Se dovessi sentire una frase come queste, rizza le orecchie. Certo, se è il tuo buon nonno a pronunciarla, è un altro discorso. Se è una persona che conosci da tanto tempo, che adori, della tua famiglia, che ti dice che il colore degli occhi li hai ripresi da lui o da lei, è un altro discorso. MA, quando ti vengono pronunciate frasi simili da qualcuno che non conosci così bene e che hai il dubbio sia narcisista, beh, è altamente probabile, per non dire certo, che abbia fortissimi tratti narcisisti.

Il linguaggio è importantissimo sempre, ma nel caso di narcisisti e psicopatici ha una valenza ancora maggiore perchè è vero sì che questi individui le parole le sanno usare benissimo, e solamente dalle parole è difficile smascherarli, ma con i dovuti accorgimenti, le dovute conoscenze e quell’immancabile intuito che fa comporre i pezzi del puzzle, le parole sanno dare indizi precisissimi. Con i narcisisti, spesso non è il contenuto in sè di ciò che dicono a fare la differenza, ma come lo dicono. Ad esempio se un narcisista ti fa un complimento, devi vedere le parole che usa per fartelo, come in questo articolo analizzerò. E sempre, sia che si tratti di parole, sia che si tratti di azioni, sia che si tratti di promesse, bisogna sempre vedere l’intenzionalità dietro alle quali un narcisista parla, agisce e promette. Questo è scontato. Perchè talvolta neanche le azioni sono sufficienti per capire l’entità di un narcisista. Spesso si dice: “guarda ai fatti! Non basarti sulle parole!”. Ecco, con un narcisista non ci si può basare troppo neanche sui fatti, ma è necessario studiare l’intenzione dietro a ciò che compie. In casi come questi, di complimenti del “sei simile a me”, intenzioni o no poco cambia, il succo è che chi dice così è perchè ha dell’egoriferitismo sempre, nel suo modo di vedere il mondo e le relazioni, il quale mondo e le quali relazioni, sempre, girano intorno a lui (o lei).

Le frasi a cui mi riferisco in questo articolo sono su per giù queste qui:

  • “Sei me al femminile” (se il narcisista è uomo)
  • “Sei me al maschile” (se la narcisista è donna)
  • “Mi rivedo molto in te”
  • “Siamo identici”
  • “Siamo molto simili”
  • “Vedo molte cose di te che mi appartengono”
  • “Mi sento molto vicino/a al tuo modo di essere. Sono come te”
  • “Sei parte di me”
  • “Ormai sei diventata/o me”
  • “Hai dei modi di fare e di pensare che sono miei”

Queste sono alcune delle frasi, ed alcune delle forme, usate da narcisisti e psicopatici in qualsivoglia forma relazionale, come amicizie narcisiste, relazioni sentimentali con un partner narcisista, scimmie volanti che si approcciano ad una partner del loro amico narcisista, e anche genitori narcisisti che si rivolgono ai propri figli. Dietro a queste frasi, il significato “srotolato” che c’è e che il narcisista pensa e percepisce al di dietro della sua mente, suonerebbe così: “per me, dirti che sei simile a me è uno dei complimenti migliori del mondo perchè io sono unico/a nel mio genere, il/la migliore di tutti, e soprattutto dirti che sei simile a me (e quindi anche IO simile a TE) mi fa acquisire, assimilare, RUBARE quelle caratteristiche meravigliose che invece sei TU ad avere, e che mi piacerebbe eccome avere, pur essendone, invece, totalmente privo/a”. Nulla in più legato alla tua persona, nulla di valorizzante della tua identità, delle tue peculiarità, anche perchè nessun narcisista sa guardare l’ “altro”, cioè un oggetto esterno a se stesso in quanto tale, senza studiarlo, senza controllarlo per rimanerne superiore, senza invidiarlo sottilmente non ammettendolo mai. Figuriamoci se potrebbe apprezzarlo. Lo apprezzerebbe solo in funzione dell’utilità oggettivale che quell’essere umano, per lui “oggetto”, come tutti gli altri esseri umani/oggetti che non siano lui (o lei) stesso, potrebbe dargli in quel momento. Quella persona/oggetto mi serve? Ha valore, e gli faccio questi complimenti. Ma ovviamente è un valore per utilità egoistica propria, non in quanto tale, perchè un narcisista non ammetterebbe mai il meraviglioso valore di una persona, che possa quasi avvicinarsi a superare il valore del narcisista. Farebbe la parte di dirlo a parole, semmai, ma al di dentro non lo ammetterebbe, e ne sarebbe, appunto, profondamente invidioso.

