Posto il fatto che le donne che cadono nella trappola del narcisista patologico non siano sempre (e direi proprio quasi mai) donne fragili, donne insipide, donne stupide, perchè da esse il narcisista non saprebbe cosa trarne, ci viene da chiederci cosa sia che conduce loro ad accogliere così apertamente la presenza del narcisista nelle loro vite e soprattutto nella loro interiorità psicologica e affettiva. Come è possibile che queste donne NON VEDANO e non ASCOLTINO quei dettagli e quella vocina interiore che suggerisce che c’è oggettivamente qualcosa che non vada, anche se pressochè invisibile ma presente?

La risposta è che la gran parte delle vittime di un narcisista hanno un più o meno forte ideale di amore romantico. Hanno una forte credenza nel nucleo di coppia, nel nucleo familiare. Ed è su questo che si insinua il narcisista, emulando la figura che sempre nella testa è stata immaginata dalla donna.

E’ su questo elemento che si basa molto della dipendenza che la donna successivamente avrà – oltre chiaramente a tutti gli altri elementi che potenzieranno tale dipendenza – , e il dolore, l’affranto e lo smarrimento della donna nel seguito della relazione, ho notato essere molto legato a come la donna parta nel love bombing. Molte donne sono riuscite a risollevarsi, seppur faticosamente, ma abbastanza velocemente, dopo gli abusi e soprusi, perchè avevano vissuto con coinvolgimento la relazione col narcisista, ma in una posizione meno “devozionale” rispetto alle donne che che avevano identificato il narcisista come uomo salvifico, che finalmente ha incarnato il principe azzurro che sempre loro avevano immaginato, che aveva incarnato la relazione che sempre loro avevano immaginato. Le donne che hanno nella testa l’ideale di relazione perfetta, da favola, sono coloro che non solo vedranno la rottura dell’immagine del loro uomo perfetto che si trasforma in mostro (lo è sempre stato, ma solo camuffato), ma per di più vedranno la rottura di un’abitudine di pensiero circa come dovrebbe essere per loro una relazione felice, cioè una relazione di lussuria, galanteria, attenzioni smielate, ma, di fatto POCA SOSTANZA.

Quando hai incontrato il narcisista, ne sei rimasta affascinata. E ne sei rimasta affascinata soprattutto poco dopo che ci sono stati i primi contatti tra voi, quando sei rimasta sorprendentemente colpita da come lui, così affascinante, fosse anche incredibilmente preso da te e incredibilmente perfetto per te a livello di gusti, di carattere, di prospettive. Non sapevi che già aveva cominciato a studiarti e a plasmarsi per rendersi il tuo uomo perfetto, e veramente poche persone riuscirebbero a cogliere delle sfumature patologiche sin dall’inizio. Ora, che ci stai pensando a seguito dei tuoi attuali studi sull’argomento, puoi arrivare a riconoscere quel fascino superficiale iniziale, quel successivo diventare perfetto e su misura per te, e quel tuo successivo desiderarlo ardentemente. All’inizio è difficile, ma tu comunque HAI DECISO DI RIMANERE ANCHE PER MOLTO ALTRO TEMPO.

La ragione per la quale moltissime donne (ed ovviamente anche uomini, se la persona narcisista è donna) continuano, si legano e non vedono la realtà è quel CREDERE ALL’IDEA DELL’AMORE ROMANTICO CHE HANNO SIN DA QUANDO SONO BAMBINE. Del resto questa società ci ha inizializzato così all’amore. Ci ha indottrinato alle storie delle principesse, alle felicità legate alla forma, all’idea, alla perfezione oggettiva, e non soggettiva in quanto basata sulle proprie peculiarità e sul proprio vissuto. Il narcisista, così perfetto, si sovrappone alla figura idealizzata che la vittima ha sempre avuto, e con la quale era cresciuta. Lo aspettava, non ci credeva quasi più, ed ora, invece, l’ha trovato. Poi, chiaramente, la dipendenza affettiva che nasce è dovuta anche a tante altri aspetti, ovvero le tecniche manipolatorie attuate dal narcisista per far legare la vittima, o il sesso, o l’abbracciare i gusti della vittima, o il successivo dare e togliere compulsivo, ma di fatto tutto nasce dalla scelta della vittima di NON ASCOLTARE QUELLA VOCINA CHE LE DICE CHE C’E’ QUALCOSA DI STRANO, e dalla scelta, invece, di PERSEVERARE NEL VIVERE UNA FAVOLA, CHE SEMBRA REALE, MA CHE E’ LEI, VITTIMA, A RENDERLA REALE CONTINUANDO A CREDERCI. La vittima VUOLE CREDERCI e questo le basta per rimanere attaccata al suo sogno.

