ARTICOLO – COME TUTTI GLI ALTRI ARTICOLI DI QUESTO BLOG – RIFERITO A VITTIME DONNE E VITTIME UOMINI, MA PER COMODITA’ GRAMMATICALE ED INCIDENZA, USERO’ IL MASCHILE PER RIFERIRMI AL NARCISISTA E IL FEMMINILE PER RIFERIRMI ALLA VITTIMA. 

Di uomini stronzi ne è pieno il mondo. Come è pieno di donne stronze. Avrai conosciuto entrambe le tipologie. Persone menefreghiste, persone arriviste, persone che pretendono, persone arroganti, persone invidiose, persone subdole.

Il narcisista patologico NON E’ SOLO QUESTO. Anzi, spesso alcune delle caratteristiche della semplice persona stronza neanche ce l’ha. Il narcisista patologico è affetto da un grave disturbo di personalità, perenne, che ciclicamente manifesta le varie fasi di idealizzazione, svalutazione, scarto, ritorni, e che SEMPRE ha all’interno tutte le caratteristiche proprie del disturbo, a volte celate, a volte palesi, quindi non è considerabile come una malattia passeggera, una depressione del momento. Il disturbo di personalità è una malattia caratteristica disfunzionale della formazione dell’io, dell’inconscio, della capacità di relazionarsi con gli altri dell’individuo che ne è affetto, e svariati studi neuroscientifici sostengono, ormai in maniera certa, che nella struttura cerebrale di psicopatici e aventi tratti di disturbi di personalità, le connessioni tra la corteccia prefrontale ventromediale (vmPFC), la parte del cervello responsabile di sentimenti come l’empatia e il senso di colpa, e l’amigdala, agglomerato di nuclei nervosi situata in entrambi i lobi temporali del cervello, che media la paura e l’ansia, sono ridotte rispetto al normale. 

Il narcisismo patologico non è una caratteristica, non è un appellativo come potrebbe essere l’aggettivo “egocentrico”, “vanitoso”, “fanatico” ed anche “stronzo”. I narcisisti sono ANCHE tutto questo, ma sono, alla base, delle persone che hanno una malattia mentale alla base, una disfunzione verso se stessi e verso gli altri, e soprattutto una VISIONE DISTORTA DELLA REALTA’ CHE LI CIRCONDA.

E’ importante che chi si trova di fronte a queste personalità sia consapevole della gravità della condizione di questi soggetti, pericolosi per se stessi ed anche per gli altri, ed è importante che, di conseguenza, o attui il no contact, oppure, in casi di contatti forzati, come genitori narcisisti, o ex coniuge con cui si hanno figli, capisca che non ci si può rivolgere a loro nella stessa maniera con cui ci si rivolge alle persone non affette da questo disturbo, perchè i narcisisti hanno dei deficit oggettivi gravissimi.

Voglio citare i disturbi di personalità del cluster B, contenuti nel DSM5, dove il disturbo narcisistico è collocato, poichè le sue caratteristiche si incrociano con quelle degli altri disturbi di personalità, generando spesso limiti di una diagnosi molto labili.

DISTURBO NARCISISTICO DI PERSONALITA’;

DISTURBO ANTISOCIALE DI PERSONALITA’;

DISTURBO BORDERLINE DI PERSONALITA’;

DISTURBO ISTRIONICO DI PERSONALITA’.

La PSICOPATIA non rientra nel DSM5 come diagnosi a sè, ma viene menzionata all’interno del disturbo antisociale.

