Narcisismo al microscopio & oltre

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Rispondi a: Silenzio punitivo: i vostri racconti

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#11491
Francesca
Ospite

Erano 7 anni che non lo vedevo. 7 anni fa lo conobbi su una chat. Mi sembrava bellissimo, perfetto, immediatamente scattò qualcosa da parte di entrambi (almeno così mi parve). Mi chiamava e chiedeva di uscire spesso, mi portava in mezzo alle persone che conosceva lui. Io ero cotta anzi stracotta. Poi improvvisamente iniziò ad allentare la presa, senza un motivo. Non avevamo né litigato né altro. Spariva. Io diventavo pazza e passavo le giornate a guardare se era online, a che ora faceva l’ultimo accesso. Non ebbi mai una spiegazione, non scrissi più e a fatica andai avanti (fortunatamente conobbi un’altra persona con cui sono stata anni). Il destino me lo fa incontrare a 50 metri da casa mia, per un progetto di lavoro che stava svolgendo qui. Mi saluta dall’altro lato della strada, io ricambio continuando a camminare. Il gg dopo gli mando un messaggio, iniziamo a scriverci qualcosa, gli propongo di fare aperitivo insieme, lui accetta, ci vediamo, io sono un fiume di domande, lui me ne fa solo 2: sei fidanzata e che lavoro fai oggi. Mi invita a cena per quel sabato (decidiamo luogo e ora) e io accetto. Dopo l’aperitivo inizia a fare tipo love bombing, chiama, mi chiede di mandargli “7000-8000 foto”, mi richiede di vederci la sera stessa ecc. Arriva persino a scrivermi ti penso sempre con il cuore vicino, che non ha mai smesso di pensare che ero divina, che voleva baciarmi ecc. Io sono felice, ma non capisco quanto ci sia di vero. Aspetto con ansia la cena per capire se può essere cambiato qualcosa in lui dopo 7 anni. Purtroppo questo bombardamento “d’amore” dura sì e no 2 giorni. Durante la settimana le sue attenzioni scemano moltissimo, si limita a un misero buongiorno oppure buonanotte, e qualche foto muta nella giornata, senza mai avviare una conversazione. Rispondeva a stento ai miei tentativi di intavolare un dialogo. Penso tra me e me, aspetto la cena e vediamo. Peccato che il sabato arrivi e io ho la sensazione che la cena non si farà. Non l’aveva più nominata, non mi aveva chiesto conferma, nonostante avessimo stabilito luogo e ora da vicino. Nei giorni precedenti lui aveva ridotto al minimo i messaggi ed erano molto freddi. Carica di ansia in questa incertezza, per il suo silenzio, decido di non andare ma non glielo dico, speravo che all’ultimo minuto lui chiamasse per chiedermi esattamente dove doveva venire a prendermi. Non chiama, non scrive nulla per tutto il weekend. Mi riscrive il lunedì, ma non per parlare della cena saltata. Mi manda una foto del funerale della regina elisabetta trasmesso su Rai 1. E mi scrive una frase sprezzante ma sibillina “spero ti sia resa conto che giorni fa hai pensato e scritto una stupidaggine”. Chiedo di cosa parli, ma non visualizza neppure il messaggio. Ho dovuto arrovellarmi io per per capire che si riferiva a un mio parere espresso giorni prima riguardo al fatto che non tutto il popolo inglese stava soffrendo per la sua morte. Ho analizzato molto questa serie di comportamenti ed ecco cosa ho capito: lui ha lanciato l’invito ma lo ha lasciato cadere nel dimenticatoio, perché voleva che fossi io a mettere il discorso in mezzo, chiedendo “ma allora andiamo a cena sabato?”, voleva vedere se ci avevo creduto e speravo, voleva sentirsi desiderato. Io non ho fatto nulla di ciò, ho lasciato passare tutto il weekend senza mai cercarlo, senza dire ma che fine hai fatto, ma non ci dovevamo vedere e cose così, e questo gli ha dato fastidio. Ecco che lunedì mi scrive, ma non per parlare del nostro incontro, ma di una cosa qualsiasi (la regina elisabetta!) e approfittare per insultarmi. Per poi tornare al mutismo assoluto, senza neppure aprire il mio messaggio (non ha la spunta blu). Il fatto che non capissi a cosa si riferiva, deve averlo fatto imbestialire ancora di più, perché voleva dire che non avevo dato la giusta importanza alla nostra conversazione (era una frase che avevo scritto 5 gg prima). E adesso è così, non mi considera e il mio messaggio è stato certamente archiviato o cancellato senza essere degno neppure di essere aperto. Io credo che lui sia un narcisista, con l’aggravante che le varie fasi si susseguono molto rapidamente.