Oggi abbiamo il piacere di ascoltare la storia di Sara. O meglio, una piccola parte della sua storia. Mi ha particolarmente interessato intavolare questa intervista, in quanto spesso ripeto nei miei articoli che, dietro a qualsiasi professionista c’è SEMPRE un essere umano, che può essere affetto da disturbo narcisistico o qualsiasi altro disturbo, che può avere tratti caratteriali di un certo tipo piuttosto che un altro. NON BASTA ESSERE UN PROFESSIONISTA, per essere UNA PERSONA ONESTA, e spesso dietro i professionisti ci sono delle persone che nella vita reale e relazionale affossano, svalutano, diffamano persone che a loro stanno scomode. Sara è una donna di trent’anni, del nord Italia, che per anni ha permesso a personalità narcisistiche di compromettere la serenità della sua vita. Tra queste c’è Tiziana, un’amica di vecchia data, di professione psicologa psicoterapeuta. Spesso si cade nell’errore di considerare persone con professioni di psicologhe, psichiatri, avvocati, come persone “super partes”, immuni dai disturbi mentali, quando invece spesso sono proprio queste le persone che più ne sono affette, in quanto, per giunta, molto a conoscenza dell’argomento. Sara vuole parlarci di questa relazione narcisistica “amicale”, di come la professione di psicologa abbia contribuito a schiacciarla e a tapparle la bocca tante e tante volte, e di come queste rivelazioni sui disturbi narcisistici delle persone a lei vicine siano coincise con il periodo complicatissimo per lei di scarto narcisistico da parte del suo partner narcisista maligno, dopo una storia di tre anni con lui. Ascoltiamo le sue parole.

Cara Sara, parlaci di questa amicizia con Tiziana. Quando nasce, quanto dura.

Ciao Francesca, grazie di cuore per questa opportunità. Ho deciso di scriverti per proporti questa intervista perché è una questione che mi ha arrecato tanto dolore. Un dolore diffuso, nel corso degli anni, che poi ho riconosciuto in maniera chiara qualche anno fa definitivamente. Purtroppo quando si ha davanti una psicologa si da per scontato che sia una persona che conosce “bene il cervello” e le persone, per fare del bene agli altri, ma in realtà non è sempre così, anzi. Spesso chi è psicologo si sente investito da superpoteri accademici per poter sparare sentenze, diffamare, fare la maestrina e svalutare. Tutto ciò è successo a me con Tiziana. Tiziana la conoscevo da anni, sin dalle scuole elementari. Se mi chiedi perchè eravamo diventate amiche non saprei risponderti. Era successo e basta. E non mi ero più chiesta perchè fosse nella mia vita, perchè la avevo “scelta” (in realtà non la avevo scelta, stava lì da anni, in mezzo alla mia vita, senza una convinzione affettiva particolare da parte mia, e forse neanche da parte sua, anzi sicuramente). Sta di fatto che era comunque sempre presente. Alle feste, ai compleanni, in episodi importanti della mia vita. Una presenza costante, che però non c’era mai a livello davvero affettivo quando ne avevo bisogno. C’era ma non c’era. Non so come spiegare. Avevo un dubbio? Non chiamavo mai lei. Avevo un problema intimo? Non mi balenava neanche per un secondo nella testa di chiamare lei. Stavo passando un periodo difficile? Non mi vedevo con lei, non pensavo a lei, NON MI FIDAVO DI LEI. Ma la questione della non-fiducia l’ho decodificata bene dopo, quando ho lavorato su di me e sulle mie relazioni, perchè prima ero una ingenuona, buonacciona, dolcemente superficiale, che si dava sempre autocolpe su autocolpe. Per me il problema ero sempre io, a prescindere, e mai gli altri. Anzi, gli altri erano sempre migliori di me e, secondo me, avevano ragione quando mi trattavano da persona inferiore. Non capivo che il trattarmi così, altro che non era che paura di me, della mia immensa bontà, integrità morale, e fortuna ad essere la persona che sono.

Quando ti sei accorta che Tiziana aveva tutti i connotati belli e buoni di una persona narcisista? C’è stato un periodo? Una sorta di “rivelazione”? Mi accennavi, quando ci siamo conosciute, che hai vissuto una relazione molto pericolosa con un narcisista maligno diagnosticato.

