Per quanto sarebbe bello edulcorare questo articolo, per attuare una vera conoscenza è necessario scrivere la verità, anche se questa possa risultare cruda, surreale, “esagerata”: quando si tratta di una personalità narcisistica/psicopatica bisogna parlarne e divulgare con la chiave secondo cui queste persone ragionano, percepiscono, pensano, che è totalmente differente dalla chiave e dall’ottica che le persone più o meno sane, o semplicemente UMANE, provano, grazie all’empatia, all’umanità, al rispetto. Neanche a dirlo, quando ad una persona non affetta da disturbi di personalità muore un genitore, e ancor di più una madre, le reazioni sono importanti e soprattutto sincere. C’è dolore per la perdita di una persona con cui si è cresciuti, c’è dolore per la perdita stessa della vita del genitore che magari avrebbe potuto godere di qualche altro anno di vita, soprattutto se venuto a mancare in relativa giovane età, c’è dolore per i “non detti”. Insomma, una persona psichicamente sana proverà un intimo e molto soggettivo dolore legato in parte (come è normale che sia) a se stesso e alla personale mancanza di quella PERSONA (e non è un caso che scrivo “persona” e non “oggetto” come fra poco scriverò), e legato in parte al dolore per la persona stessa che muore, poichè non meritava di morire ad una certa età piuttosto che più tardi, poichè poteva non soffrire, o altre svariate ragioni legate al mero bene del genitore stesso. Ecco, in questo articolo però non tratterò un “normale” affrontare lutti da parte di persone “sane”, quindi il discorso cambia del tutto. E’ per questo che ho fatto una premessa assoluta in cui avverto che cambia a monte la chiave di lettura e la chiave di analisi con cui si analizzano le reazioni (e macchinazioni) di colui/colei che ha perso la madre, rispetto a situazioni in cui il fresco “orfano” è affetto da disturbo di personalità narcisistico, e manipolatore, e maligno, e psicopatico. I narcisisti deficitano di attenzione verso il prossimo, se non quando l’attenzione è collegata al CONTROLLO EGORIFERITO, cioè al controllo che il narcisista attua su quella determinata persona-oggetto che non vuole perdere o che non vuole che diventa indipendente quando le serve, MA a livello di attenzione sincera, e bene sincero, e premura verso il prossimo, il narcisista NON PROVA NULLA DI TUTTO CIO’. LO EMULA, LO RECITA QUANDO GLI SERVE, ma non lo percepisce mai, perchè a livello psichico è rimasto allo stato primo della sua infanzia in cui l’attenzione per l’oggetto esterno da sé non è stato sviluppato, rimanendo dunque allo stadio più atavico di attenzione ed “amore” (malsano) solo per se stesso. Va da sé capire che quando una persona, chiunque essa sia, muore, al narcisista generalmente non scalfisce più di tanto, a meno che non gli stia servendo in quel determinato momento (con soldi, approvvigionamento di ogni genere, eccetera). Perchè ricorda che OGNI PERSONA PER UN NARCISISTA E’ SOLO, SOLAMENTE, ED UNICAMENTE, UN OGGETTO. E’ il cardine dei criteri diagnostici del disturbo narcisistico di personalità: reificazione degli esseri umani.

Nel titolo ho sottolineato solo la “madre” e non il padre, in quanto la morte della madre, nella fattispecie, ha un ruolo cruciale nella vita del narcisista, poichè è sempre forte, in ogni narcisista (sennò non diventerebbe tale, soprattutto ai livelli più maligni di disturbo) l’odio, il risentimento, la rabbia che egli prova per la figura materna, colpevole di non avergli dato amore “gratuito”, ma anzi colpevole di averlo fatto sentire amato solo nella misura in cui lui adempiesse a delle regole, spesso sociali, di facciata. Un amore superficiale, ecco, pregno di controllo, di obiettivi da ottenere, di comportamenti manipolatori, e non di accettazione globale dell’essenza e del peculiare essere del figlio. Ti sarà capitato forse di sentire dalla bocca del narcisista a cui ora stai pensando “odio mia madre”, “io e mia madre abbiamo un rapporto pessimo”, “mia madre non mi capisce”, “mia madre è ignorante”, “mia madre è ottusa”, “mi vergogno di mia madre”. Sono considerazioni frequenti che un narcisista fa, e che chi le ascolta le reputa (sbagliando) normali considerazioni di un figlio che ha un rapporto burrascoso con la genitrice. Ciò genera anche tenerezza, soprattutto nelle fasi di love bombing in cui il narcisista vuole intenerire la nuova partner o la scimmia volante di turno (migliore amica, amica, ex partner) mostrandosi come il povero agnellino incompreso dalla sua famiglia composta da persone che non lo capiscono. Ecco, non è così. Cioè, quando un narcisista pronuncia frasi del genere, il narcisista non solo manipola chi lo ascolta, ma ODIA DAVVERO LA MADRE. Ma di quell’odio vero, non di quei bisticci che avvengono tra madre e figlio. Il narcisista vive una vita di rabbia ed odio per non aver conosciuto amore proprio da lei. Ed è questo deficit di amore VERO che (non) ha assorbito sin dai suoi primi mesi di vita che lo porta nella vita a sviluppare il disturbo di personalità, che poi diventa a tutti gli effetti una rigida struttura di personalità patologica ed irrimediabile, con annesse caratteristiche pericolose quali mancanza di empatia, mancanza di rimorso, di scrupoli, di sensi di colpa, violenza. Lungi da me GIUSTIFICARE la mostruosità di individui simili. Va da sé capire come, quando questa figura così detestata muore, la reazione non sarà una “normale” reazione di dolore come qualunque essere umano pressochè sano psichicamente ed affettivamente prova.

