Narcisismo al microscopio & oltre

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Dissonanza cognitiva: la mia testa dice A, il mio cuore dice B

Narcisismo al microscopio & oltre

Dissonanza cognitiva: la mia testa dice A, il mio cuore dice B

Dissonanza cognitiva: la mia testa dice A, il mio cuore dice B

  • Questo topic ha 27 risposte, 1 partecipante ed è stato aggiornato l'ultima volta 2 mesi, 1 settimana fa da Marmellata.
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  • #7599 Rispondi
    Le voci di Eco
    Amministratore del forum

    Care lettrici e cari lettori, troncare una relazione abusante con una personalità disturbata sa essere difficilissimo per – tra le tante cose – la difficoltà del “cuore”, dell’affettività ferita e soprattutto del corpo intriso di sostanze chimiche attivate dalla dipendenza, le quali componenti (che erroneamente troppo spesso si fa l’errore di chiamare “amore”, generalizzandole), tutte insieme, rallentano il processo, che la testa già ha attuato, di consapevolezza lucida di quanto la situazione sia pericolosa e di quanto la persona in questione sia potenzialmente pericolosa o almeno indubbiamente non giusta per essere felici. Discuterne può essere sicuramente un’occasione per aprirsi e aiutare anche il corpo “intossicato” a razionalizzare ciò che non è amore, a rendersene consapevoli anche affettivamente, e soprattutto a “spostare” la sensazione di appagamento dalle briciole che tanto si aspettano e si bramano dall’abusante, alla profonda realizzazione individuale. Buona scrittura e buona lettura!

    #7601 Rispondi
    Lory
    Ospite

    Ciao Francesca, ho già scritto nella discussione “Silenzio punitivo”, ma forse questo mio intervento è più appropriato qui quindi lo riscrivo anche qui, siccome sono in preda ad una dissonanza cognitiva assurda e ad una confusione mentale che mi tormenta. Alterno momenti di “ritorni” del mio ex narcisista, che torna con banali messaggi e chiamate, e poi momenti di suo silenzio agghiacciante e soprattutto senza preavviso. Anche adesso ne sto subendo uno, ed è il periodo più lungo di tutti senza sentirci, perchè lui si è, da qualche settimana, momentaneamente trasferito in un’altra città per “lavoro”, uno dei tanti che cambia, andando a zonzo con chissà quali soldi e di chi. Per mesi mi ha intortato mostrandosi incredibilmente sincero, e che aveva dei problemi personali e non poteva garantirmi la stabilità che io volevo, e fino a poco fa mi ha fatto credere che non aveva incontrato nessun’altra e che quando spariva era perchè staccava tutto e voleva stare da solo con se stesso. Balle, infatti sui social lo vedevo particolarmente attivo. Ora puf, sparito di nuovo, e i famosi 21 giorni di no contact sono passati e io ho deciso anche di smettere di guardare i social perchè ho l’ansia perenne di vedere cose che mi facciano soffrire. Ho smesso pure di scrivergli perchè vedo che legge ma non risponde, e prima che partisse viveva ogni santo giorno a casa mia siccome vivo da sola. Se potessi raccontare tutto… è stato tutto allucinante. Ora ogni giorno è un’agonia, a lavoro sono uno straccio, ogni secondo mi sforzo di non guardare il telefono, ma poi lo guardo, e non ci sono mai messaggi o chiamate, e mi manca. Sicuro ha un’altra, anzi altre, più di una. Me ne ha combinate non immaginate quante. Ho scoperto tradimenti, doppie facce, e poi è un bugiardo patologico grave, ma nessuno lo direbbe mai perchè fa il simpaticone e il sensibile con tutti. Genera cattiveria, agisce con cattiveria, e io lo so che è disturbato, ma il mio corpo non ce la fa a capirlo, anzi sta scoppiando tra mal di testa, mal di schiena, cistite. Sono parassiti e ti si attaccano addosso anche se ormai li conosci e anche quando sono lontani, anzi soprattutto quando sono lontani perchè vogliono vederti distrutta, bisognosa di loro, e assurdo come ci riescano. Capisco tutto ormai, so che lui è un narcisista covert, eccetera eccetera, ma penso che sono in crisi di astinenza pesante e mi fa sia schifo, sia terribile mancanza. Un saluto caro

