Giada è una donna di 33 anni, bellissima. Dopo aver vissuto una difficile relazione con un ex narcisista patologico perverso ha riconosciuto finalmente le persone tossiche di cui era contornata, specialmente donne. E la sua storia è molto rappresentativa.

Cara Giada, mi ha colpito il sommario racconto che mi hai fatto quando ci siamo conosciute. Mi hai descritto un post-scarto da abuso narcisistico MERAVIGLIOSO, che è un po’ quello che io spesso descrivo negli articoli. Un post-scarto fatto di taglio di rami secchi, di liberazione da persone tossiche, e soprattutto di taglio delle cosiddette tremende amiche narcisiste. Raccontaci meglio questo aspetto.

Salve e grazie infinite per questo spazio. Sì, il mio post scarto è stato un riscatto. Ero arrivata talmente tanto in fondo al baratro dopo gli abusi del mio ex, la manipolazione, la gabbia dove ero finita, che quando finalmente se ne è andato mi ha pervaso la liberazione. Ho letto il tuo articolo L’AMICA NARCISISTA – Le voci di Eco e sono scoppiata a piangere. Davvero, singhiozzavo. Ogni tua descrizione sembrava parlasse di me, specialmente il punto in cui analizzavi l’invidia distruttiva di personalità come quella delle donne narcisiste. Moltissimo per le tue parole, e un po’ per la mia profonda sensibilità del periodo post scarto, è come se qualsiasi velo di infelicità e manipolazione mi fosse caduto, ad ogni parola che leggevo. Da lì sono iniziati mesi di studio delle persone che mi circondavano, specialmente donne, e dei miei crampi allo stomaco quando pensavo di dover incontrare una di loro, e della tremenda posizione di inferiorità che percepivo quando ero in loro presenza, non si sa poi perchè.

E lo credo che non si sa poi perchè! Sei una donna bellissima, Giada! Ed anche molto sensibile (non a caso). Ci racconti meglio le tue sensazioni quando ti trovavi in presenza di amiche narcisiste?

Ma certo. Anzi, posso descrivertene proprio un paio, nel dettaglio. E come reagivo io alle loro presenze. Avevo due amiche di vecchia data, quelle che ci stanno sempre, e hai imparato a non chiederti neanche il perchè. Una, la classica overt. Quella onnipresente a “eventi” che fossero situazioni familiari difficili, o situazioni generali in cui si deve presenziare. La classica donna che vuole essere al centro, e che ride sempre, esuberante, e che tutti la considerano al di sopra, perchè è quella che parla sempre meglio di tutti, che fa, e ripeto “fa”, quella che c’è per tutti. E poi l’altra, la classica covert. Molto bella, molto, sulla carta, “perfetta” in tutto, che non ha bisogno di mostrarsi intelligente, o profonda, perchè ha già tutto quello che basta per essere rispettata, e cioè la bellezza, la magrezza, un posto lavorativo facoltoso, un uomo ricchissimo, bellissimo e facoltosissimo. Insomma, una perfetta copertina. Quando uscivo con loro dovevo prepararmi psicologicamente. E’ questo il primo fattore che mi balza alla testa da raccontarti. C’era una naturalezza apparente, quella a cui io ero abituata sempre, non essendo consapevole del tutto di cosa volesse dire avere rapporti “smollati” dalle apparenze, dal mantenere quel ruolo che è tuo chissà perchè, e chissà chi è che te lo ha poi affibbiato. Ci tengo tanto, comunque, a raccontarti un aspetto che mi ha fatto soffrire davvero moltissimo e di cui non mi accorgevo, prima di esser stata vittima di abuso narcisistico col mio ex, quando ho avuto il forte scossone, ecco. Ovvero l’invidia.

Ecco, Giada. Parlaci dell’invidia.

L’invidia ha modificato il corso della mia vita. Se non mi fossi contornata di persone così tossiche, sin da quando ero piccola, sono consapevole che avrei intrapreso così tante strade diverse nella mia vita. Capisco razionalmente solo ora quanto io fossi TERRORIZZATA dall’invidia che le mie amiche provavano per me. E ripeto che il tuo articolo è stato illuminante. Non sapevo mai spiegarmi il perchè potenzialmente loro fossero migliori di me, più belle, più scaltre, sempre più desiderate dagli uomini, più spigliate, eppure appena facevo qualcosa di buono, appena mi vestivo più carina, appena conquistavo qualcosa di grande, mi sentivo spogliata, vulnerabile, preoccupata, ed anche ugualmente non abbastanza. E’ una sensazione davvero strana da spiegare. Sentivo come se questi rapporti di amicizia stessero in piedi solo nella misura in cui io facessi la mansueta nel restare nel ruolo inferiore che LORO mi avevano portato a ricoprire. Mi sentivo colpita, mi sentivo fragile, pensa te. Paradossale eh? Ma mi sentivo colpita.