Porto degli esempi (come sempre!). Parliamo di scimmie volanti. Si sa che le scimmie volanti sono false, e fanno (quasi) sempre “la parte” con la donna empatica del narcisista che spalleggiano, quando è necessario tenersela buona, prima di scartarla così come fa il narcisista. Ecco, come potrebbe una scimmia volante “empatizzare” con la partner del suo amico narcisista (che ben presto diffamerà insieme a lui)? Potrebbe dirle alcune delle frasi che pocanzi ho descritto nell’elenco per punti: “Mi rivedo molto in te”, “Siamo molto simili”. “Vedo molte cose di te che mi appartengono”. “Non ci conosciamo così tanto bene, ma sento che siamo davvero uguali”. Il “mi rivedo molto in te” poi ha una valenza ancora più denigrante. Cioè, sembra dire: “Io, dall’alto di come meravigliosa sono, ti merito di sentirti dire che sì, vedo qualcosa di mio essere simile a te”. Ma in ogni qualsivoglia salsa si sentano queste frasi, il sunto è che a una persona narcisista, e soprattutto ad una scimmia volante, LE PIACEREBBE essere come la vittima che sta svalutando con il suo amichetto narcisista (per tenerselo ancora più stretto, tra l’altro), perchè per quanto si senta superiore SUPERFICIALMENTE a lei, tramite l’innalzamento che il narcisista fa di lei scimmia volante, per esempio, invece LA INVIDIA per tutte le sue caratteristiche empatiche, per come ride di gusto, per la sua naturalezza, per la sua ANIMA, e quindi dire che una partner del narcisista è simile a lei risulta anche una vera e propria “appropriazione indebita” di caratteristiche che lei, scimmia volante, si sognerebbe proprio. Per non parlare del fatto, poi, che non è un caso che io porti l’esempio della scimmia volante che dice queste frasi alla vittima del narcisista. Per una scimmia volante “dire di essere simile a questa donna empatica” ha anche un’altra valenza ben più importante, e, srotolando anche questa intenzione della scimmia volante, il sunto verrebbe così: “io dico che sono simile a questa donna empatica, ma questa donna empatica non è una persona qualunque. E’ LA PARTNER DEL NARCISISTA. Quindi, io sono simile ALLA PARTNER DEL NARCISISTA, alla donna che il narcisista aveva scelto come compagna, a quello che piace al narcisista, al prototipo di donna che lui preferisce, e dico che ho le caratteristiche che ha lei, e dico che sono simile a come è lei, al suo carattere, ai suoi modi di pensare e di fare, quindi per sillogismo io dovrei essere voluta lo stesso dal narcisista, se mi proclamo simile a lei”. Ti dice niente? La scimmia volante studia bene la vittima del narcisista, la studia per aiutarlo nella spietata o fintamente buonista diffamazione, ma la studia bene anche per emularla e riprodurre COSA AL NARCISISTA PIACCIA. Quindi il “sei molto simile a me”, capisci bene che ha una valenza sentimental/sessuale spropositata se pronunciata da una scimmia volante che vive bramando l’ammirazione e l’attenzione del narcisista, sia se (come spesso accade) spera intimamente di essere promossa a fonte primaria (emulando quindi la partner vigente del narcisista, da scartare a breve), sia che desideri rimanere a vita nella sua illusoria posizione di superiorità come “somma migliore amica”, perfetta in tutto, speciale e super partes. Oppure porto un altro esempio, e questo mi è personalmente capitato. Una ragazza che studiava con me all’università. Avevamo preparato qualche esame insieme. Ed eravamo anche diventate amiche, sebbene io tenessi sempre un po’ il freno a mano tirato. Inizialmente avevo sempre il dubbio che fosse narcisista, per come si era comportata con l’ex compagno e per tanti modi di fare estremamente invadenti, totalmente, sempre, indistintamente, egoriferiti, per il suo egocentrismo, poi con i suoi ringraziamenti nella tesi di laurea ogni dubbio è diventato sempre più certezza. Fra i vari ringraziamenti c’era una dedica nei miei confronti. Ero rimasta agghiacciata. In una sola lettura di qualche riga mi ero sentita privata della mia esistenza. Vampirizzata. RUBATA della mia essenza, perchè lei se ne era impossessata. La dedica iniziava così: “Ed ora ringrazio l’altra parte di me. Sì, scrivo l’altra parte di me perchè Francesca è me. Ci siamo conosciute sui banchi dell’università in due momenti di vita in cui vivevamo due storie identiche. Ma che sono diventate solo una. E noi siamo una persona sola. Io sono identica a lei”. Un qualcosa del genere. Nella dedica alludeva anche alla mia esperienza con il mio ex narcisista, dal quale stavo uscendo, che, onestamente, nulla aveva a che vedere con la storia sua. Ma questo è un altro discorso. Insomma, nella dedica non c’è un “grazie”, non c’è un qualcosa che si riferisca ad una mia qualità, ad un modo in cui io l’abbia supportata nel percorso universitario, niente di niente. C’è un’esaltazione di me attraverso il dire che io sono lei e che le qualità mie sono da scrivere in una dedica perchè sono quelle che (le piacerebbe) ha lei. Poi, che questa ragazza avesse inesistenti capacità di sensibilità d’animo, di intelligenza emotiva, di empatia, questo è ancora un altro discorso, ma sostanzialmente io e lei non avevamo proprio un bel niente in comune. Già solo il fatto che ad ogni sua nota vocale e suo messaggio ci fosse la parola “io, io, io, io”, è un qualcosa che si allontana da come sono io, per dire. Quando avevo letto la dedica ero rimasta disgustata, lo ammetto, e il mio primo pensiero è stato: “oh, ma che vuole questa? La conosco da un anno, anche meno.”. Ho provato fastidio, mi sono rannicchiata tra le mie braccia come se qualcuno si fosse, come prima scrivevo, indebitamente appropriato delle mie qualità, del mio modo di essere, di cui questo qualcuno è invece, nella realtà, totalmente privo. Era una buona compagna di studi, ma non era tra le amicizie che io ho per la vita. E riconosco, dopo tempo, che fosse lei ad avere scelto me, per le doti così da prosciugare che ahimè ho e che ahimè tutti i narcisisti fiutano, ma non il contrario. Ed io dovevo crescere ancora. Bada bene, sono convinta che questa ragazza non avesse scritto quei ringraziamenti con male intenzioni, ovviamente, ma l’egoriferitismo, notate anche voi, che è chiarissimo. Anche nell’esempio della scimmia volante, non c’è (almeno solo in questo caso!!!) malignità nel dire frasi del genere, ma c’è un totale disinteresse verso le qualità della persona vittima, e un costante interesse ad innalzare se stessi, a rubare la meraviglia identitaria di qualcun altro, paragonandosi a chi davvero è meraviglioso, come una fonte primaria di un narcisista è, e a “donare supremamente” un complimento, facendolo riflettere sulla presunta similitudine alla scimmia volante di una povera fonte primaria SUPERFICIALMENTE inferiore e a, banalmente, avvicinarsi al modo di essere splendente di una persona empatica, quando questa è la partner o prescelta in generale del narcisista che la scimmia volante vuole tenersi stretto.