Andiamo ad analizzare nel dettaglio tutti gli scenari possibili che avvengono quando muore la madre del narcisista e come lui si comporta a riguardo, in base alla situazione.

  • Se la madre gli serve come fonte di approvvigionamento narcisistico, il narcisista rimane infastidito da un dispositivo sottrattole ingiustamente. Della serie: come osa Dio o chi per lui togliermi uno strumento di MIA sopravvivenza? Molto spesso è un dispositivo che dà soldi, o che copre la natura malvagia del figlio idolatrandolo alla gente esterna. Egosintonismo sempre. Tutto egoriferito sempre. Tutto riguardante se stesso, e non la persona che ha perso la vita. Il narcisista non prova NESSUN MINIMO SENTIMENTO DI DOLORE PER LA PERDITA DI UNA PERSONA CARA, perchè non è in grado di provare sentimenti per nessun oggetto esterno che non sia se stesso e perchè, appunto, nessun essere umano per lui è una PERSONA, ma è un OGGETTO: se questo oggetto serve, da un po’ fastidio che si perda (ma neanche troppo); se non serve, non importa nulla; se intralcia i propri operati, è un immenso sollievo che si perda, e per sempre.
  • Se la madre non gli serve come approvvigionamento narcisistico, il narcisista non proverà NIENTE per il lutto. Niente. Nè dolore, nè grande interesse. Come un piatto che cade, muore la madre. La reazione neurologica è identica. Se qualcosa (non uso a caso “qualcosa” al posto di “qualcuno” perchè per tutti i narcisisti le persone sono oggetti, lo ripeto ancora) non serve, che sia viva, che sia morta, che abbia i capelli verdi, o blu, al narcisista non importa nulla. Se la madre non serve a niente, e non intralcia troppo ai progetti (alcuni discutibili) del figlio, e non supporta a mo’ di devota scimmia volante il figlio, la donna altro non è che un dispositivo INUTILE, quindi se muore pazienza. Può trattarsi di una madre che non lavora e che non ha mai lavorato, quindi non porta soldi in più in famiglia, e quindi che non dà soldi al figlio: a che serve? Nella mentalità del narcisista A NIENTE. Può essere una donna che non prende posizione e non difende il narcisista ma non lo attacca neppure: a che serve? Nella mentalità del narcisista A NIENTE, e lui nel frattempo negli anni si sarà organizzato nell’avere sufficienti dispositivi funzionantissimi che lo spalleggino, che GLI CREDANO, e che lo ammirino (amiche, migliori amiche, partners manipolate, ex partners appese alla speranza che lui torni, e via dicendo).
  • Se la madre gli “metteva i bastoni tra le ruote” nelle sue imprese gloriose di grandiosità, il figlio narcisista proverà sollievo per il suo lutto. Ed è questo il caso più frequente. Ma non un sollievo qualunque. Un sollievo inquantificabile, come se tutto l’odio provato per la madre, e il fastidio di quando lei chiedeva, di quando lei reclamava, di quando lei diceva la sua, di quando lei INTRALCIAVA gli scopi da raggiungere del figlio, si dissolvesse di botto con la sua morte. Ripeto anche questo: i narcisisti odiano atavicamente le proprie madri. Ed è per questo che la maggior parte degli uomini violenti picchiano e uccidono le proprie partners: odiano tutte le donne perchè odiano la prima donna che hanno conosciuto e che li ha generati. Non dimentichiamo che nella cronaca nera, sono numerosi i giovani affetti da disturbo narcisistico di personalità che hanno minacciato e poi ucciso i genitori, nella fattispecie la madre. Ecco, in casi di morte “accidentale” della madre (malattia, incidente, vecchiaia) il figlio narcisista pensa intimamente questo: “meno male che qualcun altro ha fatto il lavoro sporco che io tante volte ho desiderato fare ma che non ho fatto perchè uccidere una persona è stressante, difficile da insabbiare, eccetera, eccetera. Per una vita mi sono limitato ad uccidere psicologicamente mia madre tenendola sempre in vita per comodità, ma con estrema fatica, con frequenti scatti di ira nei suoi confronti, con estrema sopportazione di averla appesa nella mia vita, ed ecco che finalmente sono stato liberato da questa croce. Un ostacolo in meno ai miei progetti. Ora sono libero davvero”.
