La suocera narcisista va chiamata con il nome che merita, cioè: LA MADRE NARCISISTA DEL PROPRIO PARTNER. Ecco, già spiegata così, con poche parole in più, si può capire molto, andando ad intuito.

La suocera narcisista è colei che considera suo figlio come una proiezione di se stessa, non come un’ entità separata, indipendente, autonoma. Considera suo figlio come una parte di lei, che però non ha necessariamente diritto a del rispetto, a delle libertà, in quanto essere umano degno di averne, ma in quanto UNA PARTE DI LEI CHE PUO’ SEMPRE SERVIRLE, tipo una mano, tipo un paio di occhiali da vista se è miope, tipo una sedia quando deve mangiare. Ciò a cui deve adempiere suo figlio è esclusivamente ESSERE SEMPRE DISPONIBILE PER LEI, del resto è lui la sua prima fonte di approvvigionamento narcisistico, e di ricatti morali da esercitare su di lui ne può sfoggiare fino all’infinito. Basta citarne un paio: “Ti ho messo al mondo”, “Ti ho cresciuto”, “Dopo tutto quello che ho fatto per te”. “Sono tua madre”.

Ecco, in questo rapporto fortemente disfunzionale e manipolante tra madre narcisista e figlio, il quale figlio generalmente è sempre o suo codipendente (per prime parti della vita del figlio, o anche per tutta la vita) o con tratti narcisistici più o meno patologici e più o meno evidenti, c’è lei, LA NUORA ( o genero, nel caso di suocera narcisista madre di donna). La nuora, per la suocera narcisista, è LA MINACCIA. E’ colei che gli sta rubando non un oggetto prezioso qualunque, ma L’OGGETTO su cui lei ha PIU’ POTERE E CONDIZIONAMENTO e da cui trae PIU’ APPROVVIGIONAMENTO possibile. E’ quell’oggetto che deve sempre essere usabile da lei – la suocera -e quell’oggetto che dovrebbe garantirle la vecchiaia, ogni attenzione che desidera, favori, tempo, talvolta anche soldi, devozione assoluta, e priorità incondizionata.

Quando entra una nuova e minacciosa figura come la nuora, la suocera sente da una parte il superficiale sollievo che il figlio stia adempiendo a quello che, secondo la norma, si deve fare, ovvero un matrimonio e in un futuro dei figli – insomma la copertina che tanto sta a cuore a personalità narcisistiche di questo calibro – e dall’altra parte sente la primitiva e non superficiale furia dentro di sè, alla quale può reagire in diversi modi:

  • Può fare buon viso a cattivo gioco, esordendo con una frase tipo: “Bisogna trattarle bene le nuore, sennò ti allontanano i figli”. Come vedi, è TUTTO EGORIFERITO: agire, per ricevere tornaconti per sè, e distorcere ogni azione della realtà ad immagine e forma di ciò che vuole lei per la sua vita e i suoi rapporti. Nessuna forma di affetto sincero, nessuna spontaneità viva e vera. Se fare la parte, quel quanto basta, di sorriso di circostanza, sortisce i suoi effetti circa il tenersi buono il figlio e non prendersi la briga di mettersi in conflitto con la nuora, la narcisista adotterà questa formula. In casi come questi, la suocera adotterà una posizione di reale menefreghismo, più o meno manifesto anche come facciata, e non potrebbe esserci condizione ottimale per la nuova arrivata. Alla suocera narcisista non interessa un gran che della nuora come persona in sè, ma le interessa solo nella misura in cui non metta i bastoni fra le ruote al suo arraffare approvvigionamento narcisistico dal figlio, quindi non le viene poi così difficile mettere ad un millesimo piano di importanza lei, e anche poi i figli, cioè suoi nipoti. Perchè, ricorda bene: la nuora e i nipoti non arriveranno mai gerarchicamente all’efficacia di attenzioni, devozioni e posizione succube che la suocera narcisista arraffa dal figlio, il quale, in base a che preferenza di figlio abbia (se non è figlio unico), è sempre ai podi, anzi, al podio assoluto. Quando la suocera narcisista “sceglie”, più o meno inconsapevolmente, questa “strategia” da attuare, si leva semplicemente una rottura di scatole umana intralciosa, a cui lei non bada, di cui spesso si dimentica dell’esistenza, e proseguirà a risucchiare energie e qualsivoglia forma di sostentamento unicamente da ciò dove sa che incondizionatamente, quando cercherà, troverà, ovvero DAL FIGLIO.
  • Può apertamente dichiarare guerra, ponendosi palesemente in ostilità con la nuora e compromettendo, con parole cattive ed azioni scorrette, la sanità della poverina. La nuora e pochissime altre persone, come appunto anche il figlio, vedono la realtà umana di questa donna. Vedono i capricci che lei copre di fronte alle persone che la conoscono poco, vedono le lamentele, vedono l’insoddisfazione, vedono la prepotenza, vedono il pretendere incondizionato e, in nome di un legame di sangue indissolubile, devono SUBIRE. La suocera narcisista adora mettere zizzania, alzare discussioni, scegliere quelle paroline giuste che lei sa che innescano astio, fastidi, litigi, mortificazioni, perchè sa anche che come casca, casca bene, anzi NON CASCA PROPRIO, semmai butta solamente addosso agli altri le frustrazioni che ha lei. Questo tipo di essere “palese” di fronte alla nuora può avvenire o semplicemente perchè la narcisista è overt, quindi “manifesta” e non si spreca neanche a fare la parte (soprattutto quando la nuora è da un po’ in famiglia) , oppure perchè ha proprio un più o meno consapevole intento nel farlo. L’intento è di generare rabbia nella nuora e portarla, dopo esasperanti e ripetuti tentativi diluiti spesso negli anni, a finanche rinunciare al rapporto con l’uomo che ama, o almeno a ridimensionarlo, ad arrendersi a dover fare i conti con quella fetta grande di vita che deve essere riservata anche alla suocera. Spesso, il figlio (della suocera narcisista) non riesce a mantenere saldamente la sua posizione tra questi due fuochi e, anzi, si trova spesso a parteggiare per la madre, che è più forte a manipolazione. Sia che lui sia succube della madre, sia che sia tenuto sotto schiaffo con ricatti morali, anche in maniera non per forza dipendente. E la nuora? La nuora si sente profondamente sola. Sente di lottare contro un muro. Subisce violenza psicologica dalla madre del suo uomo, e subisce passività e non totale comprensione da parte del suo uomo. E spesso la fine è inevitabile;
  • Può diffamare la nuora con il figlio, portandolo subdolamente ad avere una brutta opinione di lei. Lo sa che lui è innamorato, e che lei non può spingersi troppo oltre ad opinioni negative, quindi userà tutto il tatto e la manipolazione silenziosa possibili per avvicinarlo ad una pessima visione dell’amata, che può aver bisogno anche di anni, ma poi riesce nel suo intento. Ciò porterà la nuora a sentirsi costantemente sotto esame, costantemente in difetto, e attenta a ponderare azioni e parole, trovandosi inevitabilmente ad affrontare battaglie perse col suo uomo;
  • Fa sentire in colpa il figlio per le mancanze che lui riserva a lei stessa, povera madre, di modo da portarlo a sottrarre tempo per la sua nuova realtà coniugale, o anche familiare se nascono figli. Cioè, la suocera narcisista recrimina mancanze (anche quando -sempre – oggettivamente NON CI SONO) al figlio; il figlio si sente in colpa; dedica più tempo alla madre, quasi prodigandosi come un servo, specialmente quando la madre comincia ad avere una certa età; e neanche si accorge che è davvero tanto il tempo che ha sacrificato per la sua famiglia “nuova”, quindi fidanzata, moglie, figli. La nuora, a questo punto, si sente trascurata, si sente sola come donna e come madre che deve crescere i figli, si sente tradita, e preferita ad una donna con cui sa che non può competere e di cui sa che non può essere gelosa. Deve solo comprendere questa relazione, PARALLELA, ed accettare di non essere del tutto appoggiata, così come il suo uomo appoggia sua madre, semplicemente perchè LA MADRE NARCISISTA SUO FIGLIO LO MANIPOLA. E la manipolazione spesso è più potente dell’amore sincero e comprensivo.