E’ paradossale sì, ma comprendo il tuo stato. Del resto, non a caso, si parla di “manipolazione”. I comportamenti manipolanti sono quelli che, senza troppe parole, o azioni eclatanti, ma con la costanza di determinati atteggiamenti, riesce a modificare personalità e plasmare personalità, quelle personalità non fragili, anzi, ma più empatiche e pure. Ci sapresti fare qualche esempio di come l’invidia di queste persone tossiche abbia cambiato il corso della tua vita?

Potrei sprecarmi, ma posso citartene qualcuno. Già solo il fatto di essere incappata in una relazione sentimentale con un narcisista patologico perverso la dice tutta. Ero abituata ad avere un uomo desiderato e ammirato da tutti (e tutte), al quale fare da sostegno, da spalla, e al quale dimostrare trasbordante amore. Ero abituata così perchè anche tante delle mie amicizie erano così. Ma anche il mio fisico ne ha risentito e, anche in questo, il tuo articolo mi ha fatto raggelare dalla verità. Ora mi vedi bene, in forma, ma non sono stata sempre così. Per anni sono stata più in carne. Avevo preso peso dopo l’adolescenza, forse per silenziare le invidie, gli sguardi degli altri, gli attacchi esterni di chi non mi voleva bene. Ero troppo perfetta al liceo, di quella perfezione di cui parli spesso tu, cioè quella spontanea, naturale, e moltissimo ingenua. Tutti si approfittavano psicologicamente di me, e lo facevano talmente tanto che io mi ero adagiata in questo ruolo – ecco perchè, tra le tante cose, ho preso peso – in cui ero sempre meno desiderabile, sempre meno protagonista della mia vita, sempre “l’amica di tutti gli uomini”, sempre la ascoltatrice di tutti, sempre quella che la prendeva in quel posto. Eppure queste amiche narcisiste c’erano sempre. Chissà come mai… Solo ora lo capisco. Ero preziosa, non ero rischiosa, ero utile, ero gestibile. E avevo paura di cambiare. Avevo paura di affrontare gli abusi psicologici di chi ti vuole gestire, e che se vede che migliori ti attacca.

Qual’ era la tua rabbia più grande in quel periodo?

La mia rabbia più grande era la passività che mi mangiava. Mi sentivo diversa, perchè speciale, genuina, ma bloccata. E tutto ciò lo riconduco solo ad una cosa: NON CONOSCEVO NULLA DEI COMPORTAMENTI NARCISTICI. Sapessi per quanti anni, quante circostanze, mi sono sentita in colpa, e mi sono sentita difettosa. Forse miliardi. Con le persone narcisiste – soprattutto se donne, per carità! – spiegare, far valere i propri diritti, mostrare le mancanze subite, è tutta una battaglia persa. Se io provavo anche solo a far presente qualcosa a loro, loro mi affossavano con i sensi di colpa. Se per esempio oggi, andassi lì da una di loro (assai improbabile!) e le dicessi tanti degli aspetti di questa intervista e mancanze, e comportamenti avvilenti, sicuramente risponderebbe o con un silenzio punitivo, o con rabbia lagnante oltremisura, o – reazione forse tra le più probabili – con un’accusa mista a mortificazione del tipo “mi stupisco che tu possa pensare una cosa del genere! Proprio tu! Ti facevo una persona buona! E pensare che io ti ho sempre voluto bene! Ci sono sempre stata!”. Chiacchiere, copioni, mancanza di saper analizzarsi, e per noi vittime tremendo spreco di energie. Mi sa che parlo troppo!

Tranquilla Giada! E’ bello vedere il modo appassionato e lucido con cui guardi la realtà ora. Stavi parlando della rabbia.