E’ come se il narcisista alimentasse l’idillio d’amore che la vittima vuole – per poi farla soffrire il più possibile quando la getterà nel baratro con lo scarto – ma è come se anche la vittima contribuisse ad alimentare l’idillio d’amore a cui lei vuole credere. E’ per questo che comincia a modificarsi per compiacere il narcisista, e mantenere questo sogno tanto auspicato, ed è per questo che scenderà sempre più a compromessi, ed accetterà aspetti sempre più discutibili del narcisista, e mancanze, e assenze, fino ad azioni riprovevoli pre-scarto. Tutto, pur di salvare questa grande occasione di favola che la vittima è convinta di non ritrovare più in nessuno. E’ QUI CHE LA VITTIMA SBAGLIA, perchè la penserà sempre così, se avrà in testa l’idea di amore come galanteria, fascino, lussuria, bombardamenti asfissianti di attenzioni, alti molto alti e bassi molto bassi che poi finiscono dentro alla passione che azzera tutto, anche le palesi mancanze di rispetto, perchè forse sì, è vero che da qualsiasi altro uomo (che non sia un altro narcisista) non troverà tutto questo, ma questo NON E’ AMORE! Può esserlo in parte, perchè chi disdegnerebbe mazzi di fiore, ed attenzioni, dall’uomo che l’ama, ma ascrivere l’amore solo a questo è un errore, ed è su questo che la vittima deve cambiare prospettiva. Se anche solo provasse a considerare l’amore per come realmente è, cioè rispetto, condivisione sana, RECIPROCITA’, LIBERTA’, fiducia che non sia volta alla manipolazione, allora senza neanche pensarci, lascerebbe il narcisista, perchè capirebbe che qualsiasi altro uomo (ripeto, che non sia un altro narcisista!) potrebbe darle molto ma molto di più!

Comunque, accennavo prima che non tutte le vittime hanno un forte stereotipo di amore romantico. Lo hanno, in parte, sempre tutte, ma spesso può essere assai debole. Tengo a precisare, infatti, che questa credenza di amore perfetto non ha lo stesso grado di intensità in tutte le donne vittime, anzi, ci sono donne che non ce l’hanno poi così marcato e si legano indissolubilmente al narcisista quasi solo per tutte le successive vessazioni manipolatorie nel corso della relazione. La differenza, però, è che queste donne, dopo lo scarto, seppur con un doloroso lavoro su se stesse, in tempi relativamente brevi, riescono a ritrovare la loro lucidità e superare piuttosto bene il capitolo nefasto della loro vita e SOPRATTUTTO la dipendenza, poichè è come se l’idealizzazione del love bombing non avesse poi preso così tanto piede, tale da tenerle agganciate per tutta la vita. Sono quelle donne che forse hanno incontrato il narcisista in un periodo di noia, o forse in un periodo di insicurezza, ma hanno saputo trarre quello che c’era da trarre, cioè sesso stellare, attenzioni fino alla nausea, divertimento, e poi, iniziato il baratro, hanno preso coscienza che è stato un momento turbolento e patologico della loro vita e, nonostante dilaniate dal dolore e dal disorientamento, hanno lavorato sull’estirpare la dipendenza chimica rimanente.