  • Se la madre non adempieva ai canoni che il figlio narcisista avrebbe voluto come madre, il narcisista proverà sollievo per l’eliminazione di un elemento della sua vita che deturpava la sua immagine. Ad esempio, poniamo il caso che il narcisista si trasferisce in una città grande e frequenta un ambiente altolocato, mentre prima era nato e viveva in un paese, e poniamo caso che la madre del narcisista era una donna di casa, non laureata, fisicamente non bella, obesa, e piuttosto ignorante. Ecco, quando la madre del narcisista morirà, il narcisista proverà sollievo e giustizia nel fatto che qualcosa di “suo” che non era consono ai canoni, che lui vede di buon occhio, si leva di mezzo. Se hai vissuto un esempio di questo tipo ti sarà capitato di sentire frasi come “tutti pubblicano foto con le madri, ma io non le posso pubblicare, mia madre è bruttissima”. Oppure “mia madre non capisce niente, fa solo torte”. Oppure “mia madre è enorme. E’ inguardabile. Mi vergogno di lei”. Ecco, quando la povera donna viene a mancare, si leva di mezzo un “deturpatore” della sua (del narcisista) bellezza. Pensa te, che pochezza umana. Ma, come specificavo nella premessa: come in tutti gli articoli, ma soprattutto in questo, i criteri di analisi sono sempre e specialmente diversi da quelli che si adottano per situazioni di esseri umani psichicamente ed affettivamente non disturbati. Togliendo umanità, empatia, coscienza, questi discorsi filano a livello logico, ed è così che un narcisista ragiona: “per me fai schifo, muori, quindi uno schifo in meno nella mia vita, specialmente se sei mia madre, e quindi in qualche maniera fai parte della mia persona e della mia vita”. E’ triste, lo so.
  • Il narcisista reciterà la parte del figlio addolorato. A partire dal momento della morte, per proseguire nella teatrale giornata del funerale, e per continuare per altrettanti mesi ed anni in cui tirerà fuori l’argomento come scudo protettivo ai suoi errori e come amo per prendere pesci che si impietosiscano del suo dolore, il narcisista reciterà spassionatamente, sicuro del fatto che tutti gli credano, visto che sì, un oggettivo evento traumatico l’ha vissuto, ovvero la morte della madre. Nessuno mai potrebbe credere che lui NON PROVI NIENTE per un evento che tutti considerano il più complicato della vita di chiunque. Eppure chi non conosce ancora il disturbo narcisistico di personalità, chi non ha capito che la persona in questione è narcisista, e manipolante, e maligna, non potrebbe mai arrivare ad intuire e ad immaginare che tutto sia una recita e un “arraffa approvvigionamento narcisistico”. Se il narcisista è overt le recite plateali si sprecheranno. Pianti, urla, parole declamate, lettere lette al funerale, post sui social. Se il narcisista è covert gli atti manipolatori saranno ancora più infimi e ancora più potenti. Sguardi teneri, silenzi punitivi mascherati da “sto soffrendo, non voglio vedere nessuno, rispettate il mio momento”, aperitivi e dopocena di dolci parole verso la scimmia volante migliore amica che lo guarderà ammaliata per il suo essere così tenero mentre soffre, e che si gonfierà di orgoglio nell’essere colei che lo supporta in un momento così. Frasi pronunciate sottovoce con uno sguardo assorto, perso nel vuoto, fintamente contrito, fintamente confuso, nel mentre sussurra: “mi sento confuso, non so dirti cosa provo, confusione, stordimento, shock, tristezza, sgomento, ma meno male che ci sei tu, grazie per essermi vicino, come molte altre persone non stanno facendo”. Approvvigionamento, su approvvigionamento, su approvvigionamento. Palate di approvvigionamento. Che il narcisista riceve e che il narcisista DA’. Palate di recitazione sopraffina, che SOLO CHI HA VISSUTO DAL DI DENTRO DELL’ESSERE DI MOSTRI SIMILI e solo i più esperti di narcisismo del settore, come un Joe Navarro dell’FBI riuscirebbe a cogliere, potrebbero arrivare a capire e indubbiamente a farci una risata su. L’essere convincente di individui simili in situazioni simili è sconcertante. Sono manipolatori. Sempre, e a maggior ragione di più in eventi del genere.
