ARTICOLO – COME TUTTI GLI ALTRI ARTICOLI DI QUESTO BLOG – RIFERITO A VITTIME DONNE E VITTIME UOMINI, MA PER COMODITA’ GRAMMATICALE ED INCIDENZA, USERO’ IL MASCHILE PER RIFERIRMI AL NARCISISTA E IL FEMMINILE PER RIFERIRMI ALLA VITTIMA.

Dire che il narcisista manca, in generale, di empatia è improprio. E purtroppo si sente troppo spesso. Bisogna fare una distinzione tra due tipi di empatia, quella AFFETTIVA e quella COGNITIVA.

1.IL NARCISISTA MANCA TOTALMENTE DI EMPATIA AFFETTIVA, ovvero della capacità di IMMEDESIMARSI NELLE EMOZIONI DEGLI ALTRI. Generalmente le persone più o meno sane affettivamente, quando vedono scene (non solo di film!) in cui ci sono persone che soffrono, che piangono, che provano delle sensazioni di rammarico, o anche che provano sensazioni di gioia, euforia, soddisfazione, riescono a percepire quella sensazione dentro se stesse, ed è questa sensazione che permette l’esistenza dell’aiuto reciproco, della misericordia, dei limiti entro cui agire per non ledere l’altro, ma anche semplicemente il supporto tra simili. La compassione, la tenerezza sono emozioni spontanee che nascono quando c’è, alla base, la capacità di sentire, o anche solo immaginare, la sensazione che qualcuno di fronte a noi sta provando. I narcisisti questa capacità non ce l’hanno, perchè non hanno mai avuto il bisogno di svilupparla: hanno sempre avuto tutto, sono stati sempre e solo focalizzati, sin dalla loro infanzia, sui LORO BISOGNI, amputando alla base il “vedere l’altro”.

Perchè il narcisista manca di empatia affettiva? Perchè NON GLI INTERESSA AVERNE. Il curarsi di ciò di cui ha bisogno l’altro, il curarsi di come stia l’altro è un qualcosa di incredibilmente irrilevante e spesso di intralcio al suo operato, quindi non solo passa in secondo piano, ma non viene proprio neanche minimamente preso in considerazione. Per il narcisista tutto è egoriferito, quindi l’unica sofferenza, o gioia, che prova sono esclusivamente quelle che lui percepisce dentro se stesso, sempre, ovviamente legate all’approvvigionamento narcisistico che ha o non ha in quel momento. Quante volte ti sarà capitato di dire al narcisista: “Ma perchè non ti metti nei miei panni?”, “Mettiti nei miei panni! Capisci, anche solo un minimo, come mi stia sentendo io a seguito di quello che hai fatto?”, “Non hai pensato alle conseguenze di quello che avrei provato io?”. Ecco, fiato sprecato, soprattutto perchè, come sempre ripeto, il narcisista non ha capacità di introspezione, quindi potrai fargli presente tutte queste sue mancanze, che nel tuo piccolo vedi e non vedi, ma lui (o lei) non se ne renderà profondamente conto, un po’ per incapacità di arrivarci, un po’ per manipolazione, scaricando le stesse accuse e colpe proprio su di te. Nei casi più gravi di narcisismo perverso e psicopatia, i livelli di totale mancanza di empatia affettiva raggiungono picchi sconcertanti. Il soggetto potrebbe attuare azioni deplorevoli, totalmente noncurante delle emozioni della persona che ha a fianco, anzi, godente della sofferenza altrui, o ancora, godente della sua stessa capacità di “fregare” il prossimo con grande nonchalance e spesso totalmente impunito.

Non è un caso che il narcisista SCELGA UNA DONNA EMPATICA. Come ho già abbondantemente descritto nell’articolo IDENTIKIT DELLA VITTIMA: chi sono le prescelte dei soggetti narcisisti/psicopatici – Le voci di Eco, la donna empatica ha tutte le caratteristiche di cui il narcisista deficita, prima fra tutte l’ EMPATIA AFFETTIVA OLTREMISURA, specialmente se si parla di donne super empatiche, cioè coloro che hanno una capacità incredibile ed oltre la norma di immedesimarsi nelle emozioni degli altri, così come se le stessero provando loro stesse.