    #7602 Rispondi
    Luna Chiara
    Ospite

    Cara Francesca, ciao e grazie !
    Volevo sinceramente ringraziarti di questo spazio.
    Scrivere mi è sempre venuto naturale e spontaneo fin da bambina, il mio sogno è sempre stato quello di scrivere oltre che quello di essere amata. Scrivere ed essere ascoltata, accolta. Tutto questo non si può avere all’interno di un tessuto abusante e manipolativo, nel quale prevale invidia, giochi di potere e forte dipendenza alimentata dal sadismo. La dissonanza cognitiva la conosco molto bene, come ho provato in ogni poro della pelle e dell’anima la sofferenza dura e concreta che sbriciola tutte le illusioni protettive. La dipendenza affettiva parte da ferite profonde e difficili da sanare, difficili anche da mascherare. Il narciso covert è il burattinaio di eccellenza che muove o fili di quel dolore ridendo sadicamente delle fragilità dell’anima coinvolta. Per uscirne non so ancora come si fa, a me sono trascorsi due anni e il dolore è solido e vivo, le crisi di astinenza, nonostante la grande consapevolezza, sono ancora lì, così come i segnali fisici del corpo e dell’anima violentate da tanta indifferenza. A proposito di dissonanza, sono divisa a metà . Una parte di me vorrebbe salvarsi ma l’altra ancora spera di esser semplicemente ‘vista’ancora da lui. Briciole di briciole. È snervante, respirare l’impotenza è come un’apnea. Due parti di me convivono, quella lucida e quella stordita dal dolore della dipendenza. Non è facile per niente svolgetevi più semplici gesti quotidiani. A volte penso di non sapere da dove cominciare a prendermi cura di me, perché il dipendente è bravo a prendersi cura di chi ama ma non riesce a farlo con sè. Ecco la spersonalizzazione subito dopo lo scarto è devastante. Mi vergogno ad ammettere che ancora spero in un suo messaggio. Ancora spero che il suo sparire sia solo momentaneo. E son passati due anni dal brutale scarto e due mesi dal non sentirlo. L’ho sempre cercato io. L’ho rivisto a ridosso del mio compleanno a fine settembre, sempre perchè poco prima l’avevo contattato io manifestandogli il mio desiderio di rivederlo anche solo per un caffè. Le briciole delle briciole. Sono stata accontentata, salvo il suo mettere le mani avanti distruggendo ogni mia gioca speranza, e ci siamo rivisti due volte. Ora di nuovo silenzio. Non so se punitivo, credo più si tratti di quello più spietato dell’indifferenza emotiva. Sotto Natale sentivo forte l’astinenza, a capodanno speravo in un sms di auguri. Sono sincera, a volte mi faccio tenerezza per quanto non sono capace di amor proprio. La dissonanza è un regalo che questi esseri ci lasciano a lungo. È un filo che loro sadicamente tengono ancora da lontano.