  • Il narcisista sfrutterà il periodo post lutto della madre come specchietto per le allodole per catturare una quantità senza eguali di approvvigionamento narcisistico, di vittime preoccupate per lui che si fanno abbindolare dal suo vittimismo, dal suo essere “affranto per la perdita”, dal suo apparire “tenero”, “dolce”, “allora sensibile”, di ex partners che pensano che lui finalmente sia cambiato a seguito di un lutto traumatico simile (ALERT: NEANCHE IL LUTTO DI UNA MADRE CAMBIA UN NARCISISTA!!!!!!!!!! E’ MANIPOLAZIONE QUANDO TE LO FA CREDERE!!!!!!!). In questo punto mi soffermo sulla figura delle persone abbindolate e che sgomitano per stare sull’Olimpo degli eletti che lo supportano, lo ascoltano e lo compatiscono. Con il volto addolorato e sensibile, con la parvenza di anima pudica e sofferente, il narcisista sfoggerà ogni dote attoriale di sensibilità estrema, da povero orfano bisognoso di qualcuna che LO CAPISCA, che assecondi i suoi momenti, che gli sia vicino, che si asservisca a lui, che si allontani quando necessario per non pressarlo. Questo pretesto del lutto della madre avrà in questo un’efficacia esplosiva: in un momento il narcisista avrà stuoli di vittime fresche che adescherà, ex che sbloccano i loro no contact impietosite da lui, gelosia dalle vecchie vittime che vedranno la parte finta e dolce che lui a tutte e tutti mostrerà, e qualcuna ancora speranzosa che lui “questa volta cambi”, e poi avrà scimmie volanti che faranno a cazzotti tra loro a chi è più presente a preghiere familiari collettive, veglie alla salma, caffè e dopocena post lutto, chiamate e messaggi post lutto, ed anche in generale persone che lo conoscono abbastanza bene (come familiari) che non conoscono bene a fondo il disturbo narcisistico del soggetto (seppur spesso sia consapevoli della persona discutibile che sia il soggetto) ma che pensano, ingenuamente, che in fondo qualunque figlio al mondo che perda la madre soffra per tale evento e quindi con buone intenzioni gli staranno vicino, lo supporteranno, saranno disponibili per ogni supporto lui abbia bisogno.
  • Il narcisista userà la morte della madre come “scotch” per tappare la bocca a chiunque abbia da ridire su di lui. Mi spiego meglio. Qualsiasi cosa di orribile il narcisista attui, risponderà alla persone che glie lo fanno presente: “tu non sai cosa vuol dire perdere una madre”, “non sai capire il mio dolore”, “non puoi capire come io sia cambiato a seguito di questo lutto”, “mi sono inaridito per il lutto che ho subito, e tu non lo capirai mai”. Frasi di proiezione di colpe, di “tappamento di bocca” sono frequentissime in relazioni con un narcisista patologico, e in situazioni come questa di lutto, si moltiplicano e di sedimentano esponenzialmente. Una persona che si rapporta con un narcisista a cui è morta la madre è una persona che non riuscirà a parlare, non riuscirà a rivendicare i propri sacri diritti, non riuscirà a schivare la violenza psicologica paralizzante che il narcisista attuerà dietro allo scudo del “poverino, lui soffre e tutti gli altri stiano zitti perchè non capiscono”. Il narcisista picchia la moglie? Si è inaridito perchè ha subito il lutto della madre, quindi bisogna capirlo. Il narcisista inonda di accuse la moglie? Lei se le deve prendere perchè non è cosa buona andare contro il poverino narcisista che ha perso da mesi la mamma. Ogni azione di difesa di una persona che subisce il narcisista è bloccata, perchè il narcisista ha l’arma del lutto che ha subito, e questa arma ci sarà per molto tempo, ed anzi per sempre se il lutto della madre è avvenuto quando il narcisista ancora ha giovane età, della serie: “ho perso mia madre da giovane, è un marchio indelebile”, ed userà per sempre questo “zittimento” di chiunque osi togliergli la maschera o andare contro le sue idee su se stesso e sulla realtà che costantemente si crea per sopravvivere alla sua idea grandiosa di se stesso.
  • Il narcisista usa questa situazione per giustificare scatti di ira improvvisi, anche se ce li aveva sempre avuti anche prima che la madre morisse. Porto un esempio. Il narcisista sbraita con una scimmia volante che mai lo aveva visto così furibondo? Ora lui avrà la scusa del “sbotto così di rabbia perchè soffro per mia madre”. Anche i narcisisti più covert sbottano di rabbia, di tanto in tanto, con determinate persone, come ad esempio con i genitori che lo conoscono bene, o con le fonti primarie, ma se dovessero, puta caso, sbottare con una scimmia volante che MAI CREDEREBBE CHE LUI ABBIA SCATTI DI IRA perchè lo vede sempre come un agnellino, ora lui sarebbe sempre giustificato con la scusa del “è stato, per lui, un dolore troppo lacerante e deprogrammante quello della perdita della madre, bisogna capirlo”. E tutte le scimmie volanti lo capirebbero, gli starebbero ancora più vicino, proverebbero tenerezza per lui, e punterebbero il dito contro la partner o ex partner fonte primaria (fidanzata, moglie, ex fidanzata, ex moglie) che, “fredda com’è”, non capisce il narcisista, non gli è vicino come dovrebbe, non comprende a fondo il suo disagio ed il suo cratere psicologico ed affettivo dovuto a cotanta terrificante perdita. Cazzate. E’ solo manipolazione e paraculaggine. Un narcisista sbraita sempre, con determinate persone, anche prima di lutti, ed anche se covert, ma lo fa non per il dolore di un lutto di una persona esterna (fosse anche la madre) ma lo fa per la frustrazione che ha per se stesso sin da quando è un bambino. Tutto egoriferito e nulla legato alla perdita di una persona cara, perchè NESSUN NARCISISTA ha una persona cara, ma ha solo oggetti intorno a sè, da scegliere per usarli a suo piacimento in base al suo periodo di vita. Ecco, nel periodo di vita post lutto (fossero anche quarant’anni dopo il lutto), il narcisista USA la persona morta per tanti scopi, come per pararsi il deretano ed agire come meglio crede.