Sì, Francesca, è proprio così. La rivelazione è avvenuta nel periodo successivo allo scarto che aveva attuato su di me il mio partner narcisista. Ho vissuto un abuso narcisistico senza precedenti, di tre anni. Lui era un maligno, e a causa sua sono sprofondata nelle famose tenebre, quelle di violenza, di dolore. Da che ero sempre stata una ragazza solare, dolce, piena di amici (sani e non solo narcisisti!) ero diventata l’ombra di me stessa, anzi l’ombra di lui. Spenta, perduta, svuotata. Terrorizzata dalla sua possessione, dalla sua gelosia, ma fatalmente anche dal mio perderlo e dai suoi tradimenti. Ecco, nella fase successiva allo scarto, ho scoperto il narcisismo patologico. Non sapevo cosa fosse prima di allora. Mi sono cominciata ad abbuffare di materiale sul narcisismo, sulla violenza psicologica, sui manipolatori, sulle relazioni tossiche di ogni tipo, come facciamo tutte noi vittime ecco, e da lì, mese dopo mese, il mio modo di guardare la realtà è cambiato. Ho cominciato a vedere realtà che prima di allora subivo solamente. Avevo cominciato a capire che i miei malesseri “relazionali” di una vita non erano dovuti ad un mio “non essere all’altezza degli altri” e delle amiche (narcisiste) che stavano appese nella mia vita, ma ero io che sceglievo male le persone con cui stare, abituata com’ero a contornarmi inspiegabilmente di personalità tossiche. Ero lo specchietto di ogni narcisista, una sorta di parafulmine. Se dovessi spiegartelo con esempi concreti faticherei, perchè è stato tutto a livello molto profondo, energetico, invisibile.

Provaci. Qualche esempio anche sbiadito può esserci d’aiuto per capire.

Quando uscivo con Tiziana, e con altre amiche (anch’esse narcisiste, perchè come lei c’erano anche altre due, estremamente covert tutte e tre, pensa te), io mi sentivo schiacciata. Dovevo prepararmi psicologicamente. Non ero spontanea. Era come se mi dovessi preparare psicologicamente per stare con loro, ed ho letto in alcuni commenti di questo blog che è sensazione comune questa, quando si è in contatto con amiche narcisiste. Facevo la spontanea, la disinvolta, ma faticavo tantissimo, e non ero me stessa. A posteri capisco che con loro non ero mai me stessa. E non ero me stessa perchè in qualche modo dovevo “difendermi”, difendermi dal mio essere minacciata dai loro caratteri dominanti che dominavano la mia anima buona e pura, che dominavano le mie buone intenzioni, il mio non essere così scaltra come loro. Erano personalità invadenti e molto giudicanti. Avevo paura a parlare delle mie questioni intime con loro, perchè percepivo come se mettessi a nudo tutta la “carne fresca” della mia anima, dei miei aspetti più intimi, e non mi fidavo della fine che loro ne avrebbero fatto fare. Forse avrebbero potuto copiare mie idee, forse avrebbero potuto svalutarmi e mortificarmi, forse avrebbero potuto spettegolare sulle mie questioni personali. E spesso lo hanno fatto. Quando mi aprivo, non mi sentivo serena,e quindi mettevo delle maschere per poter sopravvivere decentemente a quelle cene, a quei pranzi. Ma era tutto molto automatico, non ci pensavo, ed ho analizzato tutto ciò solo a posteri con gli strumenti che ho ora. Tempo fa pensavo che tutto questo fosse normale. Pensavo che fosse normale sentirsi così. Pensavo che fosse anche responsabilità mia, a non essere “al top” come loro sempre si mostravano. E quindi in realtà era sempre responsabilità mia, a non essere all’altezza loro. E che loro, anzi, mi filavano, quindi avrei dovuto anche esserne lusingata. Pensa te. Pensa te quanto poco consapevole ero, di me stessa e delle relazioni che avevo intorno. E delle persone che avevo intorno, che non erano migliori di me, ma solo più tossiche e brave a creare maschere ingannevoli.

E il fatto che fosse psicologa ha inciso, immagino. Purtroppo non positivamente.

