Il gaslighting è una manipolazione mentale. E’ una violenza psicologica. E’ un ABUSO psicologico. Deve il suo nome agli adattamenti teatrali e poi cinematografici dell’opera chiamata appunto “Gaslighting”, del 1938, in cui un marito porta alla pazzia la moglie, esercitando su di lei proprio questa tecnica.

Il gaslighting è quella manipolazione mentale che consiste nel far dubitare una persona o più persone delle proprie capacità intellettive, come ricordare azioni svolte, dare credito a pensieri propri, ricordare avvenimenti, ma anche far credere lei o loro a realtà inventate dal narcisista attraverso i suoi racconti menzogneri circa la realtà stessa, e via dicendo. Per far dubitare la vittima, il manipolatore MENTE. NEGA L’EVIDENZA. Mente spudoratamente, negando che azioni, spesso PALESI, LAMPANTI ED OVVIE, non si siano mai verificate, non siano mai state viste, o intercettate, o capite dalla vittima. Ovviamente – lo specifico anche se penso che ormai su questo blog non ce ne sia così bisogno!- il manipolatore è solitamente un narcisista patologico, un narcisista perverso, un soggetto affetto da qualche disturbo di personalità come disturbo antisociale, disturbo istrionico, ed ovviamente psicopatia. E’ un soggetto che ha vissuto, nell’infanzia, simili dinamiche, generalmente con la figura materna di riferimento, e quindi come modalità di relazione sa riproporre questa forma, manipolatoria appunto.

Gli esempi si possono davvero sprecare. Ne porto uno banalissimo (ormai chi legge assiduamente il mio blog sa benissimo quanto io sia una dispensatrice di esempi!): il narcisista manipolatore fa vedere alla sua partner delle foto nella galleria del suo telefono. Nel mentre, la donna vede palesemente le fiammelle della famosa applicazione di incontri che molti conosciamo (non faccio nomi, ma inizia per T!). La donna è sgomenta e allora guarda quella fiammella, la riguarda, la riguarda ancora, è rossa, è proprio la fiammella di T. Aspetta un po’ per accertarsene ancora meglio e poi fa la scenata di gelosia al proprio uomo. Il narcisista nega, nega e nega. Riprende il suo telefono e con una mossa velocissima cancella la notifica ed anche l’applicazione. Le sue parole saranno: “Guarda amore! Non c’è niente!”. La donna, forte delle sue convinzioni urlerà: “Hai cancellato tutto ora! Mica sono scema! L’ho vista bene l’icona!”. Ma il manipolatore niente, non demorde e mostra a lei il telefono immacolato e gli dice che è impossibile che lui in così poco tempo abbia cancellato un’applicazione. “Hai le visioni! Non uso T. da prima di conoscere te! Lo avevo cancellato! Lo sai! E poi dove l’hai vista questa icona? Io neanche lo so dove spuntano le icone! Cosa sono le notifiche?”. La donna sorride, infastidita e sempre sgomenta. Come può un uomo negare così l’evidenza? Adesso vuole pure far credere che non sa che le notifiche delle applicazioni scendono dalla tendina del telefono per vedere le anteprime? La donna urla ancora, perchè lei quell’ icona l’ha vista, l’ha vista e l’ ha vista!! Ma il manipolatore NIENTE. “Sei una visionaria. Hai avuto un’allucinazione. Sei suggestionata. E poi vedi proprio le cose che ricerchi. Ti stavo facendo vedere le foto nella galleria, stavo facendo una cosa carina, e tu subito pronta a sbirciare semmai pizzicassi qualcosa per attaccarmi, sei paranoica, e finisci per vedere cose che nella realtà non esistono!”. Risultato? La donna, finalmente, ahimè, comincia a mettere in dubbio la sua facoltà di VEDERE e di CREDERE A SE STESSA e A CIO’ CHE HA VISTO. E, per di più, si sente anche in profonda colpa. Ecco cos’è il gaslighting. La vittima non crede più alla propria percezione della realtà. Non crede più alla sua mente, e, attraverso le credenze del manipolatore, inizia a non porre fiducia nelle sue facoltà proprio in generale, come se vivesse costantemente su un terreno scivoloso in cui solo il manipolatore può tenderle la mano. Per non farla cadere, sì, ma anche per farla camminare nella direzione che lui vuole.