Il narcisista quando ti incontra SA che tu hai bisogno della favola. Sa che questo, su di te, attecchisce, e per di più lui SA a quale favola tu ti riferisci, e a quale favola lui deve adempiere per riprodurtela ed agganciarti. E’ evidente notare come la donna che si aggancia abbia delle prospettive da rivedere circa le relazioni e circa se stessa. Cioè, mi spiego meglio. Ciò che accomuna quasi tutte le donne vittime di questo abuso è una IMMATURITA’ AFFETTIVA. Possono essere finanche donne di settanta anni, non per forza ventenni, a perdere la testa per un narcisista, ciò non toglie che a qualsiasi età può rimanere una non profonda conoscenza di cosa si voglia veramente in un rapporto, di cosa voglia dire vivere dal di dentro una relazione e non solamente come proiezione di una perfezione che si considera tale, ma non ci si sporca le mani a vivere nella verità. Può starci che una prima esperienza sentimentale avvenga con un narcisista, ed è molto frequente, perchè la giovane donna senza esperienze, e quindi inevitabili confronti, può avere quella illusione di felicità da brivido che nel narcisista vede soddisfatta, e quindi ci cade, ma poi le relazioni impregnate di sostanza, sono ben altro. Una donna, di qualsiasi età, che antepone i bisogni del compagno, o marito, narcisista, non è una donna che ha una maturità solida, nè a livello di relazione, nè nei confronti di se stessa e di come coltiva la propria persona. Una donna che si accontenta della superficie di ciò che riceve dal narcisista, e che soprattutto pensa razionalmente di essere paga di questa mera superficie, è una donna che ha bisogno di crescere affettivamente, ha bisogno di andare a fondo a se stessa e comprendere da sè che si sta accontentando, e deve essere solo più sincera con se stessa e NON AVERE PAURA di “mettere le mani in pasta” in relazioni di sostanza, di anche errori, ma poi di confronto, di costruzione, di cinquanta e cinquanta, di defaillance, di momenti di noia, ma anche di base, di autonomia e di fiducia. Può sembrare banale distinguere una relazione profonda basata sulla manipolazione da una relazione profonda basata sulla sincerità, ma è assai complesso per la donna che si trova all’interno, e che non ha una profonda conoscenza di se stessa, perchè la relazione con un narcisista è intensa per varie altre ragioni differenti da quelle che concernono una relazione sana, quindi spesso la relazione con lui viene considerata come una potente e turbolenta storia di grande amore, diversa dalle altre perchè “superiore” per coinvolgimento, quindi contro ogni cosa e contro anche se stessa, la donna si sente di dover tutelare la storia ad ogni costo, soprattutto continuando a crederci strenuamente ed in maniera unidirezionale.

Tutto parte dalla forza che tu, donna ferita, puoi prendere in mano ed usare per te stessa. Tutto parte dalla tua possibilità e voglia di metterti in gioco davvero nella tua vita, nella conoscenza più sincera di come sei e di cosa ti piace, e permetterti di lasciarti andare nel vivere una relazione con un uomo che sia imperfetto, come lo sei tu, ma che sappia vedere e accogliere i tuoi difetti, e che sappia ridere dei suoi, insieme a te. Solo così, potrai toccare con tua mano la bellezza di mischiare la tua vita reale con qualcuno che sia anch’esso reale, e non un’immagine speculare del tuo sogno e di ciò che tu sempre hai considerato perfetto. L’illusione di aver trovato un uomo cucito per te, come ciò che il narcisista vuole farti credere, è un’ottica che nasce dalle tue, seppur sottili, ferite narcisistiche che ti fanno credere che tu meriti l’uomo perfetto, che ti fanno credere che tu meriti un uomo che ti tratti da regina come ti sei sentita nel love bombing.

Non sei una regina, ma sei una donna. E un uomo che ti sa trattare da donna, lo farà dal primo giorno che ti ha incontrato, all’infinito. Senza seguire schemi, senza strumentalizzarti, senza usare le tue ferite di romanticismo spicciolo per insinuarsi. E’ importante che tu prova, pian piano, a buttarti nella realtà, e spero tu sia riuscita a capire a cosa mi riferisco davvero. Il buttarsi vero non è quello tra le braccia di qualcuno che imbambola, quella è solo illusione. Il buttarsi vero è andare a fondo nel sentire le emozioni autentiche , quando ci sono e quando non ci sono, ed è andare a fondo nel sentire i campanelli, quando ci sono e quando non ci sono, e se veramente senti l’affetto profondo, la generosità di bene che l’altra persona DIMOSTRA nei tuoi confronti, non solamente dicendolo a fatti, allora quello sì che è il buttarsi davvero. E’ il vivere, non tra maschere, ma tra persone.

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