Ha inciso? Ha inciso TANTISSIMO. E’ la sua arma. E’ il suo modo di imbavagliare le persone se osano dirle qualcosa nei suoi riguardi. Pochissime sono le persone che direbbero qualcosa di particolarmente grave su di lei, perchè è estremamente covert, è la classica donna “peperina” che sta in mezzo ai fatti di tutti, che vuole dispendere consigli di qua e di là con quella patina di sapienza per i suoi studi. Io – e solo io, se non poche altre persone che hanno capito bene la sua natura – l’ho scoperta perchè sono incappata in un abuso gravissimo che mi ha aperto gli occhi, sennò avrei subito ancora e ancora. Non esagero nel dire che il fatto di essere “silenziati” nel dirle qualcosa perchè lei è PSICOLOGA, l’ho percepito, a posteri, come una vera e propria violenza psicologica. Come una sorta di perfetto ricatto morale, anzi di più, come una sorta di silenzio punitivo in grande stile, del tipo: “se tu parli di narcisismo patologico, o osi alludere che io sia narcisista, io ti zittisco con il mio pezzo di carta di laurea, quindi tra un me contro te, vince la visione che io ho e voglio dare della realtà, cioè che io non sono narcisista, perchè il mio pezzo di carta mi dà il titolo per dirlo”. E’ un’arma, come un bazooka, un fucile. Purtroppo Francesca la verità è quella che tu scrivevi nell’articolo sui negazionisti: dietro ad una professione c’è sempre una persona, e se questa è narcisista c’è poco da fare, agirà come una narcisista con gli strumenti che ha. La laurea era per Tiziana uno strumento bello e buono con cui si permetteva di creare realtà, fare diagnosi totalmente infondate, manipolare gli altri (parlo al passato perchè non ho contatti con lei ormai da tempo, per fortuna!). Si ergeva a “So tutto io” perchè psicologa. Ti dico solo che io quando ho scoperto queste personalità narcisistiche che mi ronzavano intorno, avevo interrotto con tutte. Sono sparita con tutte. Era il periodo del post scarto e devo ringraziare la mia tempra e la mia psichiatra (adorabile) per avermi salvata da un ipotetico suicidio che prima o poi forse avrei tentato, quindi figuriamoci se potevo stare a perdere tempo ed altre energie per discutere con le “amiche” narcisiste che non mi capivano e mi giudicavano. E’ stato molto naturale: ho troncato con tutte, e stavo meglio. Ecco, lei come ha potuto reagire a questo? Come ha potuto colpirmi? Ha cominciato ad attuare una campagna diffamatoria spietata contro di me, dicendo a tutti che io ero una narcisista patologica che le aveva attuato ghosting. Ed anche su questo, Francesca, il tuo articolo sul ghosting mi ha aperto un mondo, anzi semplicemente parlava di me, come tanti altri che scrivi. Un conto è il ghosting, attuato con malignità, con intenzionalità maligna, un conto è salvarsi dalle finte amicizie narcisiste che ti affossano nella vita e che ti peggiorano la sopravvivenza durante un post scarto narcisistico del proprio partner, come quello che io stavo vivendo. Io avevo rotto i contatti per me, per stare meglio io, per vivere nella verità di rapporti sinceri e non nella menzogna di rapporti finti e vampirici. Quando ero in loro presenza, quando dovevo (pensa te, uso il verbo “dovere”!) parlare di me a loro, mi sentivo derubata, prosciugata, violata.

Come si è comportata Tiziana con te mentre vivevi lo scarto ed il post scarto da parte del tuo ex narcisista maligno? Se ti va di parlarne, visto che comprendo che siano ricordi molto taglienti.

