Narcisismo al microscopio & oltre

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Rispondi a: Dissonanza cognitiva: la mia testa dice A, il mio cuore dice B

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#7602
Luna Chiara
Ospite

Cara Francesca, ciao e grazie !
Volevo sinceramente ringraziarti di questo spazio.
Scrivere mi è sempre venuto naturale e spontaneo fin da bambina, il mio sogno è sempre stato quello di scrivere oltre che quello di essere amata. Scrivere ed essere ascoltata, accolta. Tutto questo non si può avere all’interno di un tessuto abusante e manipolativo, nel quale prevale invidia, giochi di potere e forte dipendenza alimentata dal sadismo. La dissonanza cognitiva la conosco molto bene, come ho provato in ogni poro della pelle e dell’anima la sofferenza dura e concreta che sbriciola tutte le illusioni protettive. La dipendenza affettiva parte da ferite profonde e difficili da sanare, difficili anche da mascherare. Il narciso covert è il burattinaio di eccellenza che muove o fili di quel dolore ridendo sadicamente delle fragilità dell’anima coinvolta. Per uscirne non so ancora come si fa, a me sono trascorsi due anni e il dolore è solido e vivo, le crisi di astinenza, nonostante la grande consapevolezza, sono ancora lì, così come i segnali fisici del corpo e dell’anima violentate da tanta indifferenza. A proposito di dissonanza, sono divisa a metà . Una parte di me vorrebbe salvarsi ma l’altra ancora spera di esser semplicemente ‘vista’ancora da lui. Briciole di briciole. È snervante, respirare l’impotenza è come un’apnea. Due parti di me convivono, quella lucida e quella stordita dal dolore della dipendenza. Non è facile per niente svolgetevi più semplici gesti quotidiani. A volte penso di non sapere da dove cominciare a prendermi cura di me, perché il dipendente è bravo a prendersi cura di chi ama ma non riesce a farlo con sè. Ecco la spersonalizzazione subito dopo lo scarto è devastante. Mi vergogno ad ammettere che ancora spero in un suo messaggio. Ancora spero che il suo sparire sia solo momentaneo. E son passati due anni dal brutale scarto e due mesi dal non sentirlo. L’ho sempre cercato io. L’ho rivisto a ridosso del mio compleanno a fine settembre, sempre perchè poco prima l’avevo contattato io manifestandogli il mio desiderio di rivederlo anche solo per un caffè. Le briciole delle briciole. Sono stata accontentata, salvo il suo mettere le mani avanti distruggendo ogni mia gioca speranza, e ci siamo rivisti due volte. Ora di nuovo silenzio. Non so se punitivo, credo più si tratti di quello più spietato dell’indifferenza emotiva. Sotto Natale sentivo forte l’astinenza, a capodanno speravo in un sms di auguri. Sono sincera, a volte mi faccio tenerezza per quanto non sono capace di amor proprio. La dissonanza è un regalo che questi esseri ci lasciano a lungo. È un filo che loro sadicamente tengono ancora da lontano.