Ecco sì. Il problema è che questi comportamenti terrificanti ti uccidono senza che tu possa vederli, e soprattutto senza che tu possa spiegarli. Ecco, la rabbia che provavo era la profondissima frustrazione di non riuscire a spiegare agli altri e a me stessa, quanto quelle persone fossero egoiste, manipolatrici, tossiche. Lo percepivo dentro, tantissimo, ma non lo avrei mai saputo spiegare a parole e neanche pensare consapevolmente. Loro erano quelle amiche con cui io non riuscivo mai a confidarmi, e mi sentivo anche in colpa per questo. Loro erano quelle amiche che spesso si vedevano tra loro, non chiamando mai me, soprattutto quando c’erano di mezzo uomini, ed io mi sentivo perfino in difetto, per non essere alla loro altezza. Loro erano quelle amiche che c’erano sempre a parole, “amiche da sempre”, “quando vuoi ci sono”, però poi se avevano dei problemi mica chiamavano mai me, se aprivi una conversazione sul telefono c’era giusto il buon compleanno, e se avevo problemi io, di conseguenza, non chiamavo loro. Ma perchè dovevo mantenere in bilico rapporti del genere? Mi aveva obbligato qualcuno? Loro erano quelle amiche con cui cammini sopra al filo di un rasoio, e se ti apri poco poco di più, o fai un passo falso, sei finita, ti diffamano, dietro alle spalle.

Come sono finite queste amicizie? Cioè, ci hai spiegato che hai cominciato ad aprire gli occhi dopo la chiusura con il tuo rapporto sentimentale tossico, ma poi come hai agito di conseguenza?

Ho troncato da un giorno all’altro. Fine. Un po’ come il no contact applicato con il mio ex. Lo stesso. Nessun grande discorso, nessun grande litigio. E lo sai perchè? Perchè non ne avevo voglia. Avevo già perso troppo tempo. Il mio post scarto con il mio ex ha coinciso con un periodo in cui sono venuta a sapere di pesanti loro diffamazioni nei miei confronti, per non parlare di sgambetti. Me ne è stato fatto uno non indifferente. Il tutto ovviamente mi è stato riferito da terze persone, infatti io con queste “amiche” non ho mai avuto discussioni, litigate, sia per paura mia (passata) di venire annientata dalle loro oratorie impeccabili (che ho scoperto poi si chiamassero “MANIPOLAZIONE”), sia soprattutto per paura loro di fronteggiare le mie sincere e ferme posizioni. Penso abbiano sempre avuto paura di me nelle discussioni, non so poi bene perchè, e lo penso perchè qualsiasi loro problema verso di me lo hanno sempre detto a terzi, quarti, quinti amici a me vicini. Comunque, ho troncato. E pensa che se prima non mi si filano, proprio ora che avevo troncato erano in qualche maniera “presenti”. Vuoi un esempio banale e stupido? Non mi guardavano mai le storie su Instagram. Non erano mai presenti nei social con me. Non mettevano mai mi piace ai miei contenuti, nulla di tutto questo, perchè non interessavo. Ero una di quelle persone deboli da spremere, scontate. Beh, ora non c’è una storia, e dico una, che non mi guardino. Sono diventata interessante adesso, ma solo per essere controllata, invidiata, e soprattutto per accertarsi che io non stia diventando “migliori” di loro. Scusa per l’esempio stupido, ma è il primo e più semplice che mi sia venuto in mente. Comunque, per la prima volta nella mia vita me ne sono altamente fregata delle chiacchiere, dei pettegolezzi, delle ulteriori terrificanti diffamazioni, delle macumbe che forse ancora mi staranno tirando dietro! Tanto, chi mi conosce bene neanche le sente per sbaglio quelle voci e non ci dà il minimo peso. A confronto degli anni che ho perso, risucchiata da queste personalità subdolamente e invisibilmente devastanti, questo è proprio il minimo. Anzi è il massimo per la mia crescita, come scrivi sempre tu. Credimi se ti dico che è iniziata una nuova vita per me.

In che senso una nuova vita?

Sono dimagrita tanti chili in un anno, mangiando solo più sano. Come se tutto il tossico se ne fosse andato insieme al grasso! Mi sono iscritta ad un master che non avevo mai avuto coraggio, anzi FORZE, per cominciare, e nel frattempo ho trovato un lavoro che mi piace nell’ambito delle politiche internazionali. Ho sentito una sorta di esplosione di forze, come se tutte le energie che prima erano soppresse, anzi inesistenti perchè usate dagli altri, ora fossero uscite tutte fuori potentissime. Ed io le ho usate solo ed esclusivamente per me. Non so bene come spiegare, ma è stata una sensazione mai provata in vita mia. Ora, dopo mesi e mesi, ho imparato a tenermi sempre strette queste forze, e ho iniziato la vita vera. La vita mia.

Grazie Giada. Grazie per il tuo cuore in mano. Hai tutta la vita che meriti ora. Una vita libera, indipendente, e sei sicuramente una testimonianza preziosa per chi, come te, viveva dentro catene che non vedeva, ma che poi ha riconosciuto ed ha saputo spezzare. Sei stata coraggiosa e forte. Buona continuazione!

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