli ultimi pezzi di fango della campagna diffamatoria semplicemente essendo me stessa e facendo vedere chi sono, con le mie capacità, con le mie conoscenze, con la mia umiltà.

Ti senti ti dare qualche consiglio a chi si trova nella situazione in cui ti trovi tu? O in qualche situazione simile di campagna diffamatoria in cui ci si sente intrisi di un senso di ingiustizia atavico?

Mi sento di dire che essere se stessi è l’unico modo, secondo me, per sbarazzarsi di tutto il fango che buttano addosso queste persone ignobili. Non chiudetevi in voi stessi, non subite, non scervellatevi nel dolore e nel senso di ingiustizia che io so bene essere letale, ma anzi apritevi, parlatene, anche perchè se non se ne parla le campagne diffamatorie come queste continueranno in eterno ed avranno più possibilità di essere credute, anche se non sono vere. Se continuate ad essere voi stessi e ad amarvi, queste chiacchiere, questi pettegolezzi, rimangono solo parole di qualche sfigato malato di mente come sono i narcisisti, insieme a quelle altrettanto sfigate e frigide scimmie volanti che sbavano ad ogni cenno di considerazione che il narcisista che spalleggiano concede loro. Voi siete più di chiacchiere infondate, e chi crede a queste parole o è complice o non è sufficientemente intelligente da chiedersi se quei pettegolezzi che sente siano veri o no. E poi, di base, questa massima vale sempre: fregatevene del giudizio degli altri, se valete andrete avanti, e sicuramente valete, perchè se siete finiti nella rete di un manipolatore è perchè eravate e siete persone buone. Non finite per essere come loro, narcisisti e scimmie volanti, che per sopravvivere devono schiacciare l’altro, prevaricare e prosciugare energie dagli altri. Potete benissimo andare avanti da soli!

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