Questa aridità di cui è pervaso il narcisista è un deficit enorme alla vita felice, alla vita di condivisione con gli altri, e soprattutto alla VITA AUTENTICA, in quanto porta inevitabilmente ad indossare maschere per poter recitare parti in cui lui (o lei) possa SIMULARE tutte le reazioni che nelle persone affettivamente “sane” sono spontanee, naturali, non premeditate. Ti sarà capitato di scorgere negli occhi del narcisista, sempre, una sorta di “filtro”, spesso un grande controllo di se stesso, mascherato da brillantezza, o da bella parlantina, o da teatralità, specialmente se overt, quindi espansivo. Quella è la patina che vedono gli altri, ma tu, che probabilmente hai vissuto o stai vivendo a stretto contatto con un individuo affetto da questo disturbo di personalità, puoi cogliere la sua vera essenza, quella privata delle incrostazioni del “come appaio agli altri” e del “se faccio così, acquisisco più approvvigionamento narcisistico”, ed avrai visto l’apatia, e lo ripeto ancora, il CONTROLLO delle sue azioni, il controllo delle parole da pronunciare in base alla situazione, il controllo nel sesso nonostante la perfetta passione, ed anche quella sorta di macchinosa testa che fuma nel pensare a come agire per emergere, a cosa fare per essere al centro dell’attenzione, e a cosa fare per ricevere tornaconti. Il tutto è offuscato dalla maschera una volta di scapestrato, una volta di perfetto professionista, una volta di padre impeccabile (dall’esterno), una volta di uomo che sta al posto suo. Capisci bene che in una mente così non c’è spazio, non c’è voglia, non c’è una posizione egualitaria (perchè il narcisista pensa di essere superiore) per mettersi a concedere di sentire anche le sensazioni degli altri.

2. IL NARCISISTA HA UNA SOVRASVILUPPATA EMPATIA COGNITIVA, ovvero sa, in maniera profonda, PREVEDERE ED IMMEDESIMARSI NELLE REAZIONI MENTALI E NEI PENSIERI DEGLI ALTRI.

Perchè il narcisista abbonda di empatia cognitiva? Innanzitutto perchè è mancante di quella affettiva, quindi in qualche maniera deve “equilibrare” tale deficit, ma poi soprattutto perchè E’ L’EMPATIA COGNITIVA SOVRASVILUPPATA CHE GLI PERMETTE DI MANIPOLARE BENISSIMO. Se sei stata/o a contatto stretto e ravvicinato con narcisisti patologici, o maligni, o psicopatici – immagino di sì-, avrai notato benissimo l’acutissima intelligenza di captare le situazioni, la capacità oltremisura di capire come sono fatti gli altri, anche solo dopo una manciata di chiacchiere, la profondissima sensibilità usata impropriamente in senso crudele per captare le necessità degli altri, cosa penserebbero gli altri se lui agisse così, e così, e così, e di cosa gli altri hanno bisogno, per infiltrarsi e agganciarli. Ecco, se il narcisista non avesse questa capacità sviluppatissima, non riuscirebbe a penetrare nelle sue vittime (o in generale in chiunque con cui venga a contatto) e a manipolarle. Del resto, la maggior parte degli esseri umani, anche quelli davvero molto intelligenti e svegli, non arriverebbe mai ad avere una sensibilità così profonda ed inquietante – di questo tipo -, semplicemente perchè avrebbero un freno a che questa sensibilità si attui, cioè l’INGENUITA’. Un narcisista è tutto fuorchè ingenuo, e vive ARCHITETTANDO, ogni giorno, ogni secondo, al fine di perfezionare la sua maschera, al fine di intercettare nuove vittime, al fine di cadere sempre in piedi, ed ha bisogno di sondare ogni possibile terreno psicologico per poter attuare, indisturbato, tutte le sue invisibili manipolazioni. E’ quello che fa con la sua vittima primaria, percependo ogni suo bisogno insoddisfatto, ogni sua fessura affettiva dove penetrare e dove distruggere, fregandosene totalmente della mancanza di rispetto che lui sta avendo con lei, lei che meriterebbe solo sincero amore, per dirne banalmente e sommariamente una.