Questo è per dire che è necessario sviluppare una sensibilità emotiva e una conoscenza della SOSTANZA, delle INTENZIONI, e della “BASE” delle persone, senza rimanere alla superficie. MAI rimanere sulla superficie, perchè rimanendo sulla superficie si perdono i dettagli che fanno di un individuo un essere umano e un essere non-umano, come narcisisti e psicopatici sono. Chi non conosce, chi non ha vissuto un abuso narcisistico, chi non si documenta su questi aspetti, chi NON CONOSCE queste branche, non riuscirebbero mai a cogliere i significati VERI dietro i complimenti, dietro le apparenti carinerie, dietro i “lisciamenti” delle persone che, PER MOTIVI EGORIFERITI, li compiono. Per conoscere LA PERSONALITA’ delle persone che ci circondano è necessario SCROSTARSI della superficialità, dei giudizi superficiali che facciamo sulle persone, del considerare “amabile” una persona che “fa la carina” con noi, ed è necessario CAPIRE QUANDO UNA REAZIONE, UNA FRASE, UN COMPORTAMENTO, HANNO AL LORO INTERNO EGORIFERIBILITA’ O SINCERO BENE E SINCERE INTENZIONI PER L’ALTRA PERSONA, E NON SOLO TORNACONTI PER LORO STESSI. Con un narcisista, alla fine, non è poi così difficile capire: CI SONO LORO. Punto e basta. Io, io, io. E gli altri sono suppellettili. Sono accessori. Sono ancora su cui aggrapparsi quando vacillano. Sono utensili da scagliare sui nemici. Sono scudi dietro cui proteggersi con ignavia. Prima c’è l’IO, poi ci sono i paragoni, le similitudini, i complimenti “assorbiti” per emergere, ma è come se tutto fosse un albero rigoglioso nel quale si identificano, ed il resto foglie secche, rami che si ramificano (scusa il gioco di parole) dal loro tronco, foglie rigogliose, fiori, che l’albero decide quando far invecchiare e cadere e quando no, e via dicendo. Loro, nella loro ottica, sono il centro di tutto, ed il resto è tutto ciò che va organizzato, controllato, paragonato a loro. E i fiori che crescono spontaneamente sull’erba? Può un albero paragonarsi a loro? Non può, ma lo fa. Però ai fiori non deve importare perchè tanto continueranno a crescere e a profumare lo stesso.