    #7615 Rispondi
    Lory
    Ospite

    Ciao Luna Chiara, non ti conosco ma mi permetto di approfittare di questo stupendo spazio per risponderti lo stesso, visto che qui alla fine ci si aiuta anche insieme almeno discutendone! Ti capisco. Capisco ogni parola, siamo sulla stessa barca e sembra incredibile pensare anche solo di “finire così”, ad essere “drogate”, “dipendenti” come un qualunque drogato in astinenza dalla cocaina. Mi sono sempre reputata intelligente, sveglia, molto perspicace, spesso sarcastica e soprattutto forte, invece ecco che arriva il primo narcisista (magari primo… ma partner narcisista ahimè sì, il primo) e si prende l’importanza di avermi fatta arrivare a queste elemosine. Eh no. Questa importanza non se la meritano proprio per niente ed è questa la cosa che mi fa incazzare più di tutte. Non ho difficoltà ad immaginare che tu sia una donna sincera, leale, e sì anche ferita, ma pur sempre buona e che non merita tutto questo, quindi ti dico che noi dobbiamo superare questo marcio per noi stesse!!! Perchè nessun narcisista del mondo, sia partner, sia genitore, sia amiche di merda, meritano di avere questo potere di annientarci. No, no e no! Per marcio intendo i picchi di sconforto ed astinenza ma anche i picchi in cui la persona narcisista ci manca fino a sentirci male. Così glie la diamo vinta! E lo so benissimo anche io che è difficilissimo, e che a parole è tutto così semplice, però penso che dobbiamo ricominciare a praticare la gentilezza con noi stesse, quella vera e non superficiale. Alla fine a stare così male spero ci si rompa proprio le scatole, io già non ce la faccio più a vivere così senza energie, con un’ansia costante, con demotivazione, e sento che mi sto per arrendere alla serenità. Penso sia l’unica stupenda conclusione. Non semplice ma forse più difficile da pensare che da mettere in pratica. Basta rimuginare, basta isolarmi, basta sfinire di racconti chi mi è vicino, basta aspettare il nulla. E’ tutto tempo prezioso che stiamo perdendo. Dobbiamo ripetercelo sempre!!! Ciao!!

    #7616 Rispondi
    Luna Chiara
    Ospite

    Ciao Lory, grazie per la risposta…
    Hai ragione questo è uno spazio per confrontarci e quindi anche condividere i nostri pensieri e i nostri tormenti per provare a farci forza. Io sono piuttosto sfiduciata,
    Ho passato ben due anni a logorarmi, a provare il no contact, salvo poi ricascarci e continuare a cercarlo con qualche telefonata sporadica. Mi sento umiliata, le persone che mi sono intorno (parlo di amici veri), sono sfiniti e non riescono più a concepire come possa ancora stare a questo punto. È preoccupante. Sono spaventata perché mi rendo conto razionalmente che sono passati due anni e io mi sento dolorante come il primo giorno di scarto. Sono ancora incredula e sono molto spaventata perché temo di non riuscire a uscirne. La mancanza o l’astinenza è ancora presente, ormai è un pensiero ossessivo che mi compromette anche la vita lavorativa oltre che sociale. Sono consapevole di tutte le dinamiche perverse e mi sono informata moltissimo sulle relazioni abusanti e sullo smascheramento di questi fantocci che di affettività non ne sanno nulla, come nemmeno di senso basico di umanità. Sono leale, sincera e ferita. Hai detto benissimo perché sicuramente sarà così anche per te,ed è proprio questa grande sensibilità a farmi così male. Ho perso quasi la fiducia nella mia capacità di amare, oltre che la scarsa fiducia che avevo come amabilità (quindi essere amata). Ora ho proprio paura di non esser più capace io di darmi, di aprirmi e di avere fiducia e quelle belle sensazioni spontanee che un tempo provavo verso l’esterno. Questo è l’altro aspetto terrificante, ho permesso a questa relazione di prendersi tutto di me e della mia vita interiorità e ora ho paura a ricominciare. Sono cambiata. Prima di lui non mi era mai capitato di perdere la mia femminilità è la mia capacità di amare o provare emozioni. Questa volta mi si è sgretolato tutto perché lui si è portato via i miei sogni. È il mio sogno era riscattare la mia infanzia creandomi un nido affettivo solido e protettivo. Questo credevo fosse lui e il cane. Oggi come dici tu a volte provo rabbia ma non è sufficiente a farmi avere fiducia piena nel davanti. Ciò che guardo indietro era la mia vita, lui mi ha cacciata da quello che era diventato il mio luogo fisico e il mio nido interiore. Faccio fatica a rifarmi una vita. Sono tornata a casa di mia madre (e non ti dico che sconfitta e che dolore questo a provocato perché con lei ho subito tutti i più grandi traumi e ora le cose non sono tanto cambiate, vivo l’anaffettivita e la rabbia costanti). Nessuno ha più voglia di ascoltarmi perché ognuno tende a non concepire questo mio dolore. Diciamo che dopo due anni per nessuno è più giustificato.
    Sono una ragazza di 33 anni e mi sento come si avessero tagliato le gambe. Internamente mi sento così.
    Lui credeva che dopo otto anni io mi sarei rifatta in fretta con qualcuno (e lo auspicava pure ) ma purtroppo non è stato così. Non riesco nemmeno a pensare di potermi aprire intimamente con qualcuno, di poter avere un’altro compagno, di pensare di poter invecchiare con un’altra persona. La mia anima non la do a chiunque e ho paura di essere condannata alla solitudine.
    Vorrei che lui almeno mi cercasse almeno umanamente ma la sua indifferenza dimostra che io per lui non sono stata mai nulla di importante. Solo una coinquilina che lo aiutava a tirare avanti con le spese (dato che ha sempre avuto problemi di soldi e di lavoro). Finché sono servita ben venga, adesso invece ha già adocchiato altre prede più fresche perchè io ormai ero vecchia e ripetitiva oltre che richiedente e sfacciata nel metterlo davanti alle sue responsabilità. Esattamente quelle che non voleva prendersi. Sento un senso di ingiustizia profondissimo e vorrei soltanto alleviare questo stato, perché per me la serenità è ancora un’utopia!