C’è poi da aggiungere un’altra questione, affine a quella anticipata, ma in qualche maniera più specifica: l’empatia cognitiva è quel capire cosa un’altra persona vuole per poterla manipolare al fine di trarre per sè approvvigionamento narcisistico, della serie – come altre volte ho scritto – “mors tua vita mea”. La vittima di un narcisista patologico è sempre UNO STRUMENTO per lui, e il veicolo attraverso cui “selezionare” e “prelevare” strumenti utili al loro proliferare di amore, devozione, attenzioni, è appunto questo tipo di empatia, che sa cogliere questi strumenti, e che sa come attirarli a sè e tenerseli per sempre. Ancora ci si stupisce di uomini che picchiano le donne, di uomini che usano violenza psicologica, e fisica, e che le donne le uccidono perfino. Ecco, se si pensa con la mente di un narcisista patologico/perverso/psicopatico si può comprendere questo nell’ottica dello studiare i due tipi di empatia: “Io, narcisista, me ne frego di come possa sentirsi la mia donna se soffre mentre la picchio (mancanza di empatia affettiva), ma quello che so è che se soffre, se ha paura di me, se si avvilisce mentre la picchio, la indottrino a fare la brava, ad essere come voglio io, e a non ribellarsi al mio controllo (empatia cognitiva)”. Non è che il narcisista NON SA COSA SIA IL DOLORE, è che non lo prova quando vede qualcuno provarlo, ma LO USA per il proprio tornaconto, ovvero per il controllo, per la paura dell’abbandono, per l’approvvigionamento narcisistico, per stabilire superiorità.