Fregatene, ma IMPARA. Impara a riconoscere persone che parlano in maniera egoriferita. Impara a riconoscere persone che mettono sempre in mezzo loro, loro, loro e loro anche per fare un complimento a te. Queste sono le prime persone che hanno paura di te, della tua meraviglia, e che lo negherebbero fino all’esasperazione pur di ammettere che sia proprio così. Impara a riconoscere il modo in cui ti vengono dette parole che sembrano belle, che sembrano avere un’intenzione positiva: i narcisisti sono abili a creare parole, discorsi, situazioni in cui la SUPERFICIALITA’ sia percepita bella, gentile, con migliori intenzioni. E’ adulazione. E’ o manipolazione o ennesimi e continui meccanismi che rimanere superiori loro, per emergere loro, per concederti pillole di importanza loro, loro che decidono, fanno e disfanno. O meglio, pensano di farlo. O meglio, solo questo possono fare per campare. Impara a riconoscere chi ti invidia, chi vuole essere te e per acquisirti ti ingloba in similitudini inventate e in confronti patetici.

Tu non hai bisogno di questo. Non hai bisogno di paragonarti a nessuno. Non hai bisogno di vampirizzare nessuno, perchè tu, se sei stata/o intercettata/o da un narcisista/manipolatore/psicopatico, è perchè, senza ombra di dubbio, brilli di luce propria, emani, dai, illumini, splendi, ed anzi, paragonarti a qualcuno sarebbe non solo improprio, ma svilente.

Tu sei unica/o e non hai bisogno di essere come nessuno. Chi ne ha bisogno e si paragona a te, non fa altro che mettere parole sopra a realtà non vere. Potrà illudersi che ti assomiglierà un po’. Ma sarà l’ennesima illusione che questi individui si creano per sopravvivere all’insoddisfazione personale e allo stagnamento esistenziale. Non ti appartiene. E nessuno è come te. A loro piacerebbe, ma, come si dice in questi ultimi tempi in gergo giovanile, sai quanti cereali sottomarca dovranno mangiare per arrivare allo splendore che sei te? La risposta però, in questi casi, è sempre negativa. Potranno anche svaligiare tutti i supermercati d’Europa e cibarsi solo di quelli.

Non arriveranno mai all’integrità morale, e luce, e purezza, e vivacità, e spontaneità, e ANIMA, che una persona empatica ha, e che un ESSERE UMANO ha, quindi: lasciali parlare. Tu ora sai.