    #7668 Rispondi
    Mario
    Ospite

    Ciao a tutti. Mi presento: sono Mario, 55 anni e da una settimana ci siamo lasciati dopo 6 anni e mezzo di relazione. Circa 3 giorni prima l’avevo lasciata per poi ritornare sui miei passi, poi dopo qualche giorno di relazione fredda e distaccata, mi ha piantato lei. Devo premettere di temere di essere caduto nella rete di una donna narcisista (lei ha 53 anni), infatti, soprattutto nell’ultimo periodo, ad ogni lite o discussione, lei si chiudeva a riccio in un mutismo allucinante, assoluto, non dava più segnali, niente di niente ed ero sempre io ad cercarla per chiarire e andare avanti nel rapporto. Inoltre, mi faceva sentire inappropriato, inutile, un inetto, un incapace, ogni volta dava tutte le colpe a me, mai sentite le parole magiche “scusa” o “hai ragione” uscire dalla sua bocca, mai. Io ho i miei difetti, ovvio, ma credo sia impossibile che fosse sempre e solo colpa mia, in un rapporto, quando ci sono incomprensioni o screzi, credo sia sempre colpa di ambedue. Negli ultimi mesi non mi abbracciava più, non mi coccolava più, non una parola di conforto nei momenti più duri e da circa un anno, niente più rapporti intimi, se non baci a stampo allorché ci si ritirava. Non convivevamo a causa del fatto che io vivo con la mia anziana madre che non posso lasciare sola in quanto non abbiamo parenti o vicini che possano aiutarla a prendersi cura di se. Mi rendo conto che questa cosa l’ha inacidita, ma cavolo, il dialogo è fondamentale. Tante volte le ho spiegato la situazione, le ho chiesto di avere pazienza (anche perchè abitiamo a pochi metri l’uno dall’altra), ma niente, non capiva, nonostante i miei sforzi per far andare le cose sempre sui giusti binari, dedicandole tanto tempo e tutte le attenzioni possibili. E poi è stata proprio lei ad insegnarmi a vivere alla giornata, senza pensare al futuro, ma purtroppo erano solo chiacchiere. Tornando alla mia situazione attuale, sono in una sorta di limbo in cui il cuore vorrebbe tornare con lei, ma la testa mi dice di no. Alterno momenti di tranquillità ad altri di tristezza, di nostalgia, in cui mi sento abbandonato, solo, non ho voglia di uscire con amici e amiche, improvvisamente piango. Però non riesco a capirli questi momenti, perchè io con lei non ero affatto felice, anzi era diventata una relazione tossica, in cui mi maceravo nei dubbi, nella tristezza, nell’infelicità. E non per vantarmi, fortunatamente non mi mancano donne che starebbero volentieri con me. Più volte mi ha ripetuto di amarmi, ma nei fatti non lo dimostrava….. Ecco, questa è la mia situazione attuale…. Spero che con il tempo mi riappropri della mia serenità, della mia felicità, ritornando ad una vita serena e tranquilla, ma per il momento spesso mi ritrovo a pensare, con struggimento e tristezza, ai momenti belli vissuti insieme, con la nostalgia che mi attanaglia il cuore in una morsa gelida…