COSA DEVE FARE LA NUORA (O GENERO): La nuora deve stabilire dentro di sè dei limiti entro cui questa figura di suocera NON PUO’ ENTRARE. Sono delle DISTANZE. Non sono limiti esterni, ma sono limiti che solo lei sa, che solo lei VEDE, di modo che non rischi neanche di essere risucchiata anche lei dalle manipolazioni, e di cadere nella frustrazione che il suo uomo non capisca e non riesca, anche lui, a porre questi limiti, e quindi ad aiutarla. E’ un agire su se stessa, per non agire, in maniera frustrante e non producente, “esternamente” in rapporto ad un tipo di personalità narcisistica che, in quanto tale, NON CAMBIA. Una suocera con disturbo narcisistico non cambia, e la nuora deve agire solo su se di sè, e dentro di sè, e schermarsi da sola, diventando immune ai comportamenti manipolatori, risucchianti, colpevolizzanti, controllanti. E’ impossibile mantenere un no contact con la suocera, e di pena c’è, per dirne una, nel peggiore dei casi, la fine del rapporto tra i due coniugi, PERO’ una sorta di no contact INTERIORE della nuora può dare risultati efficaci nella stessa maniera. I limiti che la nuora dovrebbe porre sono limiti di “confidenza” con la suocera, che non possono essere oltrepassati.

La confidenza è bandita, e NON SERVE. La suocera non è una seconda mamma, non è una persona che è stata scelta, non è una persona che si ha deciso di introdurre nella propria vita, quindi, quando non si condividono con lei dei pensieri comuni, delle linee di essere, è bene vivere con lei una realtà di gentilezza sincera, ma riservatezza sacra e distanza sostanziale. La riservatezza con una suocera PUO’ ESSERCI, perchè, per quanto il figlio sia legato a lei, si presume non racconti tutto della vita personale di lui e della persona che ha al fianco, e tutto ciò che si può tenere per sè, è da tenere per sè. Se ti trovi ad essere la nuora che sto descrivendo in questo articolo, tieniti per te le preoccupazioni, tieniti per te i sogni, tieniti per te i tuoi giudizi, i pensieri che hai specialmente sulle persone. Non svelare mai troppo della tua personalità, perchè così puoi tutelarti dalle sue parole verso di te e dalle sue parole, più o meno giudicanti, rivolte a tuo marito/compagno, sul tuo conto. Custodisci la tua interiorità per te e per le poche persone che hai SCELTO, ma condividi con questa persona una meravigliosa superficialità. Anche questa serve, e tanto, specialmente nelle occasioni canoniche che non possono proprio essere evitate, tipo pranzi domenicali, visite prestabilite (chissà poi da chi), compleanni, feste tradizionali. Si può riuscire a raggiungere anche un equilibrio dignitoso con una suocera narcisista, ma solo se si rimane ad un, seppur agghiacciante, livello di incredibile superficialità. Pensala così: ogni tuo aprirti di più, ogni tuo andare più a fondo, rischierà – e riceverà – forti pugnalate manipolanti e denigranti, da parte di chi per te prova gelosia, paura, fastidio, e minaccia. E a stare male sei solo e solamente TU. Ogni tuo aprirti di più, ogni tuo andare più a fondo rischieranno di dare a lei la percezione di avere il permesso di accedere alla tua persona e a manipolarla, perchè ogni narcisista che entra in contatto stretto con una persona è perchè questa persona PERMETTE di essere usata e manipolata da lei. NESSUN’ALTRA RAGIONE DIETRO, visto che, in ogni rapporto, di ogni tipo, che intesse un narcisista, c’è sempre e solo MANIPOLAZIONE.

SCHèRMATI. RENDITI IMPERMEABILE A QUESTI ACCESSI. Non hai alternative. Ciò che può essere evitato fare, evitalo. Non c’è bisogno di chiamarla “mamma” (spesso succede!), non c’è bisogno di darle del “tu”, non c’è bisogno di uscire da sola con lei, non c’è bisogno di creare un rapporto a due anche tra te e lei, non c’è bisogno di farle crescere i tuoi figli (ovviamente permetterle di goderne e vederli sì, è chiaro). Sii fedele a ciò che oggettivamente sei, e a ciò che soprattutto per tua suocera sei, cioè la donna di suo figlio, cioè colei che sarà sempre quella “arrivata dopo”, cioè colei che è subordinata. Lasciaglielo credere, e agisci di conseguenza a questa tua condizione di subordinazione, che ti importa! L’importante è vivere in serenità. Non c’è bisogno di sforzarsi di avere rapporti stretti con chi senti che ti risucchia e ti tiene agganciata con battutine mortificanti, con sensi di colpa buttati qua e là, con intromissioni forzate, con sorrisi di circostanza, ma può essere passabile condividere quei pochi momenti necessari, seppur faticosi e pieni di lamentele e confronti, con la donna che, comunque sia, ha dato alla luce l’uomo che ami.

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