Certo che mi va. Starei ore a raccontarti di questo, ma la verità è che la mia memoria ha selezionato tantissimi episodi, frasi, e credimi se ti dico che tanti elementi di quel periodo non li ricordo più. Molti li avevo scritti in un diario, per tenerne traccia indelebile, ma molti altri la mia mente li ha rimossi. Comunque, come prima cosa mi viene di risponderti che, mentre ero col mio ex narcisista, elargiva opinioni non richieste. Era invadente. Anche durante quello che era stato il love bombing col mio ex, lei era molto, molto, molto giudicante, come se aspettasse il momento in cui sarebbe arrivata la svalutazione e il mio stare male. Percepivo che non riusciva ad essere felice del mio stare bene con il mio compagno, e quindi subito aveva messo le mani avanti dicendo che avrei sofferto prima o poi, che con lui non ero me stessa, che mi sforzavo di compiacerlo. Per carità, detto da un’amica vera sarebbero anche consigli preziosi, MA c’è un grandissimo MA: io col mio ex narcisista ero davvero me stessa, senza filtri, senza corazze di comportamenti giusti sulla carta, cosa che invece sempre ponevo in essere quando mi trovavo in presenza di questa donna ed anche di altre due “amiche” in comune con cui a volte ci vedevamo. Se ero felice, venivo giudicata perchè ero felice e c’era qualche magagna sotto; se ero sofferente, venivo giudicata perchè ero dipendente affettiva (giudizio improprio), senza midollo, zerbina, e me l’ero cercata. In qualsiasi modo venivo vista da lei e quegli altri narcisistelli della sua combriccola, venivo vista e giudicata negativamente, con disprezzo, con finto buonismo, ed ogni parola, sguardo, che veniva da questa donna io lo ricevevo come una vagonata di ansia mia di dover far capire che soffrivo davvero tanto ed avevo bisogno solo di supporto. E chi ha vissuto lo scarto di un abuso del genere sa benissimo cosa voglia dire soffrire in un modo imparagonabile a qualsiasi dolore e voler solo essere CREDUTO, abbracciato, accarezzato. NON giudicato, NON preso di mira da consigli accademici perbenisti e vuoti, NON diffamato con chiacchiericci alle spalle. Ecco, un’altra cosa che ha fatto Tiziana è stata sparlottare con chiunque del mio periodo difficile, facendo sottintendere che io fossi “difettosa”, ed ad un certo punto anche “diventata stronza come lui”, cit. riportatami da una nostra amica in comune, quando in realtà io non solo non sono mai diventata stronza come lui, ma non sono neanche mai arrivata ad essere complice sua (di lui) per continuare a tenermelo stretto, perchè appena ho capito che era un narcisista e quando il suo psichiatra gli ha dato la diagnosi, io ME NE SONO PRONTAMENTE LIBERATA, e con immenso, prolungatissimo, dolore. Ricordo che in quel periodo la avevo chiamata nel primo periodo di mia difficoltà, quando avevo scoperto un tradimento, e non solo non mi aveva sostenuto, ma aveva spiattellato le mie confidenze ad altrettante conoscenze comuni ad un pranzo, a tavola (mi è stato riferito con dovizie di particolari), e quel pranzo era diventato un talk show di bassa lega, in cui si dispensavano le più disparate teorie sulla mia psiche, sul rapporto con il mio ex narcisista, e su tante altre dinamiche e situazioni in cui lei, e quegli altri membri del comizio, ne sapevano MENO DI ZERO. Le parole che mi hanno raccontato, che lei aveva dispensato sulla mia “causa” sono riprovevoli, nauseabonde. Pronunciate con un astio, una voglia atavica di colpirmi, di diffamarmi, che quando mi sono state riferite ho raggelato, ma non ero neanche troppo stupita. Una mia amica aveva anche registrato una conversazione in cui lei spettegolava e commentava gli ultimi avvenimenti miei e del mio ex narcisista (quel pochissimo che lei sapeva di tutta la vicenda) e sono scoppiata in un pianto devastante che riassumerei in due semplicissime parole: VITTIMIZZAZIONE SECONDARIA. In quei giorni mi svegliavo sperando di riuscire a sopravvivere alla giornata, per il dolore dello scarto del mio ex, e ho dovuto incassare anche una marea di coltellate da persone che mi davano colpe, non mi capivano, mi chiamavano debole, stronza, incattivita, egoista, insensibile. Quando in realtà stavo solo cercando di sopravvivere e volevo solo tanto affetto. ma questa gente non lo sa cos’è l’affetto. Ma tanto inutile neanche dirgliele certe cose, non se ne accorgono di essere così. Lo sono e basta, e si professano super empatici, salvatori della patria, amiconi di tutti, ed anime buone. Come no, proprio anime buone. In quel periodo, ed anche negli anni successivi, ed anche oggi, il mio pensiero è stato tante volte: “ma questa ci fa pure la psicologa? Ma non lo capisce come mi sento? Non lo capisce come comportarsi in casi come questi?”. L’ho pensato tante volte, ma ovviamente non glie l’ho mai detto. Non avevo le forze allora, e non ho l’interesse oggi, di confrontarmici. L’amica che più di ogni altra mi ha CAPITA e mi è stata vicina senza giudizio fa l’ impiegata delle poste, e mai un’empatia così profonda come la sua ho ricevuto da altre persone. Quindi… è tutto dire. Però ecco, surreale come questa gente schifosa abbia le vite della gente nelle proprie mani.