    #7714 Rispondi
    Stefano
    Ospite

    Caro Mario, chi può capirti meglio di me. Ho 48 anni e sono incappato anche io in una personalità patologica del genere. Lei ha la mia età, apparentemente realizzata ma profondamente frustrata, arrabbiata col mondo, invidiosa di qualsiasi essere umano, donna e uomo, anche se non lo dà a vedere con gli altri. Non è da molto che mi sto informando sul narcisismo patologico quindi ancora sono piuttosto sconvolto, ma almeno molte dinamiche mi sembrano finalmente chiare e non ero il “pazzo” o il “troppo emotivo” io a percepire che delle cose palesemente non andavano ed erano letteralmente folli. Quando ho letto il tuo commento mi sembrava stessi parlando di me, infatti mi pare di capire che queste persone agiscano, tutte, con gli stessi schemi, come se fossero dei robot. Mi spaventa questa cosa, ma è assurdo come noto che sia così. Per esempio, la questione del negare l’affetto e il sesso è successa esattamente allo stesso modo a me. Mi facevo domande, non capivo, prima il sesso era sempre stato impeccabile tra noi, unico, invece poi, di botto, lei neanche mi guardava con gli occhi, prima di addormentarci, si girava dall’altra parte e dormiva. Dormiva sempre, sempre e sempre, su di un fianco, dandomi le spalle, e per me era molto frustrante. Non capivo. Poi leggendo questo blog e anche dei libri a riguardo (ne sto facendo l’indigestione, lo ammetto, ma mi serve) ho capito che questo è proprio uno step fisso che loro hanno, quando loro nella loro testa ti “declassano”, ti appunto svalutano, e vogliono mantenere la gerarchia di potere, tipo “sono io che decido, e ti ignoro quando voglio io, ed ora non mi sfiora l’idea di volerti, di coccolarti, di avere rapporti, perchè non mi interessi e tu devi capirlo”. Ma meno male che noi ci stiamo informando su tutto questo, perchè, dico io, una persona “normale”, sana, che non sa nulla del funzionamento di queste mentalità patologiche, si distrugge. Io fino a poco tempo fa ero un uomo distrutto (non che ora non lo sia!) ma almeno riesco a capire, riesco a dare un nome a quello che ho vissuto e a cercare di non colpevolizzarmi. E poi penso (parere mio) che le donne narcisiste siano ben peggiori degli uomini. Sono infime, perfide dentro, trovano espedienti molto astuti per far ricadere sempre le colpe su di te e questo mi lasciava in equilibrio precario ogni volta che discutevamo, tanto che alla fine ero diventato un “tocco di legno” che cercava di dire e fare il meno possibile. Ma che cavolo, ma chi sono? Le madonne? Se tirano a campare è perchè si attaccano a uomini di valore come noi, questa è la verità. Sono delle parassite algide ed approfittatrici, che trovano spazio nel nostro cuore perchè noi un cuore ce lo abbiamo e perchè amiamo far sentire la nostra donna la donna migliore del mondo, e amiamo dare tutto ciò che possiamo a lei. Per sconfiggere la cosiddetta “dissonanza cognitiva” secondo me dobbiamo vederle per quello che sono, cioè delle ladre di benessere, delle risucchiatrici di amor proprio (il nostro), delle risucchiatrici di autostima (la nostra) e delle persone che mai potranno riconoscere quanto bene facciamo per loro. A furia di ripetercelo, magari pure la dipendenza chimica del corpo ce la farà a capirlo, e non solo la testa! Io sono fiducioso perchè non so fino a che punto riuscirò ancora a campare con questo peso nell’anima e nel corpo. E’ troppo lo schifo che ti lasciano addosso, è disumano, e non so quanto si possa resistere a lungo, cioè o si diventa matti o ci si ammala. Ecco io spero che arrivi il momento in cui tutto si scrollerà via di dosso senza neanche accorgercene, ovviamente lavorandoci su, per forza. Lo spero per me, per tutte le persone valide e sincere come te Mario, e come le persone che leggono questo blog e che sono vittime di questi non-esseri umani che distruggono la sanità mentale e fisica altrui. Un saluto!