Oppure porto un altro esempio ancora. Un esempio di gaslighting di più persone, nella fattispecie delle scimmie volanti, ovvero gli scagnozzi del narcisista, le amiche, la migliore amica. Ecco, una campagna diffamatoria post scarto della partner del narcisista, attuata dal narcisista, è un perfetto esempio di GASLIGHTING sulla mente delle scimmie volanti. Il narcisista racconta menzogne su menzogne circa la vittima, racconta VERSIONI SUE volte a uscire pulito dal suo scartare la partner, volte a non prendersi colpe, volte a far ricadere colpe o mancanze sulla vittima stessa (è troppo gelosa, è paranoica, è pazza, non mi attrae sessualmente e via dicendo tutte le svalutazioni in fase di scarto), volte a essere visto dalle scimmie volanti come la povera vittima della donna cattiva, o debole, o immeritevole di lui, e crea, quindi, UNA REALTA’ TOTALMENTE INCONGRUENTE CON LA VERA REALTA’. La scimmia volante in questione, quindi, vedrà LA REALTA’ CHE IL NARCISISTA HA FABBRICATO PER LEI, UBRIACANDOLA DI RACCONTI CONVINCENTI E FALSI, UBRIACANDOLA DI RACCONTI EDULCORATI PER PORTARE ACQUA AL SUO MULINO, UBRIACANDOLA DI PAROLE CON POSSIBILI AZIONI CHE AVVALORINO TALI PAROLE BUGIARDE (es, far “perdere la brocca” alla vittima in presenza della scimmia volante o portare la vittima a sfogarsi con la scimmia volante, di modo da offrire prove di quello che è appunto il gaslighting che il narcisista vuole offrire), UBRIACANDOLA DI RACCONTI CHE PORTINO QUINDI LA SCIMMIA VOLANTI A INDOSSARE UN PAIO DI OCCHIALI DI PIENA MANIPOLAZIONE CHE FACCIA VEDERE A LEI LA REALTA’ CHE IL NARCISISTA VUOLE VEDERE DI SE STESSO E CHE VUOLE CHE TUTTI VEDANO E ALLA QUALE CREDANO.

Per quanto riguarda nella fattispecie il gaslighting domestico che il narcisista (indicativamente sempre) esercita sulla propria partner, qui di seguito voglio elencare delle specifiche frasi tipiche di questa tecnica manipolatoria, di modo che, nel caso ti fosse capitata di sentirla spesso, o ti capitasse tuttora di sentirla spesso, tu possa riconoscerla, avere la conferma che sia una manipolazione, e non subirla.

  • Ti stai sbagliando a ricordare questa cosa. Non è mai successa. Ti stai confondendo, ne sono certo.
  • Ti stai sbagliando a ricordare questa cosa. Sicuramente l’hai sognata, ma non è la realtà. Non è mai successa.
  • Ma stai bene? Secondo me ti sta succedendo qualcosa. Farnetichi, non ricordi le cose. Non ricordi neanche le cose più ovvie. Questa cosa eccome se l’hai (o non l’hai) fatta. Lo ricordo benissimo. Sono preoccupato per te.
  • Ti stai facendo un film!
  • Non ho mai detto una cosa del genere! Ti stai inventando tutto!
  • Ancora che tiri fuori questa storia? Sei pesante! Ed anche insicura!
  • Questa cosa me l’hai detta già tante volte, perchè me la stai ripetendo? Ma basta!
  • Mica te la prenderai per questa cosa? Sei suscettibile.
  • Pensi troppo! Sei cervellotica! A furia di pensare e pensare, non ci capisci più niente. Non sei più lucida.
  • Sei pazza/o. Hai bisogno di un serio aiuto psicologico. Hai problemi seri. [Così dicendo, il manipolatore si scrolla di dosso ipotetiche colpe, e instilla in te il dubbio che sia tu ad essere difettosa psichicamente, e quindi che ogni tua sensazione, percezione, pensiero, idea, ricordo, siano fallaci alla base. A furia di ripetere questa frase, la vittima comincia ad avere impiantato nella sua mente il dubbio e il sottofondo che qualcosa che non vada in lei ci sia eccome, e che quindi gli “errori” di memoria, di percezione, che farà, saranno più che giustificati, ed ancora una volta il manipolatore avrà ragione].
  • Sei troppo sensibile. [Il “sei troppo sensibile” ha questo significato: la donna – che se lo sente dire, spesso, perchè spesso i narcisisti usano pronunciarlo – ingloberà il pensiero e la percezione che lei sia una persona esageratamente pretenziosa a livello di emozioni e sentimenti che sa provare, e sa individuare, e penserà che è un PROBLEMA suo il fatto di avere una sensibilità sopra la media che spesso la fa diventare paranoica. Esempi pratici, per essere più chiara: quando una donna percepisce che il narcisista la sta scartando (per esempio con i suoi silenzi punitivi, con il suo negarle il sesso), si lamenterà, e il narcisista controbatterà con questa frase per portarla a pensare che, invece, tutto è nella norma e solo lei è una esagerata e matta sensitiva. La donna penserà ancora una volta che il problema è suo, ed accetterà come normale la nuova situazione di mancanze, sottrazioni sempre maggiori di attenzioni e, senza giri di parole, abusi psicologici.]