Eh si… è tutto dire! Per questo io nei miei articoli ci tengo tanto a specificare che la scelta di uno psicoterapeuta è importantissima a monte, va scelta con empatia, e non solo basandosi sui titoli, e che bisogna sentirla da dentro, provando a capire se ci si può fidare. Oltre che, ovviamente, è essenziale SENTIRE dentro se le persone di cui si è contornati siano persone che vogliono il nostro bene, indipendentemente se sono medici, netturbini, psicologi o macellai. Secondo te, perchè Tiziana era così con te e così in generale?

Allora, non sono una psicologa però questa è un’idea che mi sono fatta io. Penso che Tiziana sia così egocentrica e maestrina perchè ha tratti narcisistici marcatissimi di suo, quindi definire il perchè lei sia così a prescindere non mi è semplice farlo. Però forse è più facile spiegarti perchè fosse maestrina e SVALUTANTE nei miei confronti, e cioè perchè: ha sempre avuto una latente invidia nei miei confronti. Purtroppo Francesca io sono una donna molto invidiata, e lo dico con rammarico, non con vanto, perchè l’invidia è una rottura di scatole. Al di là dell’essere piacente (anche lei è molto piaciuta dagli uomini, perchè fa tutta quella che “ce l’ha solo lei”, ma senza darlo a vedere palesemente), penso che il più grande motivo di invidia nei miei confronti fosse la mia famiglia. Lei ha avuto problemi nell’infanzia, una figura genitoriale assente, traumi infantili importanti, quindi ha sempre visto me come una persona molto fortunata, che ha avuto tutto ciò che si possa desiderare nell’infanzia e nell’adolescenza a livello di nucleo familiare. Il che è vero. Io ho sempre avuto due genitori onnipresenti, un fratello più grande che è il mio secondo padre e una sorella gemella che è tutto per me. Qualsiasi problema avessi nella mia vita, qualsiasi stupidaggine anche pratica, io alzavo il telefono e chiamavo o mio padre o mio fratello. Soprattutto mio padre. Lei questo non poteva farlo, e penso che fosse ancora arrabbiata con la sua vita per poter essere sinceramente felice per me. Era meglio tenermi ad un passo più in basso. Poi, ti ripeto, riguardo al suo modo di essere in per sè non sto ad indagare. Il suo essere così giudicante, maestrina (lo so lo ripeto sempre ma ti giuro Francesca che calza benissimo l’idea di come lei è!), egocentrica, che sa tutto lei, descrive il suo narcisismo sprezzante e non mi interessa saperne di più. Mi basta come mi trattava e come mi faceva sentire. Cioè una che ne sapeva sempre meno di lei, che era meno consapevole di lei, che doveva essere meno attraente, meno VISIBILE di come era lei, agli occhi degli uomini e agli occhi di tutti. Però ecco, più leggevo articoli sull’identikit della donna narcisista e della amica narcisista, più lei, per filo e per segno, in ogni più minimo aspetto, era descritta perfettamente in tutto, come donna narcisista camuffatissima dietro la faccia di “simpatica ragazza altruista e psicologa”. Io la avevo smascherata. Come ho smascherato tante, tante altre persone covert. Del resto, un abuso narcisistico porta anche a questo: a svegliarsi!

E’ interessante quello che racconti, Sara. Di punti interessanti ne stai toccando tanti. Mi piacerebbe affrontare meglio il periodo in cui decidi di troncare tutte, o almeno molte, relazioni tossiche di cui ti eri contornata da anni. Cioè, tu ad un certo punto decidi di interrompere ogni contatto con questa donna e con le altre amicizie tossiche. Parlacene meglio.