    #7833 Rispondi
    Mario
    Ospite

    Ciao Stefano, hai ragione, nella nostra sfortuna, abbiamo il vantaggio di sapere dell’esistenza di queste creature maligne che ti annientano, ti sminuiscono, ti sviliscono fino a mandare in frantumi la tua autostima, il tuo amor proprio. Spero te abbia chiuso con la tua compagna, perchè, e parlo per esperienza personale, la paura di restare soli, i ricordi di quando tutto “sembrava” andare bene, le abitudini, rendono sempre più difficile troncare quello che si definisce una relazione malsana e tossica. Insomma, più ci si è dentro e più diventa difficile troncare… In ogni caso, credo che noi tutti, uomini e donne, abbiamo diritto a vivere relazioni sane, appaganti, felici e serene, altrimenti meglio stare soli e coltivare per bene le proprie amicizie. Lo so, alla nostra età adulta, è più difficile ripartire, rialzarsi e riprendere in mano la nostra vita, ma con buona volontà ci si riesce. Questo è l’augurio che faccio a te ed a me stesso…. Quando vuoi sfogarti, sono qui….. Ciao, un abbraccio….

    #8007 Rispondi
    Giorgia
    Ospite

    Amore e schifo, nostalgia e vomito, mancanza e rabbia, sogni d’amore ogni notte ed incubo ogni volta che prendi il telefono e vedi il nulla, nessun suo messaggio, nessuna videochiamata, come quando ne faceva tante e saltavi dalla sedia a vedere illuminarsi il telefono. Sai che è un mostro, lo sai, te lo ripeti sempre, te lo ripetono tutti coloro che lo hanno conosciuto e lo hanno visto comportarsi da verme con te, e a loro dai pienamente ragione, ma poi c’è UN MA, quel MA che detta il tuo corpo inzuppato di dipendenza, quel MA di quando ti metti a letto e riesci a dormire solo se pensi al suo abbracciarti, al suo sorriderti, al suo guardarti con occhi sognanti. Era un’illusione? Sì, sicuramente, e lui è anche una persona malata, ma pensarlo a volte non basta. Era un’illusione così concreta che si è appiccicata dentro al corpo, ed ora è come se il corpo avesse una memoria. Si ricorda di quando stavi con lui ed eri viva, ed ora rimani in vita solo attaccandoti a quei ricordi, ti sei abituata a vivere con la sua presenza accanto e soprattutto dentro. Infatti i parassiti solo quelli che ti entrano dentro e ti risucchiano tutto, ti risucchiano il corpo, la vita e la felicità.

    #8120 Rispondi
    Mattia
    Ospite

    Mi spiace terribilmente per ognuno di voi e per me stesso.
    32 anni io, 28 lei e 3 anni di…relazione?
    Non so più cos’è ormai. So quello che sono io adesso, cioè frammentato.
    Ringrazio il mio istinto che mi ha sempre messo in guardia contro “qualcosa di strano” in questa vita di coppia, tanto da intraprendere un percorso di terapia, in piedi da un anno.
    Nel mentre, due settimane e mezzo fa, lei interrompe brutalmente la relazione. Voleva avere progetti con me ed io ne ero terrorizzato. Qualcosa dentro di me mi diceva che ero in pericolo. Ancora non capivo da cosa.
    Non ho fatto in tempo a razionalizzare che qualche giornio dopo ero già nel suo passato.

    Mi sono preso la colpa, in fondo ero io ad aver paura del futuro.
    Pensavo di dover affrontare il tremendo lutto da separazione, ma a quanto pare mi preoccupavo del meno. Avrei dovuto capirlo.
    Una settimana fa la mia psicologa avanza l’ipotesi del narcisismo sentendo i miei racconti: non so perchè, ma raggelo. Ne so pochissimo, subito mi informo e cerco di capire termini come “scarto”, “dissonanza cognitiva”, “stress post traumatico”. “Rifornimento narcisistico”.