A seguito di questi aspetti, capirai bene che è INUTILE far vedere al narcisista cose che non può e non vuole vedere, e soprattutto FARGLI PROVARE cose che lui non ha abitudine, e cura, e interesse a provare. Non capirebbe. E a seguito di questi aspetti, capirai bene quanto sia PERICOLOSO avere a che fare, e a maggior ragione essere in una relazione, con individui che hanno tali caratteristiche. L’empatia affettiva è il vero limite a qualsiasi azione anche solo minimamente deplorevole. L’empatia affettiva è la vera qualità che differenzia gli uomini dalle bestie, ed anzi, molte specie di animali ne sono dotati, basti pensare ai mammiferi come i leoni, le tigri, ma anche i gatti, che percepiscono quando i loro cuccioli sono in pericolo e si prodigano per loro, anche a costo di rischiare la propria vita. I narcisisti, in questo, sono più bestie delle bestie, perchè non hanno altruismo, non hanno ATTACCAMENTO alle persone, attaccamento che NON E’ DIPENDENZA AFFETTIVA (quella eccome se ce l’hanno, per le proprie prede salva – vita, quando ne hanno bisogno), ma è quel sano legame che ogni essere umano percepisce con i suoi simili, attraverso i sentimenti di affetto, di amicizia, di carità, di benevolenza, di amore, di RISPETTO, di fisico richiamo di aiuto verso coloro che fanno parte della propria specie. Se noi vediamo un senzatetto per strada, la compassione la proviamo, poi magari decidiamo di non fermarci, per paura, per pregiudizio, per tutela personale, spesso anche per ignoranza, ma vedere, in una serata fredda di febbraio, un povero uomo, anche magari giovane, al gelo, sotto ad un porticato, ci rattrista, ci suscita FISICAMENTE e IRRAZIONALMENTE qualcosa. Nei narcisisti NO. Potranno negare fino allo sfinimento, ma non provano NULLA. Quando, però, questi deficit si manifestano nelle relazioni di tutti i giorni, la situazione cambia notevolmente. E’ PERICOLOSO TROVARSI IN UNA RELAZIONE SIMILE, PERCHE’ NON ESISTE LIMITE NEUROBIOLOGICO, NON C’E’ UN FRENO DI COSCIENZA, E DI EMPATIA, CHE POSSA FAR SI’ CHE TU, PER ESEMPIO PARTNER DI UN SOGGETTO SIMILE, SIA TUTELATA/O DALLE SUE AZIONI PIU’ INCONCEPIBILI. Se ti tradisce, ed è nel letto insieme a lei, NON PENSERA’ NEANCHE UN MOMENTO A TE, a come tu non meriti di esser trattata senza rispetto, ma, semmai, penserà alla balla da raccontarti verosimilmente quando tornerà a casa, e ha fastidio per SE STESSO, per il doversi “organizzare” per uscirne indenne; se ti sta picchiando, non si rammaricherà della sua voglia di farlo ancora più forte stavolta, ma si premurerà di accertarsi che tu abbia capito come devi comportarti e si premurerà di finire solo quando si sentirà LUI sollevato; se ha una parte di sua vita, parallela a quella che vive con te, in cui non ti menziona perchè vuole dare a tutti la credenza che lui sia single (succede spessissimo, anche se sembra infattibile), non si curerà del tuo non meritare di “sparire”, del tuo non meritare di essere schiacciata. Tutto questo è perchè LUI NON SA METTERSI NEI PANNI TUOI E NEI PANNI DI CIO’ CHE TU POSSA PROVARE, ed allora agisce indisturbato come meglio crede PER SE STESSO. Se il narcisista provasse anche solo un un per cento delle emozioni brutte che infligge a te, e se vivesse anche solo un un per cento degli eventi che ti ha combinato dietro le spalle (e che hai scoperto) e che ti ha combinato direttamente in faccia, andrebbe su tutte le furie, diventerebbe violento, cattivo, e questo perchè LUI NON PUO’ ESSERE SUCCUBE DELLE CRUDELTA’ CHE LUI INFLIGGE, E DI CUI DEVONO ESSERE VITTIME GLI ALTRI. NON ESISTONO DUE PESI E DUE MISURE IN UNA RELAZIONE CON UN NARCISISTA. Lui tutto può, tu nulla puoi. Lui può avere rapporti extraconiugali e picchiarti se osi solo avanzargli questo dubbio, e lui si sente morire dentro se tu anche solo per sbaglio fai cadere il tuo occhio sul prestante cassiere del supermercato dove, di fretta, stai facendo la spesa e a tutto stai pensando meno che ad ammiccare. Questa è schiavitù. Questa è schiavitù psicologica. E per quanto tu voglia fare qualcosa, e per quanto tu possa aver già fatto tanto, nulla sarà abbastanza per poter cambiare degli schemi mentali radicatissimi, inscalfibili neanche con l’amore e neanche con la comprensione più illimitati del mondo.

Se chi sbaglia non solo persevera, ma NON CAPISCE DI SBAGLIARE e dice di aver capito solamente quando usa le scuse come manipolazione, non c’è nulla che possa contenere qualsiasi dolore, TU NON SEI TUTELATA, perchè il narcisista che ti è al fianco NON PENSA AL TUO BENE, quindi è come se tu vagassi dentro ad un campo immenso in cui pallottole infuocate ti piovono addosso e il narcisista ha uno scudo ovunque, anche sulla testa, e avanza fieramente, mentre tu NON SEI TUTELATA DA NESSUNO. Devi tutelarti da sola, come poi nella vita è giusto che sia, e per poterti tutelare da una storia dove CAMMINI SOPRA A MINE ANTIUOMO, devi SCAPPARE DA QUESTO CAMPO. Il tuo narcisista non ti allungherà una parte del suo scudo, non ti guarderà neanche, e ti lascerà alle spalle, preoccupata, terrorizzata, sola, triste, pronta all’imminente ed ennesima esplosione, che sia il prossimo tradimento, che sia la prossima tecnica manipolatoria, che sia la prossima palese mancanza di rispetto, che, anche a spiegarla a lui con tutta la ragione del mondo, per lui sarà sempre un tuo frignare e un tuo non capirlo e un tuo non pensare al suo di bene, egoista come sei.

E’ una battaglia persa a priori, te ne rendi conto? Ed è una battaglia neanche da combattere. E’ ora che tu vada a vincere, e per vincere devi combattere altrove, per te stessa! Per te stesso!

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