Narcisismo al microscopio & oltre

Stai leggendo

Rispondi a: Dissonanza cognitiva: la mia testa dice A, il mio cuore dice B

Narcisismo al microscopio & oltre

Rispondi a: Dissonanza cognitiva: la mia testa dice A, il mio cuore dice B

Rispondi a: Dissonanza cognitiva: la mia testa dice A, il mio cuore dice B

#7616
Luna Chiara
Ospite

Ciao Lory, grazie per la risposta…
Hai ragione questo è uno spazio per confrontarci e quindi anche condividere i nostri pensieri e i nostri tormenti per provare a farci forza. Io sono piuttosto sfiduciata,
Ho passato ben due anni a logorarmi, a provare il no contact, salvo poi ricascarci e continuare a cercarlo con qualche telefonata sporadica. Mi sento umiliata, le persone che mi sono intorno (parlo di amici veri), sono sfiniti e non riescono più a concepire come possa ancora stare a questo punto. È preoccupante. Sono spaventata perché mi rendo conto razionalmente che sono passati due anni e io mi sento dolorante come il primo giorno di scarto. Sono ancora incredula e sono molto spaventata perché temo di non riuscire a uscirne. La mancanza o l’astinenza è ancora presente, ormai è un pensiero ossessivo che mi compromette anche la vita lavorativa oltre che sociale. Sono consapevole di tutte le dinamiche perverse e mi sono informata moltissimo sulle relazioni abusanti e sullo smascheramento di questi fantocci che di affettività non ne sanno nulla, come nemmeno di senso basico di umanità. Sono leale, sincera e ferita. Hai detto benissimo perché sicuramente sarà così anche per te,ed è proprio questa grande sensibilità a farmi così male. Ho perso quasi la fiducia nella mia capacità di amare, oltre che la scarsa fiducia che avevo come amabilità (quindi essere amata). Ora ho proprio paura di non esser più capace io di darmi, di aprirmi e di avere fiducia e quelle belle sensazioni spontanee che un tempo provavo verso l’esterno. Questo è l’altro aspetto terrificante, ho permesso a questa relazione di prendersi tutto di me e della mia vita interiorità e ora ho paura a ricominciare. Sono cambiata. Prima di lui non mi era mai capitato di perdere la mia femminilità è la mia capacità di amare o provare emozioni. Questa volta mi si è sgretolato tutto perché lui si è portato via i miei sogni. È il mio sogno era riscattare la mia infanzia creandomi un nido affettivo solido e protettivo. Questo credevo fosse lui e il cane. Oggi come dici tu a volte provo rabbia ma non è sufficiente a farmi avere fiducia piena nel davanti. Ciò che guardo indietro era la mia vita, lui mi ha cacciata da quello che era diventato il mio luogo fisico e il mio nido interiore. Faccio fatica a rifarmi una vita. Sono tornata a casa di mia madre (e non ti dico che sconfitta e che dolore questo a provocato perché con lei ho subito tutti i più grandi traumi e ora le cose non sono tanto cambiate, vivo l’anaffettivita e la rabbia costanti). Nessuno ha più voglia di ascoltarmi perché ognuno tende a non concepire questo mio dolore. Diciamo che dopo due anni per nessuno è più giustificato.
Sono una ragazza di 33 anni e mi sento come si avessero tagliato le gambe. Internamente mi sento così.
Lui credeva che dopo otto anni io mi sarei rifatta in fretta con qualcuno (e lo auspicava pure ) ma purtroppo non è stato così. Non riesco nemmeno a pensare di potermi aprire intimamente con qualcuno, di poter avere un’altro compagno, di pensare di poter invecchiare con un’altra persona. La mia anima non la do a chiunque e ho paura di essere condannata alla solitudine.
Vorrei che lui almeno mi cercasse almeno umanamente ma la sua indifferenza dimostra che io per lui non sono stata mai nulla di importante. Solo una coinquilina che lo aiutava a tirare avanti con le spese (dato che ha sempre avuto problemi di soldi e di lavoro). Finché sono servita ben venga, adesso invece ha già adocchiato altre prede più fresche perchè io ormai ero vecchia e ripetitiva oltre che richiedente e sfacciata nel metterlo davanti alle sue responsabilità. Esattamente quelle che non voleva prendersi. Sento un senso di ingiustizia profondissimo e vorrei soltanto alleviare questo stato, perché per me la serenità è ancora un’utopia!