  • Il narcisista usa questa situazione per diffamare persone che vuole diffamare, con il pretesto che queste persone non sono state sufficientemente presenti durante e dopo il lutto di sua madre. Il narcisista prende da ogni situazione un espediente efficiente con cui creare la sua rete di innalzati, svalutati, scartati, diffamati, ed un’occasione come il lutto della madre è una succulenta situazione per demolire persone. In questo periodo di lutto e post lutto, il narcisista sente IL POTERE VERO. Il potere di sentenziare, di far cadere come birilli tutti coloro che odia, che invidia e che quindi, invidiandoli, vuole svalutare, scartare, ed ovviamente diffamare. Tutte le tecniche manipolatorie che il narcisista quotidianamente attua da quando è bambino non è che smetta di attuarle in situazioni di vita simili, ma anzi le intensifica, convinto appunto di essere invincibile e inattaccabile. Può attuare trattamenti del silenzi a moltissime persone, negarsi, non rispondere, ignorare, e poi recriminare a destra e a manca che queste persone siano state assenti. Oppure potrebbe istigare comportamenti specifici da parte di persone che gli sono vicine e poi diffamarle per essere cadute nel tranello, ad esempio facendole arrivare in un ipotetico ospedale e poi recriminando che sono persone invadenti, egocentriche che non sanno rispettare il suo momento delicato di persona e di famiglia. Insomma, di tecniche e modalità di manipolazione per diffamare ce ne sono a iosa, che sono i migliori manipolatori sanno e sono in grado di attuare, ma di fatto una situazione così eclatante come un lutto di un genitore è la grande opportunità per un narcisista per mischiare le gerarchie di rapporti, per demolire persone, senza remore e senza pudore. Come sempre. Ed è qui che mi ricollego più nello specifico ad un elemento tipico dei narcisisti, nel quale so che moltissimi di voi lettori e di voi lettrici si immedesimano ed hanno subito, ovvero gli SGAMBETTI, che descrivono meglio in questo punto successivo, ma che è del tutto legato a ciò che ho descritto pocanzi.
  • Il narcisista fa SGAMBETTI alle persone che vuole diffamare, di modo da dimostrare che queste suddette persone siano state delle “bestie” inumane durante il lutto di sua madre. Il punto, appunto, è collegato al precedente, ma va oltre, in quanto in situazioni simili, di malattia e morte di un genitore, il narcisista semina un terreno dentro il quale egli porti le persone a fare o non fare cose per le quali poi il narcisista possa diffamarle con prove. Mi spiego meglio con esempi. Il narcisista non dice nulla di una ipotetica malattia della madre ad un suo amico, o meglio sua amica, specialmente se si tratta di narcisista donna (frequenti sono queste dinamiche con narcisiste donne), quindi la sua amica (spesso empatica) non le sta vicino, non capisce la gravità della situazione, e spesso proprio non ne sa nulla. Ecco, morto il genitore del narcisista, il narcisista sfodererà tutto l’arsenale possibile di diffamazione su quanto questa persona in questione sia stata assente, insensibile, non umana, arida. In uno dei punti successivi descriverò nel dettaglio quando questa dinamica avviene nei confronti della partner fonte primaria (fidanzata ufficiale, moglie) del narcisista, quando (spesso) decide di scartarla in concomitanza con il lutto di sua madre.
