Narcisismo al microscopio & oltre

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Rispondi a: Nessuno capisce che lui (o lei) è un mostro!

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#8072
Maria Grazia
Ospite

Le mie amiche mi dicevano:”Non metterti a sparlare di lui perché non ti crediamo eh! Sei la donna più fortunata del mondo e non vogliamo ascoltare le tue lamentele!”. Mi prendevano in giro e i primi tempi ci ridevamo così tanto su, quando eravamo tutte manipolate dalla maschera di perfezione che lui con me e con tutti sfoggiava nel love bombing. E poi? Poi lo schifo, la violenza, le azioni più disumane che potessi vedere con i miei occhi. Il mostro cominciava a venire fuori, ma veniva fuori solo con me. MAI si avvicinava lontanamente a mostrarsi un pochino meno perfetto di come sempre faceva. Le mie amiche lo adoravano, i compagni delle mie amiche erano diventati suoi amici, i miei genitori e mio fratello lo adoravano, lo avevo portato dentro ogni aspetto della mia vita e si era fatto accogliere calorosamente, senza miei “aiuti”, come uno di noi, come uno di famiglia, affabile, al posto suo nel momento giusto, e soprattutto i primi tempi in cui pensavo fosse timido ma invece studiava tutto e tutti, di me e delle mie cerchie di affetti. Da quella timidezza diventava sempre più espansivo, ponderato nelle parole, fintamente empatico (questa è stata la sua abilità attoriale che mi ha scioccato più di tutte, se poi ripenso all’aridità e alla nullità che lui umanamente dentro è). Sapeva incredibilmente mostrarsi sensibile, anzi, sensibilissimo, accorto verso le esigenze degli altri, sempre opportuno e mai inopportuno, e poi bello come il sole, con quello sguardo magnetico che ti attrae come con una calamita. Ecco, mai e poi mai avrei pensato che nella vita potessero esistere individui simili, bestie, ammassi di corpi senza anima, ma anzi con infima premeditazione e con perenne recite da portare avanti. Se non lo avessi vissuto sulla mia pelle, non avrei mai creduto che possano esistere personalità simili. Quando sono emerse le bugie, le doppie situazioni, la violenza, per un bel po’ di tempo nessuno sapeva capacitarsene, neanche le persone a me più care con le quali mi confidavo ma che da subito mai mi avevano giudicato. Poi, con il tempo, con il proseguo degli abusi e con l’emergere delle verità, una infinità di persone si sono dovute ricredere, e sono rimaste sbigottite e terrorizzate dal rendersi conto di che tipo era questa persona che sembrava così normale, così innocua, così particolare, stravagante, e così incredibilmente buona. Una recita, una recita di morte, patologica fino a sembrare terribilmente vera, e solo chi lo tocca con mano può capire, può capire che non esageriamo, può capire che i disturbi mentali sono qualcosa di gravissimo, di pericolosissimo, e di nascosto dietro alla maschera di quella che viene considerata la persona più affascinante di tutte, speciale, sensibile, ed estremamente buona. È tutto molto inquietante.