ARTICOLO – COME TUTTI GLI ARTICOLI DI QUESTO BLOG – RIVOLTO A VITTIME DONNE E VITTIME UOMINI, MA PER COMODITA’ GRAMMATICALE ED INCIDENZA, USERO’ IL MASCHILE PER IL NARCISISTA ED IL FEMMINILE PER LA VITTIMA. 

Il love bombing sembra davvero l’amore. E sembra davvero un innamoramento. Ed un vero innamoramento lo è. Le reazioni chimiche, le percezioni di euforia, sono effettivamente le stesse, e la dipendenza nasce da subito non solo nella vittima, ma anche, ed anche di più, nel narcisista. Si innesca letteralmente una bomba. Ed in questa bomba tu ti abbandoni perchè senti esserci qualcosa di estremamente familiare nell’altra persona. C’è confidenza immediata, c’è apertura senza paure, c’è il RITROVARE LA PARTE MASCHILE di te stessa (e FEMMINILE di te stesso, se sei uomo), come se tu e il tuo narcisista foste due rami gemelli dello stesso albero. Sai a quale sensazione mi sto riferendo. Hai la percezione che non ci sia bisogno di poi così tante spiegazioni tra te e il narcisista, perchè c’è sempre qualcosa di sottinteso, che lui capisce anche se non parli, e che tu capisci di lui anche se non parla (ahimè non tutto, che se capissi da subito tutto di lui staresti a metà dell’opera per scappare!). Pensi di avere trovato l’anima gemella perchè in effetti qualcosa di gemello c’è tra di voi. E’ un sentire l’altro come parte delle proprie origini, parte della propria famiglia, parte di una stessa vita dove eravate solo lontani fisicamente. Non c’è paura di spogliarsi, materialmente ed interiormente, perchè c’è fiducia totale, c’è il tornare ad un posto sempre conosciuto, c’è il tornare ad un posto primitivo che, anche se lontano, si potrebbe sempre riconoscere quando si ripresentasse, e lui è arrivato/tornato nella tua vita, da potenti e continui dejavù di un passato dove non c’era, ma dove sempre lo respiravi.

Questa sensazione esiste, non è una tua immaginazione. E’ una sensazione che senti tu, e che sente anche il narcisista. Considera sempre che io sono convinta del coinvolgimento iniziale del narcisista: può essere più superficiale, può essere più “controllante”, più “dominante”, meno “intimistico”, perchè i narcisisti faticano ad avere un’ intimità completa con gli altri e con se stessi, MA penso che l’infatuazione, l’innamoramento, siano provati nitidamente. Il love bombing non è un raggiro, ma inizia con una scintilla reale, che però da subito prende le sembianze di abuso e manipolazione, le uniche mosse che i narcisisti riescono a portare avanti, incapaci di amare e sostenere relazioni. Le emozioni iniziali, e superficiali, le prova, esattamente come te, e, come te, sente che TU HAI QUALCOSA DI AFFINE A LUI.

Siete legati, sì, e questo legame deriva da un chiaro elemento che esiste nel vostro passato, nelle vostre abitudini mentali, e persino nella vostra genetica: siete stati abituati alla stessa dinamica familiare disfunzionale e allo stesso vuoto di amore sano. Chi in un grado maggiore, chi minore. Sicuramente il narcisista, poichè affetto da un vero disturbo di personalità, ha vissuto gli stadi più acuti della manipolazione e sviluppato gli stadi più acuti di sintomo, ma la vittima ha su di sè delle ferite, seppur davvero impercettibili, di uguale significato però di meno intensa portata. Perchè ricordiamoci bene che QUALSIASI DONNA potrebbe cadere nella trappola del narcisista, attraverso l’essere agganciata dalle buone intenzioni e dall’ingenuità della donna stessa, e il rimanere con il narcisista è una conseguenza delle sottilissime, quasi invisibili, ferite narcisistiche che tutti abbiamo, e che il narcisista lacera. Quindi sono queste inafferrabili venature disfunzionali della donna che permettono il contatto, anzi corto circuito, col narcisista. Può bastare un niente, ma questo niente, in tutti, in maniera meno accentuata o più accentuata, c’è.

Ecco perchè sì, la percezione di essere in qualche maniera gemelli è più che reale.

C’è da dire che quando parlo di disfunzione familiare non parlo necessariamente di situazioni oggettive gravi. Non parlo di situazioni “esterne” gravi, come padri alcolizzati, madri depresse. No, generalmente nulla di tutto ciò. Parlo di famiglie normalissime – e spesso, nel caso della partner del narcisista, davvero QUASI del tutto sane ed integre – che hanno però al loro interno delle dinamiche tossiche che in maniera molto nitida sono speculari nelle famiglie dei due partner.