Non c’è stato un momento preciso, è semplicemente che ero talmente martoriata dal dolore in quel periodo che ho agito secondo quanto il mio benessere mi portava. Il mio benessere non mi portava da loro. Le repellevo. E non lo dico con cattiveria. Non ho nulla contro di lei e di loro, sono sincera. Lo dico con grandissimo amore per me stessa. Ho cominciato a fottermene di cosa gli altri dicono, di cosa fare di più giusto per non farmi parlare dietro. STI CAZZI. Te la dico proprio dal cuore: STI CAZZI. Stavo male e per sopravvivere potevo solo salvare le cose belle e le persone belle. Penso che chi subisce la gravità così sconfinata di un abuso narcisistico/maligno grave da un partner, come era stato nel mio caso, può capire a fondo il significato del “fare pulizia” senza accorgersene. Ripeto, senza accorgersene. Io pur di stare a discutere con queste, a spiegare le mie motivazioni, a dovermi aprire in cose delicate a loro, che tempo due secondi e avrebbero spettegolato delle mie questioni gravi a destra e a manca, beh, avrei troncato tutto, e così ho fatto, senza sforzo, senza pensarci, senza calcolarlo. Stavo bene a non sentirle, e la scrematura è venuta da sè. La campagna diffamatoria anche è venuta da sè, ma forse prima o poi sarebbe arrivata lo stesso. Queste persone aspettano solo il momento buono per farlo. E poi, onestamente, meglio una campagna diffamatoria, anche se spietata, piuttosto che rimanere anche per anni, o per carità tutta la vita, con tutta quella passività che mi sentivo addosso ad essere circondata da persone che non mi facevano evolvere, per le quali ero sempre sottilmente inferiore, che mi volevano inferiore così per gestirmi e per paura di una mia evoluzione personale. Mi addolora ricordare queste sensazioni, ma la verità è che una persona profondamente empatica deve tutelarsi da tutti i vampiri energetici del mondo che non vedono l’ora di intercettare persone come lei.

Ora, Sara, come stai?

Francesca, grazie per questa domanda. STO BENE. Scrivilo in stampatello! Si è aperta una nuova vita per me, da quando ho vissuto quell’abuso così palese da parte del mio ex. Ho dovuto ricostruire la mia vita proprio a livello pratico (casa, ecc), ma anche e soprattutto a livello di relazioni, ed ora sono consapevole di tutte le relazioni di fiducia che ho intorno a me. Sono veramente serena, ed auguro ai tuoi lettori di lottare per arrivarci alla serenità. Costa fatica, sicuramente si passa per periodi bui, di grande lavoro su se stessi, però ne vale la pena. Io ora me ne frego. Me ne frego delle chiacchiere, delle persone che cercano subdolamente di farmi sentire difettosa, o inferiore. Io so quanto valgo a livello umano, e ho imparato a preservare la mia bontà e me stessa. Non mi farò più fregare da nessuno, specialmente da donne piene di livore nello sparare sentenze dall’alto del loro trono di chissà cosa. Sono una persona buona, sono una professionista molto specializzata nel mio settore, ho tanti rapporti sinceri. Sono una persona felice, e non permetterò più a nessuno di farmi mettere in dubbio tutto questo.

Grazie, Sara, per la tua testimonianza. Indubbiamente è stato e potrà essere un ottimo spunto di riflessione, circa personalità professionali di dubbie azioni coerenti nelle loro relazioni interpersonali. Spero che questi tuoi racconti possano aver fatto accendere un campanello a tante persone che si sentivano confuse ed anche in colpa per percepire dissonanti sensazioni di “puzza di bruciato” dietro ad amicizie e conoscenze con persone psicologhe/psichiatre/ed affini, non umanamente sincere con loro. L’unico parametro per scegliere le persone da avere affianco è la percezione di SINCERITA’ ed EMPATIA AFFETTIVA VERA che le persone provano. Null’altro di accademico. Null’altro di professionale. Perchè non sono pezzi di carta a decretare l’anima che le persone hanno. Neppure le approfondite conoscenze accademiche sul narcisismo lo decretano. Credete sempre alle sensazioni che avete, e credete sempre ai fatti che ricevete dalle persone che dicono di volervi bene. Valutate se c’è bene sincero, o solo giudizio, chiacchiericcio, grandi parole, svalutazioni, e messe alla prova. Tutto questo è spazzatura. Da qualsiasi persona provenga.

Articolo soggetto a copyright – E’ severamente vietata la copia e la riproduzione, anche parziale, dei contenuti di questo blog. Nel caso in cui parti di articoli – anche limitate – vengano estratte ed utilizzate (periodicamente e/o occasionalmente) in altri testi, e/o altre piattaforme, e/o sessioni formative, e/o discorsi resi pubblici con qualsivoglia mezzo (ad esempio video e/o audio), E’ OBBLIGATORIO CITARE LA FONTE https://levocidieco.com/ a tutela del diritto d’autore in base alla normativa vigente.