    Crollo.

    Una finzione. Una recita, un vampiro energetico si è portato via la mia sensibilità, empatia, voglia di vivere? Fiducia. E io l’ho permesso? Sono incredulo, non è possibile esistano persone così. Mentre vi scrivo penso e non me ne capacito: tutto in funzione dell’ego (ismo),rovinare cosi delle magnifiche e sensibili persone per questo.
    L’idea è insostenibile per me. Le ceneri in confronto sono linfa di vita.

    E ciononostante il mio cuore la desidera, la mia mente è abituata a proiettarsi verso di lei, coi ricordi, con le emozioni, con le idealizzazioni. La necessaria fatica che mi costa guardare il nero vuoto della realtà è sfiancante.
    È ingiusto stare così mentre lei continua tranquillamente la sua vita come se nulla fosse, magari con un nuovo “rifornimento narcisistico”, oltre ad abusare delle persone in futuro.
    Non mi manca lei, ma quello che rappresentava nella sua recita. La donna perfetta per me.
    Ora so che queste persone si trasformano in specchi per le allodole.
    Tre anni in bugia e io sono stato fortunato, sono “solo” pochi anni. Penso a chi c’è stato per decenni.
    È ingiusto.

    #8131 Rispondi
    Viola
    Ospite

    Descrivete tutti benissimo lo stesso mio stato d’animo. La mia riflessione è che il love bombing è la favola d’amore che tutti vorremmo vivere, tutti, anche quelli che non l’hanno mai vissuta. è il film. la favola. è loro sono come programmatori di computer, ci hanno deprogrammato e programmato di nuovo per ricordare solo quello che servirà a loro per richiamarci a sè come fossimo quelle cellule dormienti terroristiche che rispondono a uno stimolo anche dopo tot anni. perchè tendiamo a non ricordarci del silenzio punitivo… degli sguardi gelidi che riuscivamo a leggere quando si distraeva… della sua gelosia ossessiva che serviva solo a dargli alibi per poi fare i fatti suoi… scomparire anche per giorni…. posso dire che non mi ha mai torto un capello, ma mi ha fatto malissimo. La mia vita si divide ora in un prima e dopo di lui. Chiaro che nessuno dei miei conoscenti può capire questo maledetto legame che mi ha lasciato dentro… che io non voglio, ma che c’è… è come un codice di computer, ripeto (è un po’ il mio campo)…. mi accorgo dei danni che mi ha fatto anche sul lungo periodo…. è durata poco meno di un anno… non so immaginare chi si sposa… ci fa figli (la sua ex moglie poveretta… lavorava a turni… e lui usciva tutte le notti che lei era a lavorare e la mattina le diceva beh cosa dovevo fare? stare a casa? tu non c’eri)…. teniamoci per mano e diamoci forza.

    #8134 Rispondi
    Mattia
    Ospite

    Vorrei aver avuto anche io i silenzi punitivi. Vorrei aver avuto anche io un tradimento, una sparizione per settimane.
    Sarebbe stato un bel contrasto (credo). Purtroppo per me c’erano altre cose piu sfumate anche se comunque invalidanti. Non ho sviluppato un disturbo temporo mandibolare, ansia, palpitazioni notturne per nulla.
    La mia Lei era molto fedele, voleva una famiglia e voleva comunicare e stare bene con me. Voleva molte cose, le piaceva l’idea…la realtà era ben diversa. Per quanto fedele e degna di fiducia, gli scatti, dire cose cattive che non pensava (a detta sua), rabbia, svilimenti durante le discussioni, credere unicamente alle sue idee, non capire il mio dolore o i miei bisogni soprattutto, poca empatia.
    Mi sentivo parte della folla. Un numero. Solo ed escluso.

    A molti di voi è toccata la sorte del tradimento e del silenzio, che è peggio.
    A me è toccato un’illusione estrema di amore molto sfumata, questo rende estremamente difficile ricordare i motivi per cui mi faceva del male..