  • Vive uno dei momenti di più potente arraffamento di approvvigionamento narcisistico che si possa immaginare. Quando al narcisista muore la madre, non lo potrai vedere più tronfio, gonfio, e pieno di questo periodo. E questo periodo di “gonfiamento” può durare anche molto. In realtà anche tutta la vita. Questo punto è un po’ collegato a quello in cui spiego che quasi tutte le persone che conoscono il narcisista (anche coloro che sanno abbastanza bene che è una persona inaffidabile e cattiva) lo supporteranno, alcuni gli staranno alle calcagna, altri doseranno presenza e assenza di modo da essere quell'”amica” esemplare (=scimmia volante) migliore al mondo e degna di essere nell’Olimpo di eletti del narcisista. Il lutto di un genitore è un evento palesemente grave agli occhi di tutti, quindi il narcisista non ha bisogno di sforzarsi troppo per mostrarsi il cucciolotto che ha bisogno costante di persone al suo fianco: le persone lo faranno spontaneamente, e le scimmie volanti più devote non vedranno l’ora di approfittare di situazioni gravi come questa per scodinzolare dietro al “sommo” narcisista. Senza fare nulla, il narcisista vede file di gente che scorrazza dietro di lui, perchè file di gente approfitteranno di questa situazione per tornare da lui (se ex partners che non hanno applicato no contact), per intensificare i contatti con lui (scimmie volanti bisognose di sue attenzioni), e via dicendo chiunque abbia anche solo buone intenzioni nel stare vicino ad una persona che ha perso la madre. Mai in nessun’altra situazione della vita, vedrai un narcisista essere più forte, tronfio, sicuro, PIENO, come in concomitanza del lutto della madre. Ogni problema si scioglie, ogni rabbia si dissolve, tutti sono alle sue calcagna, ogni errore che potenzialmente potrebbe fare sarebbe giustificato dal “poverino ha perso la madre”. Tutto giustificato, tutto spianato, tutti al suo fianco. Se pensi che nella mentalità e nella vita del narcisista non sono contemplati elementi come amore, umanità, empatia, attenzione all’Altro, ogni logicità viene soddisfatta con la liberazione di un intralcio enorme come la madre e con un seguito di adepti che supportano come fedeli servi il narcisista.
  • In situazioni come il lutto della madre, il narcisista ha la sufficiente forza di sostentamento (quindi di approvvigionamento narcisistico) per scartare la sua fonte primaria. Le persone che lo compatiscono, che credono lui soffra, che vogliono scalare la gerarchia di amicizie o di nuova partner sono tantissime, quindi il narcisista – COME POCHISSIME ALTRE OCCASIONI DELLA VITA – si sente abbastanza riempito da poter scartare con crudeltà e talvolta quasi per sempre la sua solida fonte primaria (fidanzata o moglie). Non dimentichiamo poi che il narcisista identifica molto la figura della madre con la fidanzata o moglie, quindi la morte della madre spesso sa coincidere perfettamente con una “morte” apparente anche appunto della fidanzata o moglie. Quando un narcisista scarta la fonte primaria dopo il lutto di sua madre, avviene automatico anche lo SGAMBETTO relativo, e la situazione che si prospetta è sovente questa che descrivo qui tra parentesi quadre per fare ordine e separarla da tutto il punto: [il narcisista scarta la vittima durante il lutto della madre, quindi sparisce, attua il silenzio punitivo, omette dettagli della morte della madre, può (quando può) omettere la vera e propria morte della madre e riferirla alla vittima solo dopo il funerale per evitare la sua presenza ingombrante (che susciterà in lui invidia, se la partner fonte primaria è molto benvoluta dai parenti del narcisista, quindi la sua presenza al funerale potrebbe oscurarlo e non renderlo il vero protagonista del funerale, oltre che intralciare i suoi piani di scarto di questa vittima che ora deve essere invisibile, cancellata, quando poi, indubbiamente, già ha altre vittime nel mirino, una delle quali potrebbe già invitare al funerale senza presentazioni ufficiali ai più, ma come tecnica di love bombing per impietosirla), sarà arraffato di approvvigionamento da altre fonti (parenti, scimmie volanti etc), dunque non avrà bisogno della fonte primaria. La fonte primaria sarà distrutta, disperata, si sentirà finanche in colpa per non esser potuta stare vicino al suo ex che è sì un mostro abominevole, ma lei lo considera ancora un essere umano che ha pur subìto un lutto importante, quindi si sentirà sia bloccata dal narcisista, sia afflitta dal dolore per se stessa, paranoica per tutte le diffamazioni che lui già avrà iniziato con la migliore amica del momento e con le altre amichette che lo spalleggiano in ogni occasione. La partner vittima si rivolgerà ad uno psicologo, sicuramente già è venuta a conoscenza di tutto il macrocontenitore del disturbo narcisistico (come blog tipo questi, o video su Youtube), decide di applicare il no contact per salvarsi, e blocca il