Ciò che frega e fregherebbe chiunque, è la maschera di persona sana che le persone affette da disturbo di personalità indossano. Non sono persone che camminano su un piede, nude, a mezzogiorno, in mezzo alla strada, spesso non sono neanche persone che alzano un dito sulla propria donna, e neanche la voce, ma esercitano una violenza psicologica gocciolante e costante, tale da arrivare ad annientare coloro che gli sono vicino. Non hanno un braccio amputato, non sono deformati in faccia, eppure hanno una malattia, alla pari di qualsiasi altra, con la differenza che è INVISIBILE, pur dando effetti più che concreti. Chi ha o ha avuto modo di essere a contatto con questi soggetti riesce a capire più a fondo queste parole, perchè non è facile, dall’esterno, comprendere l’invisibile abuso, comprendere la crudeltà e DISUMANITA’, dietro alla bella presenza, dietro all’affascinante portamento, dietro all’amabile modo di porsi agli altri. Eppure è proprio per questo che compiono le loro opere di distruzione con così tanto successo.

SONO MALATI.

E, nella maggior parte dei casi, sono inguaribili. I narcisisti patologici non riconoscono di avere un problema, e, all’eventuale presentargli il problema, lo negherebbero o lo userebbero come punto di forza per, paradossalmente, sentirsi legittimamente diversi e migliori degli altri. I pochi narcisisti che vanno dal terapeuta lo fanno come ennesimo strumento di manipolazione, come per dire “Vedi? Mi sto facendo aiutare, mi sto impegnando, sto facendo quello che posso. Sto diventando una persona migliore”. E, inutile a dirsi, manipolano anche il terapeuta, in un’ennesima battaglia dialettica, introspettiva, di mantenimento della maschera, e come loro ennesima riprova della potenza al di sopra di tutti e tutto, persino degli specialisti.

Poi, che sono stronzi, è chiaro. Ma l’essere stronzo è, in parte, una conseguenza della malattia che hanno. Non è assolutamente una giustificazione, perchè io personalmente sono sicura che i narcisisti abbiano libero arbitrio, non a caso c’è il narcisista che agisce in una forma di abuso più lieve e c’è il narcisista che arriva ad atti estremi di violenza (ma la scala ovviamente viaggia su livelli altissimi di brutalità e annientamento, specialmente verso la/il partner), e non a caso, spesso, in molti, ci sono anche forti tratti di disturbo sadico di personalità, ovvero il godere e rasserenarsi al dolore altrui, come forma di controllo e supremazia. In ogni caso, la mancanza di empatia, la mancanza di rimorso, la mancanza di senso di colpa, sono già oggettivamente dei deficit psichici tali da condizionare fortemente le azioni dell’individuo, ed è immediato l’agire disumano (proprio nel senso di “non umano”, perchè un uomo, di differente da un animale, ha proprio queste caratteristiche, che il narcisista NON HA).

Capisci di trovarti di fronte ad una persona disturbata quando non comprende le tue ragioni, non sa fare autocritica, ti guarda stralunato quando chiedi un po’ di immedesimazione in te e in quello che tu senti, si agita alle tue conquiste personali, ai tuoi miglioramenti, ed è tangibile l’IMPOSSIBILITA’ COGNITIVA di raggiungere queste tue seppur modeste pretese di compagna che vuole, e merita di, essere felice. Non puoi aspettarti di ricevere qualcosa che il narcisista patologico NON E’ IN GRADO di poter provare e poterti dare: il narcisista patologico non ha le facoltà psichiche di arrivare a PROVARE a livello emotivo l’amore, l’empatia, il senso di colpa, il senso del pudore, il senso del rimorso (poi se il soggetto è narcisista maligno o psicopatico la situazione si aggrava in maniera raccapricciante, con mancanza di paura e altro) ed è da queste facoltà che derivano tutte le azioni che vanno a formare il comportamento umano. Un individuo affetto da disturbo di personalità non agisce solo da stronzo, agisce da persona deficitaria dei più SANI LIMITI UMANI che permettono la sopravvivenza.

Come puoi rapportarti con una persona che se ti tira uno schiaffo non si cura del tuo dolore? Come puoi rapportarti con una persona che gode nel vederti implorarlo durante i suoi innumerevoli casi di silenzio punitivo? Come puoi rapportarti con una persona che quando si deve assumere le proprie responsabilità quello che fa è buttarti addosso le colpe? Le azioni che compie il narcisista sono frutto del marciume del suo disturbo, di cui lui non ne è vittima, bensì disturbo che lo porta ad essere, consapevolmente, crude ed egoista, perchè il male che il narcisista infligge è PREMEDITATO PER SALVARE SE STESSO E RISTABILIRE LA PROPRIA POSIZIONE DI SUPERIORITA’ E DOMINIO.