    #8145 Rispondi
    Luna Calante
    Ospite

    Giorgia ti capisco benissimo…anche io sto combattendo contro questa difficoltà relativa alla dissonanza cognitiva. Essere spezzate in due. Trovarsi a combattere contro se stesse. Accettare che la verità sia davvero questa, così brutta, squallida, peggio di un cinepanettone di natale dove il beone di turno si diletta con più donne. Qui la realtà è ben peggiore. Lui è un parassita che ha succhiato per mesi, anni, ogni cosa che poteva. Che ha mentito su ogni cosa possibile. Che ha ingannato sensa sensi di colpa. Accettare e perdonarsi. Sembra una cosa infattibile adesso

    #8148 Rispondi
    Giorgia
    Ospite

    Vi capisco tutti. Mattia “benvenuto nel club”, se così si può dire. Ritieniti un uomo fortunatissimo, che già a trent’anni ti sei reso conto di questo schifo dentro all’umanità. Vedrai che d’ora in poi andrà sempre meglio, ne sono sicura. A me è successo così. Inizialmente ho provato shock assoluto e curiosità, poi mi sono rimboccata le maniche per superare la dissonanza cognitiva tremenda. Ce la si farà. Quelle donne come tu descrivi la tua ex io non le sopporto. Fanno tanto le donnine tutte d’un pezzo, affabili, che vogliono creare la famigliola, che si mostrano carine davanti a tutti, e poi dentro sono aride e perfide. La scimmia volante/migliore amica del mio ex era così. Una narcisista come lui, sfigata che faceva l’avvocato e si mostrava come quella che dava importanza all’interiorità, e alla famiglia, e alle amicizie vere (di cui faceva parte il mio ex, pensa te, che rapporti veri). Per carità, le donne narcisiste sono subdoli, terrificanti. E’ vero Viola che esiste una vita prima e una vita dopo di loro. Mamma mia quanto è vero. E spero che quella “dopo” sia inizialmente sofferente ma poi migliore. Luna Calante sì bisogna accettare e perdonarsi. Sono il male del mondo. Il male assoluto, che oltre questo non c’è nient’altro.

    #8151 Rispondi
    Mattia
    Ospite

    Grazie Giorgia per le tue parole.
    Immagino dovrò rimboccarmi le maniche anche io, anche se sembra impossibile. Tra l’altro ho anche scoperto che faccio parte delle persone Altamente Sensibili maledizione. Dico maledizione perché ingigantisce il tutto a dismisura.
    Spero (ci conto) ingigantisca anche le mie qualita quando sarà passato questo brutto periodo che, come dice benissimo Viola fa da segnapasso. È proprio vero, mi sento come se il “vecchio me” sia morto. Come si vede nei film…”quell’uomo che conoscevi non esiste più”.
    Per fortuna siamo tutti gentili, empatici e sensibili, altrimenti questi malati (non so se provare una rabbia cieca o pietà per il loro futuro e passato) non ci avrebbero puntato.

    A volte però mi faccio domande su una questione, magari qualcuno di voi mi aiuta a capire. Appena prima della rottura durante l’ennesima discussione sulla nostra relazione fallace e la sua volontà di andare in terapia di coppia (io non volevo. Puntavo molto su quella individuale per ovvi motivi. Avevo timore si trasformasse in un nuovo ring da combattimento…), mi butta li una frase: “non ti preoccupare per me che ho già contattato qualcuno” ( anche se qualche mese prima mi dice che non sente di averne bisogno…).
    Questa cosa mi fa venire dubbi e forse sono solo i dubbi di un -ancora- dipendente.
    E se fosse capace di consapevolizzarsi e attuare delle modifiche?
    Sarebbe un doppio smacco sapere che ha “usato” me (che con tutta la pazienza le ho fatto capire che qualcosa non andava nei suoi atteggiamenti) solo per balzare nella sua prossima relazione in cui lavorerà in terapia per essere una buona compagna…dopo aver distrutto tutto come le pareva
    Che ne pensate?

    Grazie a tutti per la pazienza
    Un abbraccio

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