narcisista ovunque, per “prendere la palla al balzo” e salvare se stessa da una persona che ha capito essere deleteria]. Ecco, dopo il no contact attuato, il narcisista (che, nonostante tronfio di approvvigionamento narcisistico per il lutto della madre, sarà accecato dalla rabbia per il no contact della fonte primaria), la diffamerà con grande facilità e con immenso vittimismo (gli piace vincere facile, in un’occasione di lutto di un suo genitore), oltre che con tutte le motivazioni false e fasulle che sfodererà, con frasi diffamatorie tipo “che donna insensibile, mia madre le voleva bene e lei non si è neanche presentata al funerale”, oppure “che donna immatura, che bambina, questa è solo la conferma di quanto lei non sappia andare oltre alle situazioni sentimentali di coppia tra noi e non capisca che mi è pur sempre morta la madre, ed ora si mette pure a bloccarmi ovunque come una quindicenne incazzata. La conferma che è una bambina, meglio averla persa”, oppure “è maligna, non le basta che io stia soffrendo per la morte di mia madre, pensa anche di arrecarmi ancora più dolore per avermi bloccato, è proprio priva di empatia” (= proiezione), oppure semplicemente “che persona orrida umanamente”. Ecco, queste e molte altre saranno le frasi di diffamazione che il narcisista spenderà con le sue scimmie volanti (amica, migliore amica, ex fidanzata diventata scimmia volante, parenti complici, eccetera). E, neanche a dirlo, le scimmie volanti che ascolteranno questi racconti così dispiaciuti, contriti, tristi, amareggiati, delusi, del così dolce, tenero, e ora orfano amico narcisista non faranno altro che compatirlo, appoggiarlo strenuamente contro quella brutta strega cattiva della fresca ex partner scartata, così arida, così infantile ed egocentrica, che lo ha bloccato ovunque proprio in un momento così delicato. Inoltre, c’è un’altra motivazione da aggiungere, in una situazione tipo questo di scarto della partner fonte primaria e lutto della madre del narcisista: il narcisista SA che la sua partner appena scartata SOFFRIRA’ nel vedere come sia, di botto, TOTALMENTE DEPENNATA da una situazione di pur sempre oggettiva importanza nella vita del narcisista. Il narcisista SCARTA nel vero senso della parola la vittima, non solo come partner ma proprio come persona che gli ha voluto bene e che – in quanto, probabilmente empatica – avrebbe indubbiamente supportato il narcisista come essere umano in un periodo presumibilmente difficile di vita. Della serie: “non ti voglio al funerale”, “non meriti di essermi vicina in questo periodo importantissimo della mia vita, in cui mi è morta la madre”, “non meriti di far parte degli eletti che mi sono scelto (in quanto manipolati e non rompicoglioni come tu che ormai mi conosci dietro alla mia maschera) per essere consolato, compatito, e per recitare la parte di uomo sofferente, che ha bisogno di attenzioni, di coccole, di cure. Tu non meriti più di fare questo per me, non meriti più niente, ed io ti dedico solo INDIFFERENZA, non ti faccio sapere niente, non ti voglio nella mia vita, non ti voglio tra parenti che soffrono e pregano, non ti voglio mentre tutti mi sono ai piedi e potrebbero vederti e sperare che io mi rimetta con te che sei così perfetta. Voglio stare in pace tra la gente che ancora mi idolatra e voglio farti soffrire nel farti vedere come tu non conti più niente nella mia vita e non meriti di esserci in un periodo storico della mia vita come questo”. Ecco perchè si chiama “scarto”, perchè in tutte le situazioni in cui si verifica, ed in una situazione come questa, il narcisista appallottola la vittima come carta stagnola, e la scaraventa nel cassonetto del “tu non esisti”. E la sensazione, chi non l’ha provata sulla pelle, non può coglierla a fondo. Reificazione, pura. Ecco, se tu sei stata una partner scartata in questa occasione, pensa questo: il narcisista non vedeva l’ora di sbarazzarsi di te (momentaneamente), approfittando di questa situazione in cui TUTTI STAREBBERO DALLA SUA PARTE, in quanto povero fresco orfano, mostrando a tutti come sia stata tu a lasciarlo, bloccandolo ovunque, proprio in questo momento delicato (o meglio, che è delicato per tutti gli esseri umani che perdono un genitore, ma NON PER LUI, che non ha nulla di umano affettivamente e psichicamente) e mostrando come tu sia una persona schifosa che merita solo di essere invisa a tutti e persa nella vita di chiunque. Quindi NON SENTIRTI IN COLPA, fa parte del disegno da lui attuato (ormai sai bene che i narcisisti sono non solo manipolatori, ma anche, e soprattutto, e sempre ogni secondo del giorno e della notte, CALCOLATORI). Se ti è capitato di trovarti in questa situazione, o ti ci trovi adesso, ed hai davvero bloccato (giustamente) il tuo ex narcisista, NON SEI STATA UNA PERSONA INSENSIBILE, ma finalmente hai deciso di ESSERE SENSIBILE, ACCORTA, E PREMUROSA VERSO SE STESSA E PER LA TUA SALVEZZA.
