Immagina un involucro vuoto, ma fuori talmente bello da farsi bastare questo, perché è con questo che attira il suo nutrimento dall’esterno. Un involucro vuoto, senza la sostanza interna, non riesce a durare molto, e non è neanche capace a produrla questa sostanza. Non l’ha mai avuta. Quindi deve cercarla fuori. E’ così che agisce il narcisista patologico, (e ovviamente anche lo psicopatico. Farò una dettagliata distinzione su questo, in un altro articolo).

Il narcisista vive risucchiando la vita interiore che risiede nella profondità organizzata degli altri. Le persone non sono altro che, agli occhi del narcisista, esseri “normali”, e, in quanto tali, inferiori, ma infondo tremendamente invidiabili. Perché invidiabili? Perché hanno la sostanza dentro l’involucro: hanno l’anima. Hanno la capacità di EMOZIONI SPONTANEE, hanno la capacità di reazioni sincere, hanno l’autenticità in ogni azione, siano esse azioni piene di gioia, siano esse azioni piene di rabbia e dolore. Ma sono pur sempre reazioni. Reazioni umane.

I narcisisti non hanno reazioni umane. Hanno solamente reazioni regolate in base alla quantità di approvvigionamento narcisistico che in un momento hanno in abbondanza o di cui in un momento sentono la mancanza. I narcisisti sono “felici” solamente nel love bombing (= quando la vittima primaria, inizialmente piena di energia, empatia e vitalità, riempie l’involucro della sua succulenta devozione e succulenta energia vitale). I narcisisti sono “felici” solamente nelle occasioni di accumulante ammirazione ed invidia (=creazione di immagini grandiosi su se stessi in occasioni conviviali, in pagine di social networks ricche di riscontri positivi da parte di coloro che prendono loro ad esempio, e che appunto ammirano), nelle quali hanno la serenità interiore di essere convinti di esercitare dell’invidia nelle persone che li guardano, le quali persone “vorrebbero essere come loro”, loro che sono i migliori, loro che sono banalmente i più belli, i più magri, i più ricchi, ma anche meno banalmente (i più pericolosi e insidiosi) i più anticonvenzionali per il “fregarsene delle mode” ed essere vagabondi, i più etici e amorevoli nel fare tanto volontariato, i più caritatevoli nel non essere attaccati alla bellezza, magrezza, ricchezza (vedi sopra, il narcisismo più banale, legato a questi soliti stereotipi).

Qualsiasi siano le forme dell’esternazione di sé, la sostanza è solo una: le motivazioni del combattere contro la fame nel mondo o le motivazioni del promuovere le taglie forti perché le magre sono un modello sbagliato, sono tutti PRETESTI, nell’ottica narcisistica, perché, come insegnava Oscar Wilde: “Nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli”. Il narcisista senza risucchiare dalle opinioni degli altri e dalle attenzioni ammirevoli degli altri, qualunque esse siano, è un INVOLUCRO VUOTO. Vive di questo. Vive del sangue gustoso dell’empatia delle persone comuni, che forse sono proprio quelle speciali, perché hanno proprie peculiarità, sfaccettature, complessità, a differenza del narcisista che in realtà è un robot: agisce secondo identici schemi che gli GARANTISCANO LA COSTANTE FONTE DI NUTRIMENTO NARCISISTICO, come per noi “normali” fosse l’acqua o una proteina, e secondo schemi che ALLONTANINO LORO OGNI QUALFORMA POSSIBILE DI MESSA IN DISCUSSIONE DI LORO STESSI E INTROSPEZIONE, perché non sono in grado di attuarne la realizzazione, quindi, in definitiva, agisce secondo schemi che gli GARANTISCANO IL CONTROLLO sul mantenere le forme di sussistenza nel corso del tempo, in base alle necessità.

Nella fattispecie, se ci soffermiamo sulla relazione sentimentale, il narcisista è capace di risucchiare qualsiasi componente vitale della propria vittima. E’ capace di risucchiare parole, e vere e proprie frasi, dolci e sagge, che la (il) partner pronuncia, prendendosi l’onere dell’invenzione. E’ capace di allentare le funzioni vitali della vittima che, se era carica di energia propria nella fase iniziale, poi ne sarà talmente sottratta al punto di percepire essa stessa il vuoto che invece è proprio del narcisista. E’ capace di nutrirsi dell’emozione positiva della vittima, e dell’emozione negativa della vittima: non fa la differenza. Qualsiasi reazione di attenzione verso il narcisista, lo alimenta, e più è forte e più lo alimenta. E allora l’invidia degli altri lo gonfia, e la gelosia causata dalla triangolazione lo gonfia, e le reazioni di rabbia della vittima che si ribella lo gonfiano, e le reazioni di imploro della vittima a seguito del trattamento del silenzio lo gonfiano. Va da sé capire che tutte le tecniche manipolatorie attuate dal narcisista sono una parte del progetto alla base della sua sopravvivenza: non morire dentro al vuoto della sua vita senza consistenza.

Il narcisista vive così, risucchiando le reazioni altrui. OGNI MANIPOLAZIONE E’ VOLTA ALL’ESTRAZIONE DEL NETTARE NARCISISTICO DALLA REAZIONE CHE NE CAUSA!!!! E la vittima (che sia una partner sentimentale o che sia un seguace frustrato di qualsiasi genere, dal follower di Instagram ad un parente vicino, o ad un amico) muore così, dentro a rabbia repressa e dentro a frustrazione, totalmente infondate ed illusorie, create ad hoc dal manipolatore. Le persone empatiche sono, per il narcisista, dei dispositivi. Sono delle pile, e lui il telecomando. Senza pile il telecomando non funziona, ma la pila, anche da sola è carica lo stesso. Eppure il problema è che lei non ne è mai del tutto consapevole, allora si fa usare così. Si fa usare fino a che non è totalmente scarica, senza energia, e non serve più al telecomando, e non serve più neanche a se stessa, tanto poi qualsiasi altra pila, PURCHE’ SIA BELLA CARICA, andrà bene per far funzionare ancora e ancora e ancora il telecomando. E il telecomando vivrà la sua vita sempre così, a guidare ogni mossa nel televisore, a scegliere ogni canale, ogni decisione, mentre forse tutti dimenticano che dietro di lui c’è un qualcosa di così potente che gli sta permettendo di funzionare magnificamente. Perché la pila non si vede, ma è lei che lavora. E’ lei che si stanca, è lei che viene scartata quando non serve più, ed è lei che, forse, spesso, viene riciclata (e la raccolta differenziata i narcisisti la sanno fare molto bene).

Smetti di alimentare chi ti usa per coprire il suo involucro vuoto! E’ un disturbo della personalità, non è amore. Se senti sempre il petto pesante, non è il tuo posto. Se hai sempre gli occhi tristi e bassi, non devi resistere. Non è una gara a quanto riesci a distruggerti di più. Non sei il carburante di nessuno, e nessuno può avere la libertà di azione di usare te come un oggetto. Non sei una pattumiera delle insoddisfazioni altrui, non sei un mezzo per riempire un ego falso. Sei una donna (o uomo, chiaramente. Parlo di narcisista uomo e partner donna per comodità) piena nell’interno. Sei una donna che è bella fuori perché le si riflette la bellezza e ricchezza del di dentro. Tieni per te la tua specialità. Coltivala in base alle tue singole passioni, coltivala con le persone ricche come te, e arricchiscila con loro, con lo scambio di calore umano, con lo scambio di stima e di rispetto. Non si possono buttare fiori dentro a un frullatore. E’ vuoto, e le lame distruggono i petali. Annàffiati lontano!