Per esempio, solitamente l’uomo narcisista vive un conflitto fortissimo con la figura materna. E’ innalzato dalla madre, che lo vede come oggetto-divinità, ma è al contempo profondamente non amato per ciò che interiormente è, e ciò lo porta ad una carenza di sana accettazione di se stesso e ricerca di creare, mostrare, per accrescere il proprio sè grandioso, l’unico che gli è sempre stato riconosciuto. Al contrario, il padre solitamente è una figura empatica ed anche malleabile, risucchiabile dalla figura accentratrice della madre (che, è abbastanza evidente specificare, è spesso anch’ella narcisista), ed anche manipolabile in futuro dallo stesso figlio. Il narcisista entra da subito in una impercettibile danza in cui manipola ed è manipolato.

Una situazione familiare simile è molto riscontrabile nella donna codipendente. La donna codipendente sviluppa sintomi di avversione per la madre, che solitamente ha tendenze narcisistiche, e sintomi di codipendenza verso il padre empatico. La percezione di avversione verso la madre è sempre la stessa: anche la donna codipendente ha la sensazione di non bastare a se stessa per meritare di essere amata, perchè anch’ella non è amata per ciò che è, ma per ciò che dovrebbe rappresentare per soddisfare l’immagine di impeccabile madre, di sua madre. La codipendente però reagisce in maniera opposta al narcisista: dà, dà e dà per meritare di ricevere più amore, quello che da sè non merita, mentre il narcisista riceve, riceve e riceve, direttamente dall’esterno, da lei, sua fonte primaria (e chiaramente non solo), in questo scambio unilaterale.

Questo è solo un esempio, e di situazioni ed incastri simili ce ne possono essere vari, ma di fatto la genetica dei genitori del narcisista e della codipendente (ebbene sì, secondo gli ultimi studi neuroscientifici ci sono anche basi genetiche alle tendenze narcisistiche e manipolative), le abitudini mentali disfunzionali, i comportamenti disfunzionali, sono esattamente gli stessi, e i due partner si trovano a percepire di aver trovato dall’altra parte il fratello, la sorella, l’amante, l’amica/o, colui/colei che c’è sempre stata/o, colui/colei che comprende, a prescindere, e che sa RAGIONARE e SENTIRE nello STESSO MODO di se stesso. Il narcisista ha percepito che le sue dinamiche di crescita sono le stesse vissute dalla vittima, e viceversa la vittima ha percepito lo stesso da parte del narcisista, e ciò, nel corso dei loro anni di sviluppo e formazione, ha forgiato modi di reazione, modi di sentire le emozioni, modi di gestirle ed arginarle, IDENTICI a quelli del proprio partner.

Ci si stupisce dell’identicità, ci si stupisce della morbida accoglienza dell’avere un’interiorità così comune, ci si stupisce del così forte “ovvio” che dal primo istante di frequentazione esiste tra voi. Una conoscenza nata da sempre, e che, ora che è vissuta, è tornata nel senza tempo in cui sempre, ahimè, sarà (a meno che non ti troverai a leggere pagine di contenuti tipo queste!). C’è stato un “prima” del partner narcisista, ed eri viva lo stesso, lo puoi essere anche dopo il suo incontro, anzi, puoi cominciare ad esserlo sul serio, ancora di più, ancora più intensamente.

Questa sensazione – una delle tante che ti avvolge nell’incantesimo del love bombing – è una memoria che i nostri geni, le nostre disfunzioni familiari, hanno instillato dentro di noi. Con il narcisista ci si ritrova lì, in uno spazio comune che contiene il baratro del suo vuoto e le fessure narcisistiche della tua storia affettiva intermittente, ma pur sempre non spacciata. Stare con un narcisista, rimanere con un narcisista, rischia (e spesso ci riesce) di compromettere le innumerevoli parti sane della potenziale vittima, come se lui fosse una forbice da giardino che squarcia lentamente, e sempre di più, le ferite della vittima, anche le più sottili e impercettibili, per creare voragini di frustrazione, svilimento, talvolta anche narcisismo stesso, e facendo allontanare la persona da se stessa, dalle sue virtù. Questo non è amore, sono mancanze condivise. Tu ci puoi lavorare: una persona empatica può migliorare, perchè ha CAPACITA’ DI INTROSPEZIONE. Che il narcisista ce l’abbia è molto difficile.

Ti sembrava di “conoscerlo da sempre”, perchè conoscevi da sempre l’ambiente psicologico che lui ha vissuto, il tuo stesso modo di schivare i dolori e tarpare le emozioni. Abbandona tutto questo, e semmai trai spunto per vedere le ferite, anche quelle più sottili che non pensavi di avere. Guardale, accarezzale, e aspetta che siano rimarginate. Tu puoi.

Tu puoi!

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