  • Il narcisista rimane sufficiente lucido per sapere fare mente locale abilmente per quanto riguarda l’eredità che la madre lascia. Anche il narcisista che più di ogni altro del mondo professa e MOSTRA al mondo di non interessarsi ai soli, E’ TIRCHIO, TACCAGNO E LEGATO PROFONDAMENTE AI SOLDI. Spesso il narcisista che DICE a parole di denigrare i soldi e che non gli servano tanto soldi per campare lo dice per ottemperare alle sue situazioni economiche sfavorevoli, come modo per non accettare che lui sia fondamentalmente un poveraccio, quindi attenzione anche a ciò che sui soldi un narcisista professa. Qualunque cosa un narcisista professi e mostri, fosse anche una vita da barbone che dorme sulle panchine per strada, ricorda che i punti di arrivo che un narcisista mira spasmodicamente, ogni giorno della sua vita, sono POTERE SUGLI ALTRI, CONTROLLO SUGLI ALTRI, FAMA, SESSO E SOLDI. Non manca mai nessuno di questi. E non c’è nient’altro oltre questi, se non tutti gli elementi intermezzi per arrivare a questi ultimi e basici scopi alla base, appunto, della mente patologica del narcisista. Una persona che muore è per il narcisista un essere che lascia sulla terra DELLE COSE, e dalle cose si ricavano soldi. Questo è il basilare ragionamento che un narcisista fa. Se anche in questo caso, la madre morta lascia ben poco di materiale, ella è solo che uno dei tanti oggetti inutili che come prima ci stavano, ora non ci stanno più.
  • Il narcisista si sentirà estremamente onnipotente anche perchè si renderà conto di come non proverà sgomento, shock, trauma, per un evento che tutti reputano così traumatico e quindi si sentirà invincibile nel poter affrontare ogni tipo di ipotetico “dolore” (che il narcisista non prova, se non quando viene smascherato o se perde ogni tipo di approvvigionamento narcisistico). Non avrebbe potuto immaginare cosa si sarebbe provato con la scomparsa di un genitore. Tutti lo immaginiamo come qualcosa di strano, di estremamente doloroso e pur sempre shockante, che ti cambia la vita, che ti provoca una qualche forma di trauma interno che ti porta a vedere la vita in modo diverso, per esempio. Ecco, quando il narcisista “supera” con un saltello, molto agevolmente, come niente fosse, un evento oggettivamente così da tutti (anche prima da lui) considerato in qualche maniera “grande”, si sentirà invincibile, e si stupirà di come a lui davvero non scalfisca nulla di nulla, a livello emotivo. Della serie “anche questo dente è stato tolto. Sono in piedi, non sono turbato, quindi sono davvero un Super Uomo che può affrontare ogni cosa. Ora non mi ferma più nessuno”.

A fronte di queste analisi, il consiglio alla base che qualunque vittima dovrebbe tenere sempre a mente è: NON SPERARE CHE CON LA MORTE DI SUA MADRE LUI CAMBI. UN NARCISISTA NON CAMBIA MAI, MAI E POI MAI. Per lui non è un lutto. Per lui è un fatto di una cosa successa. Un fatto qualunque. A te cade un orecchino e non lo trovi più per terra? A lui muore la madre. A te cade il filtro di tè mentre lo inzuppi nella tazza? A lui muore la madre. La tua vita cambia se ti cade l’orecchino che non trovi e se ti cade il filtro del té mentre lo inzuppi nella tazza? No. Cerchi solo di capire come andare avanti senza l’orecchino, magari comprandone un altro di diversa forma, e cerchi di soffiare sul tè appena filtrato facendo sgocciolare il filtro prima di buttarlo dentro all’immondizia. E poi ti bevi il tè. Ecco, dinamica identica. Al narcisista cambia la vita se muore la madre? Il narcisista cambia a seguito della morte della madre? No. Cerca solo di capire come andare avanti senza quell’oggetto sparito di scena, magari avvicinando le scimmie volanti di sempre, e ripescando alcune del passato, magari facendo hoovering (=ripescando) ad ex di vecchissima data del passato, poi a quelle più recenti, e magari facendo post acchiappa likes su quanto voleva bene alla madre e quanto stia soffrendo per questo. E la vita va avanti, e la sua va avanti ancora meglio dopo un evento simile, finalmente liberato della primordiale figura che ha generato in lui rabbia, invidia verso il mondo, manipolazione per sopravvivere, violenza, frustrazione esistenziale, e, per ultimo ma non da ultimo, un disturbo mentale.

Articolo soggetto a copyright – E’ severamente vietata la copia e la riproduzione, anche parziale, dei contenuti di questo blog. Nel caso in cui parti di articoli – anche limitate – vengano estratte ed utilizzate (periodicamente e/o occasionalmente) in altri testi, e/o altre piattaforme, e/o sessioni formative, e/o discorsi resi pubblici con qualsivoglia mezzo (ad esempio video e/o audio), E’ OBBLIGATORIO CITARE LA FONTE https://levocidieco.com/ a tutela del diritto d’autore in base alla normativa vigente.