Narcisismo al microscopio & oltre

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Rispondi a: Silenzio punitivo: i vostri racconti

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#9603
Sara
Ospite

Non so come possa trovarmi qua a scrivere di me, raccontarmi.. premetto che questa è la mia prima relazione, ho 22 anni e mi frequento con un uomo di 34 dall’estate. Lui ha avuto due relazione prima di me di 4/5 anni, e l’ultima risaliva a per lo appunto 5 anni fa. Stiamo insieme da ottobre. Nel periodo di frequentazione ho sempre creduto fosse un po’ narcisista, passavamo giorni senza sentirci, ma non ero ancora caduta nelle sue grinfie, continuavo a vivere tranquillamente, non mandavo messaggi, non chiamavo, per fortuna caratterialmente sono stata sempre un po’ distaccata e non assillante, quelle cose non mi sono mai appartenute.
Dal momento in cui ci mettiamo insieme, iniziano i drammi. Mesi in cui si litigava almeno una volta a settimana e altri mesi magari più calmi e tranquilli. L’unica cosa simile che avevano questi ligiti era la modalità: Lui si arrabbia con me per una piccola cosa, finisce in dramma, tutte le volte si arriva a chiudere come se fossimo appesi ad un filo di un rasoio e ogni volta il passo nei confronti dell’altra persona, che fosse una carezza, un abbraccio per evitare di continuare a discutere.. sono sempre stata io, non ho ricordi in cui lui abbia fatto la stessa cosa.
La litigata seguente lui faceva la stessa identica cosa che a lui aveva dato noia nella precedente litigata, io mi arrabbio, lui si arrabbia di conseguenza e sono io alla fine a dover chiedere scusa?
Ultimamente mi è sembrato che cercasse di litigare anche più spesso, con una freddezza inimmaginabile, cercava di stuzzicarmi in qualsiasi modo pur di farmi arrabbiare e cedere creando altri litigi e farmi abbassare di nuovo.
Lui sa che quando si litiga non riesco a fare niente, non riesco ad allenarmi, non riesco a studiare, a mangiare. Il mio dolore psico-fisico aumenta con l’aumentare delle ore/giorni in cui le cose non vanno bene con lui. Tutte le volte mi prometto che è l’ultima, provo a chiarire situazioni di cui non ho la colpa, solo per smettere di soffrire e avere sollievo nei giorni seguenti.
È come se rimandassi la rottura definitiva alla volta dopo e così via.
Questa volta discutiamo sabato perché io non avrei potuto vederlo la sera, lui prende, va in discoteca. Sparisce, non mi manda nemmeno un messaggio quando torna a casa. Io non sono riuscita a dormire, sono rimasta sveglia tutta la notte. Facendogli presente quanto male mi abbia fatto, inizia a rigirare la frittata a suo piacimento, io non cedo, continuo a stare nella mia posizione e lui sparisce. Non mi risponde più da ieri. Nessun messaggio, nessuna chiamata. Solo storie riferite a me, dicendo che la delusione crea silenzi. La sera è andato di nuovo in discoteca e continuo a vedere che è in giro “cercando di divertirsi(?)”.
Come dicevo prima, sta cercando di manipolarmi, in questi mesi lo ha fatto e ci sono cascata come una pera per paura di continuare a sentire questo dolore immenso. Ma questa volta non ho intenzione di cedere, di mandare nessun messaggio o chiamata. Vuoi punirmi con il tuo silenzio? Non ti darò la soddisfazione di vedermi ai tuoi piedi, quasi disperata.
Sta rovinando la nostra relazione. Tutto quello che abbiamo, o forse ho costruito. La cosa mi distrugge. Non so che fare.