Il rischio del gaslighting, comunque, è anche che la dipendenza emotiva, che già tendenzialmente impera con un partner narcisista, SI RAFFORZA, in quanto, poichè la vittima comincia a perdere la fiducia nella propria percezione della realtà, incomincia anche a perdere fiducia in se stessa, diventa più fragile emotivamente, e ha la necessità di continue conferme da parte di colui che ormai MUOVE le sue azioni e i suoi pensieri. Cioè, all’interno di tutta la relazione tossica, questa forma di manipolazione non solo DANNEGGIA la psiche della vittima, ma la crea ancor di più una marionetta senza cognizione di se stessa e della realtà. Poichè incapace di avere una propria valida percezione del mondo, la vittima, pur di non soffrire per questa confusione e frustrazione e stordimento, CEDE le sue facoltà intellettive al manipolatore, che le contorcerà secondo la visione del mondo che lui vuole imporre e far avere alla vittima. La vittima darà sempre più per scontato che la ragione è sempre del manipolatore, e mai la sua. Anzi, la sua ragione svanirà inesorabilmente, e si interromperà ancora prima del nascere, perchè sarà sostituita in tronco da quella del partner. E’ incredibile come la vittima di gaslighting arrivi, spesso inevitabilmente, al punto di essere stremata, esanime. Questa tecnica è una delle più “terminali”, cioè una delle tecniche che arrivano generalmente dopo le altre dolorose ma seppur meno pericolose. Non a caso il termine “gaslighting” in inglese è traducibile con ” far impazzire”, “disorientare”. La vittima deve già essere un po’ cotta a puntino, per arrivare al punto tale di credere alla negazione di eventi, pensieri e ricordi OVVI, PALESI E REALI. Ripeto, questa tecnica manipolatoria è la più infima e dannosa che esista. E’ PERICOLOSISSIMA a livello psichico, perchè porta la vittima all’incapacità di ragionare, alla totale perdita di lucidità per le più basiche azioni quotidiane e per i più basici pensieri. La vittima cerca un barlume di certezza nel mare di sue flebili convinzioni, miste alle contraddicenti parole del manipolatore, ai ricordi suoi, alle rielaborazioni manipolate dei ricordi che il manipolatore vuol farle credere. Tutto cambia nella sua testa: la realtà, il presente, i ricordi, la percezione che lei ha delle situazioni e delle persone. Una nebulosa sequenza di narrazioni contorte, frammentate e non coincidenti con nulla.

Inoltre, un altro scopo del gaslighting è il tentativo di far credere alla vittima di meritare una punizione, per il suo essere così sbadata, ed inferiore, e ridicola, rispetto alla “superiorità” del suo abusante. Frequente è un silenzio punitivo, dopo un gaslighting ben riuscito, e frequenti sono le scuse da parte della vittima, per aver “ricordato male”, per essere così confusa in quel determinato momento di vita, per essere così “mentalmente poco efficace” come il suo uomo, e quindi poco meritante di stare in relazione con lui. La donna si sente ancora una volta INFERIORE rispetto al suo uomo e rispetto all’intelligenza puntuale e lucida del suo uomo, e quindi si immola continuamente a migliorare, affannosamente, per essere ad una posizione meritante il suo ruolo di partner. Invano, perchè il manipolatore alzerà sempre di più e di più e di più l’asticella delle manipolazioni e dei soprusi.

COSA FARE SE SI PENSA DI ESSERE VITTIMA DI GASLIGHTING

C’è chi consiglia di tenere un taccuino, o un diario, in cui scrivere ciò che accade durante la giornata, o per lo meno gli episodi significativi che meritino di essere ricordati per filo e per segno. Io personalmente consiglio sempre di, appena compreso di esser venuti a conoscenza di trovarsi con un partner abusante che ha compiuto gaslighting, pensare seriamente di troncare la relazione. Il gaslighting è davvero la forma più ultima di campanello, quel campanello che urla che la relazione può averne abbastanza e la propria mente è ancora in tempo per salvarsi. La propria sanità mentale, la consapevolezza delle proprie capacità, e percezioni, e sensazioni sono davvero molto più preziose da salvaguardare che il mantenersi in una relazione pericolosa a tutti i costi. Si tratta di salute. Si tratta di preservare l’integrità della propria persona. Perdere un partner abusante è una fortuna, perdere il senno è un rischio da non correre per nessuna ragione al mondo!

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