Non oso immaginare, e figuriamoci quantificare, quante persone, nei decenni e secoli passati della nostra storia, chiamassero “farabutti” i narcisisti patologici. Quegli uomini scapestrati che seducevano la bella ragazzetta di paese e scappavano in un altro paese mentre lei era gravida, quegli uomini violenti in casa, che spesso risultavano anche i più rispettabili, con la moglie servizievole devota ai figli anch’essi narcisisti, quei primi fidanzati di gioventù che dopo trent’anni tornano, ricominciando il ciclo di svalutazione alla vecchia preda accecata dal ritrovare il primo grande amore. I narcisisti ci sono sempre stati, ma le donne empatiche informate e libere come lo sono e lo potrebbero essere ora, non lo sono mai state (e uomini empatici, nel caso di narcisiste donne, come sempre è sottinteso). Le vittime oggi possono CAPIRE MOLTO sulla base di studi e nuova letteratura psicologica, possono prendersi con forza la libertà, possono smettere di restare per salvare la facciata, per salvare la famiglia, per salvare una sterile convenzione, perchè sì, oggi le donne POSSONO CAPIRE CHE QUELL’UOMO STRONZO NON E’ SOLO STRONZO, MA E’ DISTURBATO, e, soprattutto, QUALSIASI COSA ELLA FACCIA PER LUI SAREBBE INUTILE, anzi, “utile” solo a farle perdere tempo e serenità.

Le scintille che hai vissuto, le scintille che vedi ora che ancora sei agganciata al narcisista, sia che tu ci sia effettivamente ancora, sia che aspetti che ritorni, sono scintille accecanti che ti allontano dalla reale verità, sono scintille che non ti fanno vedere quanto hai da dare per te stessa e per gli altri, e non solo per il narcisista, sono scintille che ti fanno sbandare e, mentre stai lì a cercare di mantenere l’equilibrio, il tempo passa, la tua strada non la vedi più, la paura e l’angoscia ti pervadono, e l’energia lentamente se ne va da te.

Prendila come un’esperienza. Prendila come un breve o lungo tratto di cammino, in cui sei incappata in queste scintille intense ma poi pericolose. E e poi vai avanti. Il tuo cammino non è solo questo, il tuo cammino è molto di più, e se riesci (ci riesci) a superare questo tratto accecante, poi i panorami saranno mozzafiato. Sei tu che detti il gioco, se tu che guidi la tua vita. NON PORTI (dal verbo porgere) IN UNA POSIZIONE INFERIORE E SUBORDINATA AL NARCISISTA, COME LUI HA CERCATO DI INNESCARTI! Vai avanti. Il narcisista, l’abomino di questa relazione, sono una parte della tua vita, sono un singolo elemento, ed allora usalo anche tu, come lui ha fatto tante volte con te: usa questa esperienza per capirti, per capire la tua intera storia, il tuo passato, le tue priorità, per migliorare la tua qualità di vita interiore, per volerti bene di modo da poter diffondere del bene anche negli altri. Non hai colpe, non hai difetti. Durante la strada si può trovare di tutto, tu eri solo un po’ poco munita, ora lo sei molto di più. Sei munita di conoscenza, quella riguardo tutti questi argomenti, a te prima ignoti, e lo sei – o a breve sono sicura arriverai ad essere – di te stessa, e del fatto che l’empatia, l’amor proprio, l’animo forte e puro sono da tutelare e non da sprecare per elemosinare l’essere amati. Quindi se le prossime volte ti abbaglierai, stringerai forte il volante, premerai sull’acceleratore, ti farai una risata, e ritornerai sulla tua strada.

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